Tsipras vince: “La Troika è il passato”

Tsipras vince: “La Troika è il passato”

01.30 Alcune conclusioni:

Vince le elezioni il partito Syriza, guidato da Alexis Tsipras, 40 anni. Il margine è ampio, ma la maggioranza non è assoluta: il Parlamento greco conta 300 seggi e Syriza se ne è aggiudicata 149.

Le intenzioni del leader sono chiare: far finire il ciclo dell’austerity. La Troika, dice, è “alle spalle”. Samaras, dal canto suo, ha ricordato che è stato grazie a lui e alle sue politiche impopolari se il Paese ha ritrovato credibilità a livello internazionale.

In ogni caso, la stabilità non è certa. La maggioranza non è assoluta e il partito non è unito. Servirebbe un’alleanza, e il partito più indicato è To Potami, il Fiume, fondato nel 2014 dal presentatore televisivo Stavros Theodorakis. Ma ancora è presto per definire i dettagli di eventuali alleanze.

I numeri rivelano la grande trasformazione dello scenario partitico greco. Oltre alla grande affermazione di Tsipras, che guadagna oltre 400mila voti, dieci punti percentuali (passa dal 26% al 36,3%) e 78 parlamentari. Il Pasok, che aveva dominato per 35 anni insieme a Nea Demokratia, ha perso circa otto punti percentuali (ha il 4,70%), 500mila voti e dieci seggi, ma entra in Parlamento. Ta Demokratia regge, perde solo due punti percentuali (dal 29% al 27% circa) ma 300mila elettori la abbandonano, togliendole 53 seggi. Anche Alba Dorata è in flessione, nonostante si aggiudichi il terzo posto, con una percentuale del 6,30% (ma nel 2012 era il 6,90%) e lasciando per strada un parlamentare. Superano la soglia di sbarramento del 3% ed entrano in Parlamento anche To Potami, con il 6,02%, il partito comunista KKE, con circa il 5,50% e Anel, la destra populista dei greci indipendenti con il 4,70%, che ha perso ben sette parlamentari. Rimane fuori il partito socialista fondato da George Papandreou, che arriva fino al 2,44% e 135mila voti.

Fuori dalla Grecia le reazioni sono miste: la Germania mostra il pugno duro. Weidmann, il presidente della Bundesbank, chiede subito che vengano rispettate le riforme. Le sinistre degli altri Paesi invece gioiscono, soprattutto il partito anti-austerity Podemos, che ricorda che ora la Grecia ha un governo greco e non un emissario tedesco.

23.30 Quasi il 75% delle schede esaminato, Syriza sale di poco e tocca quota 36,09%, sempre lontana dalla maggioranza assoluta. Nea Demokratia segue con il 28,11%

23.12 Se Syriza non riesce a raggiungere la maggioranza assoluta, allora l’ago della bilancia sarà il nuovo partito To Potami. Il suo leader, Stavros Theodorakis, non ha ancora espresso chiare intenzioni di alleanze

Asked if he’ll collaborate with #Tsipras– “It’s too early for such details” #Theodorakis #Greece #ekloges2015

— Nick Barnets (@NickBarnets) 25 Gennaio 2015

22:30 Con il 60% dei voti scrutinati, Syriza raggiunge il 36,04% dei voti. Avrebbe ancora 149 seggi. Questa la situazione:

22:20 Il discorso della vittoria: Tsipras parla all’Università di Atene: “Stasera si festeggia, ma domani ci sarà da lavorare duro”. E ancora: “Il nostro popolo ha fatto un passo per raggiungere gli altri popoli europei e lottare per il futuro”, perché “Questa è una vittoria di tutta l’Europa che combatte contro l’austerità”. “Non ci sono né vinti né vincitori. CHi è stato sconfitto è l’olgarchia e le élite. Da oggi la Grecia ricomincia a riacquistare la sua dignità”.

22:15 La folla radunata a piazza Eleftheria segue lo spoglio elettorale:

Anche al comitato elettorale, in piazza Klathmonos, c’è gioia pr la vittoria e trepidazione per la maggioranza assoluta che manca:

22:00 La mappa della Grecia ridipinta con i colori dei partiti: rosso per Syriza, blu per Nea Demokratia

21:45 Samaras riconosce la sconfitta e chiama Tsipras per congratularsi. Nel suo discorso rivendica di aver condotto la Grecia sulla strada giusta per uscire dalla crisi, anche se si è trattato di prendere decisioni impopolari. “Il popolo greco ha parlato. Spero che le mie previsioni non si realizzino. Ma dovevo avvertirvi”, dice.

RT @EfiEfthimiou: #Greece Samaras called Tsipras to congratulate him TR @capitalgr: Συγχαρητήρια Α. Σαμαρά σε Α. Τσίπρα

— ThePressProject EN (@PressProject_EN) 25 Gennaio 2015

21:30 Secondo il ministero dell’Interno dopo aver scrutinato il 40% delle schede, Tsipras sarebbe al 35,80%, ancora non abbastanza per la maggioranza assoluta.

I festeggiamenti nella sede di Syriza: si canta e si balla sulle note del Sol dell’Avvenir

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20:30 Secondo il ministero dell’Interno greco Syriza sarebbe al 35,4% (quasi dieci punti in più rispetto al 2012); mentre Nea Demokratia è al 28, 85%, un punto in meno rispetto al 2012. Al terzo posto Alba Dorata, con il 6,36%, segue To Potami al 5,70%, i comunisti del KKE con il 5, 29%, subito dopo il Pasok, con il 5, 01% (nel 2012 aveva il 12,28%), Anel al 4,70%. Il partito di Papandreou non passa.

19:30 Continua lo spoglio ai seggi: dopo aver scrutinato il 17% delle schede, i risultati sono: Syriza 34.95, Nea Demokratia 29.39, Alba Dorata 6.29, Potami 5.59, KKE 5.28, PASOK 5.22, ANEL 4.62, KDS 2.52

Exit poll: secondo i primi risultati si delinea la netta vittoria di Syriza, con 12,5 punti sopra Nea Demokratia.

Oltre la soglia del 3%, necessaria per entrare in Parlamento passano SYRIZA (37,5%), ND (25%), CH (7,2%), Fiume (7,2%), CPG (5.2%), PASOK (4,7%), ANEL (4%). Data l’oscillazione statistica, non è ancora detto che il partito di Papandreou (Movimento dei socialisti democratici) dato al 2,7%, non riesca a superare lo sbarramento.

Qui i risultati:

La reazione
– Per Syriza è la “vittoria della speranza” (che richiama lo slogan della campagna elettorale,”Arriva la speranza”), come hanno scritto nel loro primo tweet dopo la notizia degli exit poll. I sostenitori, radunati al quartier generale di Syriza, hanno intonato “Bella Ciao”.
– Dall’estero non sono mancate le risposte: Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, ha ribadito che “la Grecia deve rispettare gli impegni”.

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Gli altri partiti
– Per il Pasok il risultato è al di sotto delle aspettative. Il leader, Evangelos Venizelos ha già chiamato a raccolta i suoi nel quartiere generale.

– Per Nea Demokratia la sconfitta è evidente. “Non c’è dubbio che abbia vinto Syriza”, hanno detto.

– George Papandreou in televisione chiede un referendum (di nuovo) sull’accordo con la Troika
 

Le fotografie e i video da Atene sono di Giovanni Zanchi

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Una giornata storica? Secondo Alexis Tsipras, il leader di Syriza, sarà così. Lo ha detto ai giornalisti, incontrati al seggio elettorale, nella zona di Kipseli, dove abita, prima di votare. «I greci devono decidere se domani la troika deve ritornare in Grecia per proseguire ciò che ha fatto con il governo Samaras, ovvero tagliare ancora stipendi e pensioni. Il popolo deve votare per difendere la propria dignità e per un governo che proseguirà dure trattative con i creditori internazionali».

I seggi si sono aperti alle sette e chiudono alle 19 (18 ore locali). I greci chiamati al voto sono 9,8 milioni, che dovranno scegliere tra una rosa di 22 partiti. Un numero molto alto. I favoriti però, sono Syriza, partito guidato da Tsipras e, in misura minore, Nea Demokratia, dell’ex premier Antonis Samaras. Il Pasok, partito socialista che, per 35 anni si è alternato al governo con Nd, è molto indietro nei sondaggi. Ulteriori scissioni (non ultima quella dell’ex primo ministro George Papandreou) hanno indebolito il partito.

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