Aumentare la produttività con i ritmi circadiani

Aumentare la produttività con i ritmi circadiani

Tra tutti i consigli per migliorare la produttività sul lavoro che girano in rete (e LinkPop ne è una fonte inesauribile), forse questo è quello più saggio. Il punto di inizio principale: in poche parole, il problema dei ritmi circadiani.

In realtà si parla di processo circadiano, ma viene definito ritmo per la sua regolarità. Ve ne sarete accorti anche voi se mai avete sperimentato il jetlag: può essere molto, ma molto persistente.

Per cui è naturale (ed è la parola giusta) che, durante la giornata, ci siano momenti di maggiore o minore attenzione; periodi più attivi e altri più lenti. Stanchezza e proattività. Il datore di lavoro, che ha sempre aspettative irrealistiche destinate a essere deluse, vorrebbe che i suoi dipendenti siano sempre attivi a ogni ora. Ma la cosa, purtroppo, non è possibile: per ragioni fisiche. Lo stesso vale per i lavoratori, che pure vorrebbero essere attivi al 100% sul lavoro, ma il loro fisico segue altre logiche. È bene, allora, che anche la giornata di lavoro, per poter ottenere il massimo delle nostre prestazioni, sia calcolata su questi ritmi.

Il ritmo

Inizio:
Da quando la giornata di lavoro comincia, il lavoratore impiega qualche ora per raggiungere i picchi di lucidità e prontezza mentale; diciamo che se si comincia alle 9:00, si arriva alle 10:30 / 11:00 a carburare al massimo.

Il pranzo:
Il declino comincia verso la metà. Si pranza e, come per magia, le prestazioni calano. Non è effetto del cibo (che pure accelera il declino), ma del ritmo circadiano. Verso le 15:00 si tocca il fondo.

La ripresa:
Dopo le 15:00 si riprende a correre, ma meno veloce. Per almeno altre tre ore la produttività è in crescita, ed è il momento giusto per riprendere a sbrigare alcune delle faccende più impegnative, ma non troppo.

Il secondo picco:
Alle 18:00 si raggiunge la seconda ondata di produttività della giornata: è il momento di chiudere la giornata. Da questo momento in poi il livello di attenzione sarà in caduta libera fino alle 3 di notte. Da quel momento, crescerà di nuovo fino a metà mattina, e così di nuovo per tutto il giorno.

Cosa fare?

Chi vuole ottenere il massimo delle prestazioni dai suoi dipendenti deve tenere conto di questo saliscendi. Anche quando fissa appuntamenti, deadline, lavori da fare: ci sono momenti giusti e momenti sbagliati.
Lo stesso vale per i lavoratori, se vogliono ottenere il massimo con meno sforzo, e tenersi tempo libero per la vita.

Regole

 – Le cose più importanti vanno fatte vicino ai picchi di attenzione.

 – Riunioni / Consegne di lavori / Impegni complessi vanno fatte molto prima dei picchi, affinché ci si possa mettere al lavoro prima del momento più alto ed essere nel pieno del lavoro quando il fisico concede il massimo di concentrazione;

 – Le cose meno importanti vanno programmate per i periodi più “lenti”: la prima mattina, le tre del pomeriggio, la notte fonda;

 – I sonnellini possono aiutare, soprattutto per contrastare i momenti di stanchezza (è una cosa dimostrata da più studi scientifici), e devono seguire i ritmi circadiani. Saranno più attivi nei momenti di picco.

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