Caro direttore, chiamiamolo solo matrimonio civile

Caro direttore, chiamiamolo solo matrimonio civile

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

La mission con task force delle nostre biblioteche
Professore all’Università di Bologna, alcuni giorni fa ricevo, in quanto membro di una commissione di gestione di una biblioteca, un documento da parte di un ufficio dell’amministrazione universitaria relativo alla riorganizzazione in atto delle strutture bibliotecarie. Il documento definisce quelle che vengono chiamate le mission dei vari tipi di biblioteche. Un ufficio della più antica università del mondo moderno non riesce a dire che le biblioteche hanno dei compiti, svolgono delle funzioni, offrono dei servizi, compiono delle attività, magari hanno anche dei doveri — insomma, fanno tutte quelle cose che fanno le biblioteche dai tempi di quella di Alessandria d’Egitto — ma (ridicolmente?) riesce a definirne le mission. Non contento di ciò, il documento termina con un elenco del personale addetto (ovviamente alle suddette mission) che sarebbe stato troppo banale e poco moderno chiamare, appunto, “elenco”: infatti, si tratta di una task force!

Fabrizio Bònoli, fabrizio.bonoli@unibo.it, la Repubblica, 25 luglio

I giardini della capitale, la grande bruttezza di Roma
Erano l’orgoglio della città. Ville, giardini, giardinetti. Persino le piccole aiuole che costeggiano i marciapiedi. Adesso è uno scempio. Da Villa Borghese all’ultima pianta comunale non c’è pezzo di verde che non sia ridotto a selva oscura. Basta guardare lo spartitraffico di via Cristoforo Colombo. Non vede una cesoia da mesi. Esteticamente orribile, soprattutto pericoloso.

Lettera firmata, Roma, la Repubblica, 25 luglio

I soldi per i delinquenti ci sono, per i cassintegrati no
Il governo ha stanziato una somma consistente per risarcire centinaia di delinquenti per le sofferenze subite durante la detenzione a causa di celle sovraffollate. Nel contempo il governo ha dichiarato di non avere i fondi per la cassa in deroga a favore di centinaia di lavoratori che ieri hanno fatto una manifestazione di protesta a Roma per chiedere un maggiore supporto da parte dello Stato, visto che da oltre 4 anni devono cavarsela con 500 euro al mese. L’Italia è davvero uno strano Paese!

Sibylle Abstoss, Milano, Corriere della Sera, 25 luglio

Perché Meriam in Italia con un aereo di Stato?
Apprendo con piacere che la donna sudanese è stata lasciata libera. Mi fa anche piacere che l’Italia abbia giocato un ruolo importante in questa vicenda, ma mi ha meravigliato il fatto che si sia impiegato un aereo di Stato.

Emilio Jazzetti, emilio.jazzetti@m4b.itCorriere della Sera, 25 luglio

Bravo il governo per Meriam. Ma i due marò?
Complimenti al governo che è riuscito a portare in Italia Meriam, la giovane cristiana condannata a morte a Khartoum (Sudan) per apostasia. Esorto a intervenire con la stessa solerzia presso il governo indiano per riportare a casa i nostri due marò in attesa di giudizio da oltre due anni.

Silvano da Porretta , s.da.porretta@alice.it, Corriere della Sera, 25 luglio

Come è complicato pagare una tassa in banca
Mi reco presso lo sportello della banca situata dentro il comprensorio dove lavoro sperando di poter pagare comodamente la tassa sui rifiuti. Non essendo correntista, l’impiegato deve fare la fatica di registrare i miei dati e, nonostante fossi l’unico cliente presente in filiale, si mostra scocciatissimo per l’incombenza. Estraggo il bancomat fiducioso di poter effettuare la transazione in maniera elettronica. Impossibile. Esco dalla banca, prelevo il contante allo sportello automatico, rientro e verso la tassa in contanti. Questo accade non a Timbuctu nel 1920 ma a Roma, capitale d’Italia, nel 2014. 

Vittorio Brambilla, Torino, la Stampa, 25 luglio

Meglio parlare di matrimonio civile
Franco Grillini, presidente di Gaynet, ci ricorda che il matrimonio omosex è approvato dalla Consulta e dalla carta di Nizza. Per evitare infinite discussioni, perché non parlare di “matrimonio civile”, che può essere tra gay, e “matrimonio sacramento” che resta tra uomo e donna? Così, quando un vescovo dice quel che deve dire nessuno più discute. Lo stesso vale per un parlamentare.

Maurizio Ricasoli, BolognaQn, 25 luglio

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