Tre cartoni animati contro le dittature e la solitudine

Tre cartoni animati contro le dittature e la solitudine

Anche nella monolitica Russia sovietica qualcosa si muoveva. Era il 1962, quando il disegnatore Fyodor Khitruk realizzò un breve film animato che raccontava la storia di un uomo che uccideva tutte le persone che gli davano fastidio. Si intitola “Storia di un crimine” ed ebbe un enorme successo: da un lato per le sue (all’epoca impensabili) critiche alla società sovietica, dall’altro per lo stile grafico, ispirato alle opere di Paul Klee. Fu uno shock per tutti.

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Khitruk ha realizzato anche un film animato contro la vita nelle grandi burocrazie, sempre ispirandosi al caso sovietico. In questo caso, si può dire, l’esempio si attaglia anche per le grandi aziende. Si intitola “L’uomo incastrato”. Qui l’anonimo protagonista sale, gradino per gradino, lungo la scala sociale del sistema in cui è inserito. Ma per ogni progresso che fa perde qualcosa. Fino a una conclusione inattesa.

La vita di Khitruk è stata lunga e la produzione ampia. Da un lato, cartoni di genere tradizionale, dall’altro opere di satira sociale. Resta da ricordare “L’Isola”, storia di un naufrago che finisce su un’isola piccolissima. Nell’attesa, vede passare di fronte a sé diversi personaggi, che lo coinvolgono in attività assurde ma che, alla fine, non lo aiutano. Il senso della metafora appare chiaro.