«Da chirurgo guadagno meno di un commesso parlamentare»

«Da chirurgo guadagno meno di un commesso parlamentare»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Chiesa e pedofilia: imbarazzante il commento di Navarro Valls

Qualche giorno fa avete pubblicato un commento di Joaquin Navarro Valls in tema di pedofilia. Sono rimasto imbarazzato leggendo le parole dell’autorevole personaggio. Capisco che si difenda l’operato dei predecessori di Papa Francesco. Fatico però a cogliere lo spirito cristiano nel passaggio in cui Valls si chiede se vi sia “qualche altra istituzione internazionale, al di fuori della Chiesa, che abbia deciso di combattere la pedofilia, allo stesso modo e con la stessa linearità”. Intanto non capisco a quale altra istituzione internazionale si sia inteso fare riferimento. Inoltre il professor Valls sembra non tenere nella dovuta considerazione il fatto che da un uomo di Chiesa, per quanto uomo e come tale soggetto anch’egli alla debolezza della carne, ci si aspettano comportamenti esemplari e, per il ruolo ricoperto, per la vicinanza alle cose e alle parole sacre, una vita caratterizzata da moralità impeccabile. Da ciò mi pare che discenda che per un uomo di Chiesa l’errore eventuale dev’essere seguito dalle conseguenze opportune senza cercare giustificazioni o presentare tesi mitigatrici del tipo: è vero, noi abbiamo sbagliato ma gli altri che fanno?!

Marco Tonitto, marco.tonitto@yahoo.it, Repubblica, 2 ottobre

Io medico chiedo lo stesso rispetto che si riserva ai commessi del Parlamento

Sono un medico ospedaliero di 43 anni, chirurgo vascolare. Per uno stipendio di circa 2700 euro netti mensili, trascorro le mie giornate cercando di eseguire interventi chirurgici al meglio delle mie possibilità e conoscenze, risolvere problemi clinici di varia rilevanza e, qualche volta, salvare la vita a pazienti giunti in ospedale in condizioni disperate. Ho lo stipendio bloccato, così come la carriera, grazie ai noti provvedimenti di spending review e blocco del turn-over adottati dai vari governi negli ultimi anni. Leggo oggi che un commesso dei due rami del Parlamento, grazie ai tagli dei due uffici di presidenza, guadagnerà solo 99.000 euro annui, così come saranno tagliati gli stipendi degli stenografi del Senato a 172.000 euro annui. Per cercare di addolcire la situazione l’articolo 5 introdurrà degli «incentivi di produttività destinati ad incoraggiare e premiare i più volenterosi». Mi chiedo e vi chiedo: esiste un limite alla decenza? Quale livello di responsabilità giustifica tale retribuzione per uno stenografo od un commesso? Quale premier, partito, movimento o lobby può spiegarmi perché alcuni diritti, una volta acquisiti, rimangono immodificabili mentre altri possono essere calpestati arbitrariamente? So di non poter chiedere soldi a questo Stato ma esigo rispetto, per la mia persona, per il mio ruolo sociale.

Enrico Leo, Lecco

Il Tfr in busta paga significa elezioni in primavera

I 100 euro di Tfr in busta paga sono una cartina di tornasole sulle vere intenzioni di Matteo Renzi. Significa che pensa alle elezioni anticipate in primavera. Quelle europee le ha vinte con il bonus da 80 euro. Le prossime, decisive sul piano politico interno, le stravincerà regalando da gennaio un aumento salariale di 100 euro per i dipendenti del settore privato, prendendoli dagli accantonamenti delle imprese per il Tfr, senza oneri per lo Stato. Più furbo di Achille Lauro, che prima delle elezioni non andava oltre un chilo di spaghetti dato in regalo ai napoletani, ma a spese sue.

Tino Oldani, ItaliaOggi, 2 ottobre

Ma Veltroni andrebbe a celebrare le nozze di un metalmeccanico?

Ma era il caso di mobilitare mezzo apparato dello Stato per proteggere le nozze di George Clooney? Questi ipocriti di sinistra non potrebbero devolvere una parte dei loro soldi a cause più nobili che non siano lo sbatterli in faccia alla gente? E chissà come risponderebbe, Veltroni, se un metalmeccanico gli chiedesse di celebrare le sue nozze a Pomigliano d’Arco. Anche se, sicuramente, ci sarà qualche idiota che aspetterà ore per vedere i protagonisti e provare, per un attimo, il brivido di una notorietà riflessa, vorrei ricordare che le attrazioni di Venezia sono altre.

Giordano Citterio, Libero, 2 ottobre

Bologna: sarebbe ora di cambiare nome a viale Lenin

In Ucraina hanno abbattuto l’ultima statua di Lenin. Sono stupito che ce ne fosse in piedi ancora una (e bella grande, dicono). A quando, a Bologna, la sostituzione dell’ormai improponibile intestazione all’inventore dell’incubo comunista di un ampio viale con un nome condiviso dalla cittadinanza?

Paolo Ugolini