Se è la Svizzera a fare il pieno per l’Expo

Se è la Svizzera a fare il pieno per l’Expo

Chi è il Paese messo meglio nella preparazione di Expo 2015? La Svizzera che il 12 settembre scorso, nel cantiere “apertissimo” – non è luogo comune – in quel di Rho-Pero ha posato la prima pietra del suo Padiglione. Noiosi questi svizzeri, non solo rispettano le tabelle di marcia ma hanno anche buone, ottime idee. La prima: sfruttare l’occasione a due passi da casa. «Non appena abbiamo avuto la certezza che Milano venisse scelta come sede dell’esposizione, ci siamo mossi: un Expo nella Regione più vicina a noi, non solo geograficamente, capita una volta ogni secolo e non sempre. Il tema “nutrire il pianeta, energia per la vita” è piaciuto particolarmente al Governo: non a caso, la Svizzera è sede di molte organizzazioni che si occupano di problemi internazionali e questo è forse il principale», spiega Andrea Arcidiacono, che per conto del Dipartimento Federale degli Affari Esteri cura la presenza svizzera a Expo 2015 e aggiunge: «Da qui, la voglia di far vedere quanto valiamo in questo settore sempre più strategico e far conoscere una Svizzera diversa».

Da qui l’idea – furba – di organizzare un concorso con totale libertà creativa, vinto non a caso da tre giovani architetti argoviesi, primi su un centinaio di concorrenti. Il Padiglione Svizzero – su una superficie di 4432 mq – è caratterizzato da una grande piattaforma aperta con quattro alte torri, riempite di prodotti alimentari. I visitatori accedono alle torri attraverso ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi dei prodotti. Niente cioccolata e formaggio, per motivi di conservazione, ma acqua, sale, caffè e rondelle di mele. «Sono stati scelti perché rappresentano la sostenibilità, la responsabilità, l’innovazione e la tradizione svizzere. L’acqua e il caffè in capsule sono fornite dallo sponsor Nestlè, il sale arriva dalle Saline Svizzere (in Europa sono tra le più organizzate e attente alla qualità, ndr), le rondelle di mela sono un simbolo della nostra agricoltura», prosegue Arcidiacono. Man mano che le torri si svuotano, le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificandone la struttura. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali. Un’esperienza che permette ai visitatori di scoprire la diversità e la qualità dei prodotti nonchè di riflettere sul loro comportamento di consumo.

Stato di avanzamento dei cantieri del padiglione svizzero di Expo 2015

La tempistica è ferrea: la struttura di base sarà terminata entro gennaio 2015 mentre esposizioni e spazi interni saranno allestiti entro fine febbraio. Nei mesi di marzo e aprile è prevista la consegna e la fase di test dell’intera struttura in modo da aprire le porte del Padiglione Svizzero il primo maggio. La Casa Svizzera, accanto alle torri, ospiterà l’esposizione dei cantoni Grigioni, Ticino, Uri e Vallese sul tema dell’acqua, l’esposizione di Nestlé, il ristorante con menu rigorosamente svizzero, l’auditorio, e la sala Vip. Le città di Basilea, Ginevra e Zurigo organizzeranno a rotazione una serie di esposizioni tematiche al pianterreno delle torri, con un ricco programma culturale. E ancora i visitatori potranno scoprire il nuovo tunnel di base del San Gottardo – che sarà inaugurato nel 2016, altro che Tav – e le principali destinazioni turistiche svizzere attraverso un’installazione ludica di Svizzera Turismo. Una volta terminata l’esposizione milanese, le torri saranno riutilizzate nelle città rossocrociate come serre urbane. Il 75% del materiale e delle infrastrutture del Padiglione Svizzero, peraltro, potrà essere riciclato alla fine di Expo 2015.

Non basta. Per creare interesse, la Svizzera ha creato un Tour del Gusto con tappe a Roma e Milano, e che si concluderà al Salone del Gusto di Torino. «Ma non è stato solo il modo per far apprezzare i nostri sapori, bensì mostrare il nostro “gusto” per l’arte, il design e l’architettura. Ci teniamo molto a spiegare che non siamo un Paese come spesso viene dipinto dagli stranieri, bensì un posto ideale per coltivare la creatività e la cultura. Con l’Expo 2015 dovremmo effettuare un bel salto in avanti». Illuminante leggere il budget dell’operazione, pensando ai nostri dubbi e sprechi: il Parlamento svizzero ha approvato nel 2012 (sic!) il credito di partecipazione della Svizzera a Expo 2015, pari a 23,1 milioni di franchi – più o meno 19 milioni di euro – di cui otto dovevano essere finanziati da sponsorizzazioni. «Per eventi del genere, creare il doppio binario è obbligatorio. Almeno da noi – continua il responsabile del Programma Italia/Expo Milano 2015 – funziona così per ragioni politiche e di logica». Tra i principali sponsor figurano Nestlé, Vacheron Constantin (casa orologiera), le Saline Svizzere, Geberit (specialista nei sanitari) e i quattro cantoni partner del Tunnel del San Gottardo, le città di Basilea, Zurigo e Ginevra, cui si aggiungono diversi fornitori. Il bilancio è sinora positivo con sei milioni di franchi in contanti e due milioni di franchi di contributi sotto forma di prodotti, eventi e conferenze. A questo apporto si aggiunge Agro Marketing Svizzera con 1,6 milioni di franchi per la promozione dei prodotti locali nel ristorante gestito da Palexpo.

Di fronte a tutto questo impegno, è scontato ma necessario chiedere ad Arcidiacono come vede questo benedetto Expo 2015. In fondo, pochi come gli svizzeri (per di più del Canton Ticino) conoscono l’Italia (e la Lombardia). «È un grande incontro tra popoli e Nazioni, Nicolas Bideau (il responsabile di Presenza Svizzera, ndr) sostiene sempre che l’Expo è un concorso di bellezza ai massimi livelli. Noi dovevamo esserci e l’abbiamo fatta, stabilendo un ottimo rapporto con la società organizzatrice, felice perché abbiamo creduto per primi nel progetto. Poi Milano e la Svizzera hanno una storia con molti punti in comune, tante storie legate tra loro». Appunto per questo, non siete perplessi? Tra arresti e ritardi, che Expo verrà fuori? «Sono manifestazioni complesse, con problemi di ogni genere. Devo dire che un conto è viverla a Rho-Pero, dove ogni giorno vedi progressi reali, e un altro è stare in città dove per ora non si sente la vigilia dell’evento. Ma arriverà tanta gente, noi per primi stiamo lavorando su questo fronte: ho delle stime che quotano a due milioni gli svizzeri che verranno a Milano. Mi sembrano tanti, ma è anche vero che se fosse interessato solo il 10% dei nostri abitanti sarebbero già 800mila persone. Comunque, le Ferrovie Svizzere sono al lavoro per rendere più frequente e organizzato il servizio verso l’Expo per quei sei mesi». Saranno prevedibili, persino noiosi ma sono sempre avanti, a casa loro e forse di più a casa nostra. “Come è bella l’Italia, vista da Lugano” (Giuseppe Prezzolini).

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