Scompaiono le edicole ma non interessa a nessuno

Scompaiono le edicole ma non interessa a nessuno

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Repubblica 7 gennaio

Io vivo nel dubbio ma non cambierei con chi vive nella certezza

Nei giorni scorsi ho ricevuto la telefonata di un mio congiunto che ha una posizione rilevante nel quotidiano dei vescovi Avvenire . Oltre a farmi gli auguri, bonariamente mi rimproverava per ciò che avevo scritto in una lettera da Lei pubblicata sull’eutanasia. Ho riflettuto e penso che i cattolici più fortunati, nel rapporto verso Dio e la Chiesa, sono quelli di fede granitica che nulla può scalfire. Ci sono poi gli atei, quelli veri; posizione scomoda. È difficilissimo essere ateo coerente. Ne ho conosciuti che di fronte alle difficoltà della vita, non trovano di meglio che appellarsi all’Onnipotente. Infine noi: la maggioranza; alla continua ricerca di Dio, pieni di dubbi. Noi cerchiamo Dio nello sguardo di un bimbo, nell’assistenza ad un malato od anche solo nel perdonarci a vicenda le reciproche colpe. D’altra parte la ricerca di Dio è un’implicita ammissione della sua esistenza e la perplessità verso alcune posizioni assunte dalla Chiesa implica la speranza o la presunzione di poterle cambiare anche solo un po’. Francamente non cambierei i miei dubbi con le certezze delle altre due categorie.

Corrado De Paoli, corradodepaoli@gmail.com

E se fosse la Ue a dirigere i viaggi dei migranti?

Leggo che i migranti pagano fra 6 e 10 mila dollari per arrivare a destinazione. Ma se versassero una somma simile all’Unione Europea, per coprire le spese di viaggio e di un primo soggiorno, un’accoglienza e un’assistenza umana degna dell’Europa, non sarebbe un modo per mettere fuori gioco i mercanti di schiavi? So che è un’utopia, ma faccio un conto. Quando arriva una carretta del mare con 1.000 migranti che hanno pagato 6.000 dollari cadauno per venire in Italia, paragono la somma ad un biglietto di prima classe. I mercanti di schiavi si mettono in tasca con un solo viaggio 6 milioni di dollari. Possibile che con questi numeri noi non siamo capaci di fare di meglio?

Leonardo de Chanaz, info@serifos-houses.com

Corriere della Sera 7 gennaio

Assenteismo: la legge Brunetta l’avrebbe sconfitto

È molto più semplice ed efficace recuperare e applicare la Legge Brunetta, che riduceva del 30% il salario in caso di malattia. Sono un medico e assicuro che negare un solo giorno di malattia a un assistito che lamenta un generico malessere è molto difficile. Cerchiamo di fare norme semplici e di facile applicazione.

Alfredo Porro, alfporro@fastwebnet.it

Assenteismo: eliminarlo è impossibile

È praticamente impossibile cancellare il fenomeno dell’assenteismo. Il rapporto medico-paziente si basa sulla fiducia reciproca, e se un cittadino viene in studio lamentando una sintomatologia in atto o pregressa o in via di risoluzione non obiettivabile al momento (febbre, gastroenterite con scariche diarroiche, per esempio) che lo ha costretto a non presentarsi al lavoro quel giorno o il giorno prima, il medico non può far altro che dargli credito e certificare. La normativa sulla certificazione si basa sulla dichiarazione in buona fede del cittadino che afferma il suo stato, e quindi la malattia può coprire anche il giorno precedente a quello in cui si presenta in studio. L’unica via percorribile è quella di una maggiore onestà e senso civico da parte del cittadino che non abusi del diritto, secondo me irrinunciabile per la salvaguardia della salute del lavoratore, di «darsi malato» quando veramente non sta bene.

Pietro Binaghi, binaghi.p@gmail.com

Quando di Pannella non si parla, lui si fa ricoverare

I continui scioperi della fame per i più diversi motivi, volutamente avviati da Marco Pannella, lo portano frequentemente a ricoveri più o meno lunghi nei nostri ospedali per curarlo o «per prudenza». A me sembra che questi ricoveri avvengano quando il nome di Pannella comincia a latitare dalle cronache giornalistiche e che lui cerchi di ricordarci che esiste. Ma chi paga le spese di ricovero e di cura? Senza contare che un letto in meno è a disposizione dei veri malati.

Marco Righetti, Garda (Vr)

Manifesto 7 gennaio

Addio edicole in Lucania e nessuno se ne preoccupa

Addio edicole…comunità lucane sempre più povere di sapere…E non si fa niente…Che tristezza! E’ triste che in alcuni paesi lucani (e anche in altri piccoli centri della penisola) non ci sia più un’edicola o una rivendita di giornali. Ma è ancora più triste (di una tristezza che sa tanto di inciviltà) che nessuno, tra politici, amministratori, proprietari di testate regionali, direttori, cronisti, si sia posto seriamente fino ad oggi il problema. Che diventa ancora più increscioso (e sintomo di una comunità che va spegnendosi) se poi vengono a mancare quei presidi della lettura che sono le emeroteche delle biblioteche comunali. Si dirà: chi ha necessità di informarsi può sempre riversarsi sulla rete e ritrovare l’informazione che desidera, ma non tutti hanno una frequentazione con internet e poi la fruizione dell’informazione on-line non sarebbe la massima delle soluzioni. I giornali (l’informazione cartacea) sono i libri di tutti i giorni, e quando sono fatti bene, rimangono la miglior fonte per conoscere e ponderare una visione critica del presente…E inoltre: si vuol mettere la freddezza di leggere delle notizie o un editoriale sullo schermo di un computer con il piacere di sfogliare un giornale, leggere una bella recensione, assorbirne i contenuti, le sue idee e, nel frattempo, lasciarsi inebriare dall’intrigante odore di stampa e rotativa?

Mimmo Mastrangelo