“Caro Direttore, a Green Hill solo 44 beagle uccisi”

“Caro Direttore, a Green Hill solo 44 beagle uccisi”

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.
 

Da Repubblica del 29 gennaio

Quella natura che nasconde gli orrori della storia

Non si è parlato abbastanza del bel film di Ermanno Olmi “Torneranno i prati”. Eppure un maestro del cinema come lui ha dedicato alla tragedia della Grande guerra un film notevolissimo. Impegno, fatica, cultura, passione civile, mi pare poco riconosciuti. Al film Olmi ha consegnato un messaggio angoscioso: è la stessa, ciclica bellezza della natura a nascondere gli orrori della storia umana? Vediamo un umile soldato incrostato di fango, sepolto in una trincea, nell’attesa di una morte anonima. Ci sussurra nell’impasto terroso della sua voce di sepolto vivo questo frammento di verità. Voce di popolo. Forse l’ultimo del popolo contadino di Olmi. Non di plebe, anche post-moderna. Oggi il Carso è uno splendido altopiano di boschi, prati, doline, verde di roveri e ginepri, rosso di sfolgoranti sommacchi. Basta un velo di terra a confondere i segni di un reticolo spasmodico di trincee, a mitigare l’infosso delle granate. Nell’immediato dopoguerra fu landa di grigia calcina. La vita continua: non però per dimenticare e ripetere così gli orrori della sua Storia.

Luca Zorzenon, lucazorzenon@alice.it

Alla caccia di due preziosi vagoni carichi di cultura ebraica

Il 14 ottobre 1943, due giorni prima della grande deportazione degli ebrei romani ad Auschwitz, i nazisti hanno rubato e caricato su due vagoni l’intera biblioteca di quella comunità. Solo 25 volumi scamparono alla razzia. Gli altri, circa 7000 preziosissimi manoscritti, incunaboli, libri dal 1400 all’800, rappresentavano il patrimonio culturale, la memoria storica e l’identità della più antica comunità della diaspora. I due vagoni erano diretti in Germania: dovevano aggiungersi a tanti altri tesori ebraici depredati in Europa a formare il tragico museo “della razza estinta” voluto da Hitler. Quei due vagoni carichi di libri sono scomparsi, forse nascosti in Germania, finiti in Russia o rubati, venduti, dispersi. Il 25 gennaio a New York la direttrice del Museo Ebraico di Roma, Alessandra Di Castro ha annunciato la riapertura delle indagini internazionali per ritrovare quel patrimonio.

Edek Osser, Roma

L’Italia non c’è ad Auschwitz perché si sta rinnovando

Con riferimento alla rubrica di Augias “Quando le regole urtano il buon senso” (Repubblica del 27 gennaio), la Farnesina precisa che la questione relativa al padiglione italiano presso il Museo di Auschwitz, non è dovuta a problematiche di natura finanziaria. L’opera fu realizzata nel 1980 dall’Associazione nazionale esuli e deportati (Aned). Dopo la caduta del muro di Berlino, il Museo di Auschwitz ha introdotto una nuova normativa per effetto della quale il memoriale realizzato dall’Aned non è più risultato conforme allo spirito del sito di Auschwitz, dedicato esclusivamente alla memoria della Shoah. È la presenza nell’opera di richiami artistici al comunismo, oggi considerati fuori legge in Polonia, ad aver indotto la chiusura del Blocco 21. L’opera rientrerà in Italia ed è stata avviata la realizzazione di una nuova per il “Blocco 21”. Il Governo ha inserito nella legge di stabilità un milione di euro in favore del Fondo perpetuo per la conservazione della memoria storica di Auschwitz.

Stefano Verrecchia, ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale
 

Dal Corriere della Sera del 29 gennaio

E adesso vediamo se Tsipras diminuirà le spese per la Difesa

Ora staremo a vedere come Alexis Tsipras si comporterà con la Nato, visto quanto spende la Grecia per sostenere le guerre. Tra il 2009 e il 2013, ha speso più soldi degli altri Paesi d’Europa per le spese militari.

Michel Giuntini, michelgiuntini@live.it

Pensioni: strano intreccio di diritti e doveri

Ogni volta che qualcuno acquisisce il diritto a una pensione senza aver versato per intero i relativi contributi c’è un altro che, senza saperlo, acquisisce il dovere di pagare la differenza necessaria ad assicurare il diritto acquisito di altri. Tutto questo è giusto?

Pietro Volpi, pietrovolpi@virgilio.it

Green Hill: solo 44 i beagle “uccisi”. Ed erano “incurabili”

La lettera “La condanna di Green Hill” (Corriere 26 gennaio) asserisce che a Green Hill sono stati “uccisi” 6.000 beagle e che la condanna al nostro veterinario di 18 mesi, che appelleremo, corrisponderebbe quindi a un giorno di detenzione ogni 11 cani morti. Questa affermazione è falsa. A Green Hill nel processo sono state contestate 44 eutanasie di cani che in realtà erano gravemente malati ed è per questo che il nostro veterinario ha valutato incurabili.

Direzione di Green Hill
 

Gli ideali di Ventotene sostituiti dal “dare/avere”

Più di 70 anni fa, a Ventotene, gli estensori del famoso Manifesto da tutti riconosciuto come il primo mattone per l’edificazione dell’unità europea, immaginarono un continente di popoli fratelli e solidali, che basassero i propri rapporti su valori umani di mutuo soccorso. Se fossero ancora tra noi inorridirebbero di fronte all’attuale dialettica tra il nuovo governo greco e i rappresentanti della troika: gli ideali di partenza sono stati sostituiti da trattati di «dare/avere» e più che un dialogo fra soggetti di pari dignità sembra di assistere a un alterco tra il debitore e lo strozzino che pretende il saldo.

Mauro Chiostri , mauro.chiostri@virgilio.it
 

Da La Stampa del 29 gennaio

Shoah: perché Dio non è intervenuto?

Giorno della memoria. Io soffro, sempre, ogni anno, non solo in questo giorno, ma in questo giorno un po’ di più. Perché è successo l’inaccettabile. Si tratta di rivedere immagini ed ascoltare storie che straziano il cuore e affaticano la ragione. Guardo in faccia mio padre mentre ricorda, leggo i racconti di mia zia, tra i pochissimi bambini sopravvissuti ci sono loro due. Sono vivi, ma per tutta la vita non hanno potuto dimenticare, neanche un solo giorno, gli altri bambini, quelli strappati alle loro case, torturati in modi inimmaginabili e mai tornati. Mio padre non accettò di nascondersi e li combatté ma lei, piccolissima, venne salvata dall’orrore grazie a persone che si facevano pagare dai miei nonni per non venderla, ma anche da altre persone che rinunciarono alla loro stessa sicurezza ed al facile guadagno che veniva offerto in cambio di un ebreo. Erano persone, padri e madri di altre famiglie, che scelsero se lucrare sulla sua condizione di bambina perseguitata o invece mettersi in pericolo e dividere il poco che avevano con lei, proteggendola e salvandole la vita, senza nessun guadagno. E ora, dopo tutti questi anni, mi chiedo perché Dio non sia intervenuto. Quanti bambini che nessuno proteggeva lo hanno invocato allora? E mi chiedo anche perché noi tutti, laici, ebrei e cattolici, dopo 70 anni, siamo ancora in pericolo, in nome di un altro Dio. Gli uomini devono prendersi le loro responsabilità, gli uomini possono sempre scegliere se proteggere gli innocenti o venderli. Non è per un credo religioso o per altre diversità che si perseguita e si stermina un popolo, è per crudeltà, per avidità e per colpevole vigliaccheria. E’ a questo che bisogna ricordarsi di non cedere, è questo che bisogna ricordarsi di non permettere, è questa la memoria del 27 gennaio, ogni anno.

Chantal Segre Arrigo

Da ItaliaOggi del 29 gennaio

Sottomissione libro terribile e da leggere

L’articolo di Domenico Cacopardo, pubblicato da ItaliaOggi, mi ha aperto gli occhi sul libro di Houllebeck, Sottomissione. Libro terribile e da legge, con l’accompagnamento di un esilio perpetuo di Baricco dalla comunità civile. Baricco, infatti, di questo libro, non ha capito un’acca. Mi auguro solo che lo abbia recensito senza leggerlo. Come capita spesso ai recensori italiani. Forse perché li pagano poco o perché, anziché leggere, preferiscono andare a spasso. Forse, intendiamoci bene, non hanno tutti i torti. Meno male però che Cacopardo non sia d’accordo. Ci ha reso, grazie anche a ItaliaOggi, un servizio.

Gaspare Scasazza

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