Alitalia, il ballo degli esuberi

Alitalia, il ballo degli esuberi

Tutti a un tavolo a discutere di un numero: 2.551. Tanti sono gli esuberi in Alitalia che sono stati individuati nel nuovo Piano industriale nel corso delle trattative con Etihad. A confermarlo è stato oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi. Gli esuberi, ha detto, «ricomprendono i 780 dipendenti in Cassa integrazione a zero ore dal 2008. Cassa integrazione che finirà nel 2015». 

Nel suo dicastero sono cominciati i colloqui tra governo, azienda e associazioni professionali di piloti e assistenti di volo, Anpac, Anpav e Avia, e l’Usb. L’obiettivo, per Lupi, è arrivare a un accordo entro venerdì, anche se il segretario generale della Uil Luigi Angeletti e l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, hanno detto che si potrà arrivare anche a lunedì. La data limite, in tutti i casi, è quella del 15 luglio, quando è previsto l’arrivo del ceo di Etihad, James Hogan. Per allora «deve esserci una risposta, altrimenti ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità – ha aggiunto Lupi -. Ci aspettiamo che non si scelga il baratro».

Adr e manutenzione possibili destinazioni

Lupi ha ricordato che col nuovo Piano industriale di Alitalia «si passerà dagli attuali 13.300 dipendenti circa della compagnia di bandiera a 11.300 circa». Relativamente alle «preoccupazioni» sugli esuberi, ha detto, «siamo impegnati ad individuare tutti gli strumenti possibili per fronteggiare la situazione, sia facendo leva sugli ammortizzatori sociali», sia vagliando le possibili ipotesi per la «ricollocazione» del personale in esubero in altri settori. «Non discutiamo di Cig ma di mobilità», da aggiunto. 

Due sono le destinazioni citate: manutenzione e Aeroporti di Roma. «Se le manutenzioni che oggi si fanno in Israele fossero trasferite in Italia 200-250 lavoratori potrebbero essere subito ricollocati», ha detto Lupi al termine di un’audizione in commissione al Senato, sempre nel pomeriggio dell’8 luglio. «Lavoriamo per trovare la soluzione meno dolorosa e la ricollocazione in Adr è una delle ipotesi», ha invece affermato l’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio entrando al ministero delle Infrastrutture.

La società Aeroporti di Roma ha però subito smentito che gli esuberi di Alitalia possano essere scaricati su Fiumicino: «Nessuna ipotesi in tal senso è stata mai presa in considerazione. Il potenziamento della struttura organizzativa avverrà in coerenza con il piano di sviluppo e il miglioramento della qualità dell’aeroporto». 

Nel dettaglio degli esuberi, Lupi ha precisato che «non ci sono problemi con i piloti. La maggior parte degli esuberi riguarda il personale di terra, mentre per il personale di volo si sta discutendo l’ipotesi dei contratti di solidarietà».

Le reazioni

Scontate le reazioni da parte dei sindacati alle prime dichiarazioni del ministro sull’impossibilità di salvare tutti i duemila lavoratori in esubero. «Che si possa fare a meno della Cig lo dice il ministro Lupi. Certo se ha qualcosa di meglio in mente, noi siamo disponibili: ma lo escludo. Penso invece che la cig servirà». È il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari, a commentare così le affermazioni di Lupi. «È inconcepibile – ha detto Solari al termine dell’incontro presso il ministero delle Infrastrutture – che si lascino sul campo cadaveri senza tutele. Occorre valutare tutti gli strumenti per escludere i licenziamenti e oggi cominciamo a parlarne». 

Il traffico a Fiumicino e Malpensa

In Senato il membro del governo Renzi ha dato rassicurazioni (dopo le critiche arrivate soprattutto dalla Regione Lombardia) sul futuro di Malpensa, aggiungendo qualche dato. «L’accordo con Etihad – ha detto – riporterebbe Alitalia a essere una grande compagnia di bandiera potenziando le tratte intercontinentali. L’obiettivo di questo progetto industriale è quello di raddoppiare nel corso degli anni il numero dei viaggiatori del lungo raggio, sull”aeroporto di Fiumicino si passerebbe da 85 frequenze intercontinentali a settimana a 113, mentre su Malpensa passerebbero da 11 frequenze a 25». Se al momento all’aeroporto di Malpensa «il 7% dei passeggeri vola con Alitalia, con una media annuale di 250-300mila presenze», col nuovo Piano industriale di Alitalia si punta a raggiungere «500mila presenze l’anno». 

L’Europa

Lupi nell’audizione al Senato ha anche risposto a una domanda sulla lettera scritta da Air France e Lufthansa alla Ue in merito ad Alitalia. «Noi siamo per l’apertura del mercato – ha detto – non vogliamo e siamo certi che non accadrà, che semplicemente per un problema di concorrenza si possa usare strumentalmente l’Europa». 

Le cinque stelle

L’obiettivo dell’accordo con Ethiad «è fare di Alitalia la prima compagnia al mondo per alta qualità, facendo leva sugli elementi dell’eccenza italiana». Si tratterebbe, per Lupi, di far passare la compagna di bandiera «da 3 a 4 stelle e arriva nel tempo a 5 stelle», grazie ad un riposizionamento industriale che prevede «circa 1,2 miliardi di investimenti». Più nel dettaglio, Lupi ha ricordato che l’accordo con Ethiad prevede un primo Piano industriale 2015-2017, «che punta al rilancio strategico della compagnia, al suo riposizionamento e al pareggio» di bilancio. E un Piano industriale 2017-2020 con il quale Alitalia, «grazie a partnership internazionali molto forti si sposterà dal medio al lungo raggio», andando a sfruttare le potenzialità del «mercato dell’Est, diventato strategico negli ultimi anni».

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