La stampa internazionale annaspa sul nome di Mattarella

La stampa internazionale annaspa sul nome di Mattarella

Vittoria schiacciante per Renzi, sconfitta netta per Berlusconi: la stampa internazionale coglie il dato politico di fondo dell’elezione a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella. Il quale, però, è largamente sconosciuto e descritto spesso in modo semplicistico come un giudice. La maggior parte delle testate ricorda però il suo lungo impegno in politica e qualcuna, come Bbc e New York Times, ricordano la sua opposizione alla legge Mammì che spianò la strada all’impero mediatico di Silvio Berlusconi. La maggior parte dei siti dei quotidiani internazionali non si sofferma sul ruolo della sinistra Pd e sulla frattura nell’Ncd, anche in questo caso con l’eccezione di Bloomberg, che cita Pippo Civati e la decisione “dell’undicesima ora” di Alfano, ripresa anche dall’agenzia tedesca Dpa. Tra i politici italiani, Maria Elena Boschi guadagna la citazione del Financial Times, l’unica testata a mettere la notizia dell’elezione in apertura di home page (in un giorno in cui l’attenzione è stata tutta per Podemos e per le parole di Angela Merkel sulla Grecia) e quella che infierisce di più sulla solitudine e amarezza di Berlusconi. Totalmente ignorato il Movimento Cinque Stelle. Solo l’agenzia tedesca Dpa sottolinea quanto sia stato “marginale nel voto, nonostante rappresenti il terzo blocco in Parlamento”.

Tutta la stampa estera ricorda l’uccisione del fratello di Mattarella, Piersanti. Il Daily Telegraph insiste sulla sua poca presenza internazionale, a differenza di Napolitano, e sulla sua presunta mancanza di dimestichezza con le lingue straniere. Il ruolo del presidente è compreso solo in parte dai giornali stranieri, che spesso parlano di “ruolo onorifico”, pur aggiungendo che esercita poteri importanti in momenti di instabilità politica. Così dice la Reuters, che d’altra parte il 30 gennaio, quando l’elezione era data per scontata, la Reuters non trovava di meglio che intitolare “I politici italiani non riescono ancora a eleggere un nuovo presidente”, commentando le schede bianche del terzo scrutinio. Quello che accade a Roma viene visto, magari a ragione, come bizantinismo incomprensibile. Ma a volte viene il dubbio che manchi anche la voglia di spiegare.

Ecco alcuni estratti dagli articoli:  

Reuters: “L’Italia elegge il giudice costituzionale Sergio Mattarella come presidente”

“L’elezione mostra il 40enne Renzi in saldo controllo sia del suo partito notoriamente ribelle sia dela sua maggioranza, mentre cerca di far passare riforme volte a sorreggere una ripresa economica in Italia, dove la disoccupazione è in crescita, dopo sei anni di recessione a fasi alterne. Ma mette in pericolo un patto con il rivale di centro-destra Silvio Berlusconi per fare le riforme elettorali e costituzionali.

Il presidente italiano è una figura largamente cerimoniale, ma esercita importanti poteri in momenti di instabilità politica, una piaga frequente in Italia, quando lui o lei può sciogliere il Parlamento, indire le elezioni e scegliere i primi ministri.

Il 73enne Mattarella, originario della Sicilia, ha la reputazione di essere un ex ministro riservato, ma senza peli sulla lingua, la cui carriera politica iniziò dopo che suo fratello, Piersanti, fu ucciso dalla mafia siciliana nel 1980”.

Financial Times: “Sergio Mattarella sarà il prossimo presidente dell’Italia”

“Sergio Mattarella, un giudice siciliano, è stato scelto per essere il prossimi presidente dell’Italia, in una travolgente esibizione di capacità politica e forza da parte di Matteo Renzi, il primo ministro di centro-sinistra che stava sostenendo la sua candidatura. 

Mattarella è relativamente sconosciuto a livello internazioanle, a parte un breve periodo come ministro della Difesa, ma è stato una presenza fissa della politica italiana dagli anni Ottanta, quando il drammatico assassinio di suo fratello da parte della Mafia lo spinse verso l’impegno politico. Sebbene i presidenti del Consiglio controllino il governo in Italia, i presidenti possono essere più di semplici figure di facciata, specialmente in tempi di crisi, dal momento che hanno il potere di sciogliere il parlamento, indire nuove elezioni e modellare la formazione di nuovi governi. 

La maggior parte degli analisti si aspettava che la sostituzione di Napolitano sarebbe emersa da un compromesso tra Renzi e Silvio Berlusconi (…)- Invece Renzi è stato capace di unire il suo Partito Democratico e membri della sua coalizione di governo, dai dissidenti di sinistra che si sono opposti alla riforma del mercato del lavoro al ministro degli Interni di centro-destra Angelino Alfano – attorno a Mattarella. 

Questo ha permesso a Renzi di battere in astuzia Berlusconi, lasciandolo amareggiato, isolato e indebolito, e mettendo a rischio un’allenza non semplice che si era formata tra i due per far passare riforme profonde su legge elettorale e Costituzione, progettate per sdradicare lo stallo nel sistema politico italiano”. 

Wall Street Journal: “Il candidato del premier italiano eletto presidente”

“I legislatori italiani hanno eletto Sergio Mattarella, un giudice costituzionale e politico di lungo corso, come presidente del Paese, segnando una vittoria politica per il giovane primo ministro Matteo Renzi, che lo ha portato avanti come l’unico candicato del suo Partito Democratico di centro sinistra”. (…) “Il premier italiano ha mandato avanti Mattarella come l’unico candidato del suo partito nell’elezione, dicendo che aveva la giusta levatura per assicurare la stabilità istituzionale necessaria per un momento cruciale in Italia, che sta vedendo i primi timidi segni di ripresa da decenni dalla sua prolungata recessione”.  

Bbc: “I parlamentari italiani eleggono il giudice Sergio Mattarella presidente”

“Sergio Mattarella viene da un’importante famiglia siciliana che porta le cicatrici di una dolorosa lotta contro il crimine organizzato. Nel 1980 la Mafia sparò, uccidendolo, il fratello maggiore di Mattarella, Piersanti, presidente dell’isola. Sergio Mattarella entrò in politica tre anni dopo, come parlamentare dell’ora defunto partito della Democrazia Cristiana. In seguito divenne primo ministro in diversi governi e una volta si dimise in opposizione ai piani per rendere più semplice per l’impero mediatico di Silvio Berlusconi espandersi. Più recentemente Mattarella è diventato giudice della Corte Costituzionale italiana. Ma continua a essere soprattutto ben conosciuto qui come un politico e alleato del primo ministro Matteo Renzi. L’elezione alla presidenza di Sergio Mattarella è ampliamente vista come una significativa vittoria politica del primo ministro”. 

New York Times: “I legislatori italiani eleggono Sergio Mattarella presidente”

“Renzi ha spinto moltissimo per l’elezione di Mattarella, e alcuni dei ribelli democratici a Renzi hanno protestato contro il fatto che il premier avesse imposto loro la sua scelta. Quindi la vittoria di Mattarella è anche una vittoria per Renzi nella sua scommessa per serrare le fila dei ribelli, inclusi gli ex comunisti, nel principale partito della coalizione di governo. 

I sostenitori delle forze di centro-destra dell’ex premier Silvio Berlusconi, all’opposizione, hanno detto che avrebbero votato scheda bianca per protesta. Mentre hanno riconosciuto le credenziali di Mattarella per essere il garante della Costituzione e arbitro nelle crisi politiche sono accettabili, si sono risentiti del fatto che Renzi non sia venuto incontro a Berlusconi per trovare un consenso sul candidato. 

Mattarella sollevò preoccupazioni largamente ignorate sul conflitto di interessi quando il magnate dei media Silvio Berlusconi scese in polica due decenni fa, e pochi anni prima si era dimesso da ministro dell’Istruzione in uno dei governi di Giulio Andreotti a causa della legge che aiutava Berlusconi a trasformare diverse tv locali in un impero economico che includeva i tre principali network televisivi privati”. 

Bloomberg: “Mattarella, il candidato appoggiato da Renzi, eletto presidente”

“Il candidato di Matteo Renzi, Sergio Mattarella, è stato eletto presidente, segnando una vittoria per il premier italiano che è riuscito a mantenere il suo partito unito e superare le tensioni all’interno della coalizione di governo. Mattarella, 73, un giudice della Corte Costituzionale ed ex ministro della Difesa, è stato eletto dai legislatori e delegati regionali nel quarto scrutinio, sabato, con 665 voti a favore, 160 in più rispetto alla maggioranza richiesta. In una mossa a sorpresa, Renzi ha radunato il suo partito dietro Mattarella all’inizio di questa settimana, tendendo i rapporti con i suoi alleati di governo e con il tre volte premier Silvio Berlusconi. L’alleanza terrà nonostante le tensioni, ha detto Giuseppe Civati, deputato e membro del Partito Democratico di Renzi, in un’intervista. «Se fosse vero che questo voto significa una rottura tra il premier e Berlusconi e una nuova unità all’interno del Pd contro la destra, questo sarebbe la fine della legislatura», ha detto. Questo è qualcosa che «né Renzi, né Berlusconi possono permettersi».

L’elezione di Mattarella è arrivata dopo ore di trattative con Angelino Alfano, un alleato chiave Renzi nella coalizione di governo e leader del partito Nuova centro-destra o Ncd. Il suo partito e i suoi alleati hanno deciso di votare per Mattarella all’ultimo minuto, rompendo con l’ex alleato e mentore di Alfano, Berlusconi, che ha chiesto al blocco di centro-destra di votare scheda bianca.

La mossa di Renzi si propone di ricucire “le ferite interne” all’interno del Pd “riunendo il partito dietro un candidato di tutto rispetto” al costo di accrescere le tensioni con i partner minori della coalizione e Berlusconi, ha detto in una nota ai clienti l’analista di Eurasia Group Federico Santi.

Renzi aveva avuto colloqui con Berlusconi per trovare un terreno comune su un candidato bipartisan. Il 78enne miliardario e magnate dei media ha detto all’inizio di questa settimana che la decisione a sorpresa del premier di sostenere Mattarella ha messo in discussione la loro alleanza sulle riforme costituzionali. Eppure, Berlusconi non può essere in grado di fare molto di più che lamentarsi”.

Daily Telegraph: “L’imperturbabile Mattarella presidente dell’Italia” 

Mentre Renzi è visto come sfacciato, forte e giovane – saluta a mano aperta e si mette in posa per le foto con il pubblico mentre cammina per le strade – il 73enne Mattarella è descritto come timido, placido e ritirato dalle luci della ribalta.

«Non è sicuramente un uomo da selfie», ha detto Rosy Bindi, parlamentare del Partito Democratico di Renzi (Pd) che condivide le radici Dc di Mattarella e si sedeva accanto a lui in Parlamento nei primi anni Novanta.

A differenza del suo predecessore Giorgio Napolitano, che ha avuto un rapporto privilegiato con il presidente americano Barack Obama e altri leader mondiali, Mattarella ha poco riconoscimento internazionale, e non è esperto in lingue straniere.

«Io lo rispetto, ma io non l’avrei scelto», ha detto Antonio Martino, un membro della Forza Italia dell’ex premier Silvio Berlusconi.

«Lui non ha competenze di politica estera, e abbiamo bisogno di qualcuno che possa parlare con i leader stranieri».

Pietro Ichino, senatore Pd, ha detto che Mattarella sarà un presidente di basso profilo, rimanendo fedele al suo ruolo di garante della Costituzione, ma rimanendo lontano dalla politica quotidiana.

Ma diverse persone che si occupavano di lui nel corso degli anni mettono in guardia dal considerare il nuovo capo di Stato di un uomo debole.

«L’uomo può essere tranquillo, ma ha carattere, non sarà semplicemente un capo cerimoniale di Stato, come si ha in Germania», ha detto Rocco Buttiglione, un ex rivale politico e deputato conservatore. (…) Mattarella è famoso per non perdere le staffe. Gian Antonio Stella, un giornalista politico per il Corriere della Sera, ha scritto una volta che l’unica cosa che fa quando è sconvolto è alzare un sopracciglio.

Dpa: “Il giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella eletto nuovo presidente italiano”

Il giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella è stato eletto sabato come nuovo capo di Stato in Italia, dopo un’elezione presidenziale che è stato sapientemente guidata dal primo ministro Matteo Renzi a scapito del leader dell’opposizione Silvio Berlusconi.

Il presidente entrante, 73 anni, è un ex ministro democristiano, siciliano, attivo in politica tra il 1983 e il 2008, che è stato promosso alla corte costituzionale nel 2011. Ha una reputazione di integrità morale e solide credenziali anti-mafia ma poco riconoscimento internazionale .

Renzi ha appoggiato apertamente Mattarella giovedi. Al di là del Partito Democratico, la sua candidatura ha rapidamente guadagnato anche il sostegno di un partito di opposizione di estrema sinistra, dei centristi che sostengono il governo e di gruppi più piccoli, che formano un blocco di circa 570 voti.

Il Nuovo centro destra del ministro dell’Interno Angelino Alfano e l’Unione del partito Centro, che hanno 75 voti in totale, si sono uniti al campo di  Mattarella in un cambio dell’undicesima ora sabato, aprendo la strada per la sua elezione con un margine più ampio.

Alfano ei suoi alleati hanno inizialmente annunciato l’intenzione di continuare a votare scheda bianca allo stesso modo del partito conservatore di opposizione dell’ex premier Berlusconi Forza Italia.

Berlusconi è visto come il principale perdente delle elezioni. Nonostante abbia aiutato Renzi a far passare le riforme istituzionali in Parlamento, il leader conservatore colpito dagli scandali in cambio non ha potuto tirare le fila nella corsa presidenziale.

Anche l’anti-establishment Movimento Cinque Stelle del comico Beppe Grillo è stato marginale al voto, nonostante rappresenti il terzo blocco in Parlamento. Indebolito da defezioni in vista del voto, ha escluso negoziati con Renzi e sostenuto un outsider perdente, il magistrato in pensione Ferdinando Imposimato.

In Italia i presidenti hanno doveri cerimoniali, ma agiscono anche come arbitri di un gioco politico fazioso. La loro influenza aumenta notevolmente in tempi di crisi politica, perché possono chiamare elezioni anticipate, respingere le leggi e nominare ministri».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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