«Hooligans, non servono norme ma vigili in strada»

«Hooligans, non servono norme ma vigili in strada»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

La Repubblica 25 febbraio

È da laici tollerare tutti i simboli religiosi

Vivaci discussioni dopo la decisione di un insegnante del Friuli di vietare il velo nella propria scuola, motivandola con una visione laica. A me sembra invece che proprio una concezione laica debba portare alla tolleranza verso tutti i simboli religiosi, un velo, un turbante, una kippà, qualcosa di arancione, purché ciò avvenga con rispetto del decoro e non crei problemi pratici. Per le stesse ragioni appare fuori luogo l’idea di certi insegnanti di non fare, ad esempio, il presepe per non turbare la sensibilità dei bambini di altre religioni. Chi viene in Italia dovrebbe sapere che il nostro Paese è storicamente in prevalenza cattolico, simboli, tradizioni fanno parte della cultura anche per i non credenti. Il messaggio che laicamente si dovrebbe dare è quello della tolleranza e quindi del rispetto delle reciproche credenze religiose, dei diversi usi e costumi, senza escludere nulla, anzi includendo tutto. Ciò e tanto più necessario nel difficile momento che stiamo vivendo, in cui la barbarie di certi integralismi vorrebbe dare all’elemento religioso un carattere identitario anche sotto il profilo politico.

Loris Parpinel, Prata di Pordenone

E se il Nobel per la Pace andasse alla Merkel?

La cancelliera Angela Merkel è certamente una delle donne più potenti dell’Europa. Ma, come nell’incontro con il Papa di due giorni fa, spesso mette la sua potenza al servizio della pace. È vero che la tregua ottenuta in Ucraina è di una fragilità spaventosa. È vero che in quella polveriera nel cuore dell’Europa si è intervenuti con ritardo. Ma se nel cuore dell’Europa potrà ritornare la pace lo dovremo anche ad Angela Merkel. Ha avuto il coraggio di andare in America da un Presidente molto distratto. E così questa donna si è fatta carico di tutti gli errori dell’Occidente, è stata a Kiev, a Mosca, a Washington, a Ottawa, a Minsk, Bruxelles, Parigi e a Roma. Perme meriterebbe il Premio Nobel per la Pace.

Emilio Vanoni, Induno Olona (Va)

Neonati a rischio anche in Calabria

È di questi giorni la notizia che il ministro della Salute Lorenzin ha inviato una task-force di ispettori in Sicilia per il caso della piccola Nicole, deceduta alla ricerca di un posto letto in terapia intensiva neonatale. In Calabria la situazione è drammatica. Per una area (Catanzaro, Crotone e Vibo) dove avvengono circa 6.000 parti l’anno, a fronte dei 12 posti letto previsti in Terapia Intensiva Neonatale, sono attivi, dopo la soppressione di 4 posti a Crotone e 4 a Lamezia Terme, solo 4 posti letto a Catanzaro. E non infrequente è il caso di trasferimenti di donne gravide e di neonati in Ospedali fuori Regione. In una siffatta situazione noi medici ci sentiamo veramente come soldati senza armi mandati in trincea dai responsabili amministrativi della Sanità che non comprendono la gravità della situazione in cui versiamo. Chiediamo un intervento immediato del ministro perché non vorremmo essere facili profeti.

Domenico Corea, direttore Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Lamezia Terme e Pasquale Novellino, direttore Patologia Neonatale di Catanzaro

Messaggero 25 novembre

Colpa della disorganizzazione le devastazioni hooligan

Mio padre diceva: «Se non vuoi decidere, crea una commissione». E/o nuovi annunci e norme, aggiungo io. Dopo la devastazione del centro di Roma da parte degli hooligan olandesi, si propongono nuove norme, si promettono più telecamere (che fanno, intervengono loro?), si annunciano più militari in strada (con quali poteri operativi?) e via così per non affrontare il vero problema: la cattiva organizzazione delle forze in campo. È invece molto più difficile mandare in strada la maggior parte dei 6.000 vigili romani, unire le forze territoriali di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

Andrea Maria Migliuolo, Roma

Corriere della Sera 25 febbraio

Singolare che il governo veda nel sindacato la propria controparte

È singolare che il governo veda la propria controparte nel sindacato, che storicamente svolge l’impegnativo compito di tutelare i lavoratori, assicurando l’osservanza dei loro diritti, e che, subendo anche perdite umane, ha lottato per tutelare, in momenti estremamente drammatici, la democrazia. Avere visioni differenti sulla nuova legislazione non dovrebbero giustificare né scomuniche o inspiegabili sfide, né l’oblio della nostra storia.

Giuseppe Costarella, avvgiuseppecostarella@ virgilio.it

Quel libro dei sogni che è il piano greco

Nei programmi del governo greco risaltano due provvedimenti: lotta alla corruzione e all’evasione. Sembra che l’esempio dei programmi dei nostri ultimi governi non abbia insegnato nulla. Quanti miliardi hanno effettivamente incassato? Il libro dei sogni non guasta tenerlo aperto, basta però svegliarsi ogni tanto!

Carlo Ferrazza, attifer@gmail.com

ItaliaOggi 25 febbraio

Questo è parlamentarismo omeopatico

Calendario ufficiale dei lavori del Senato dell’ultima settimana di febbraio: martedì 24 febbraio (16,30-20); mercoledì 25 febbraio (9,30-13; 16,30-20), giovedì 26 febbraio (9,30-14). Dalle 16 del giovedì interrogazioni (che non richiedono voto e quindi presenza). Due giorni netti di lavoro su sette. Abbiamo inventato il parlamentarismo omeopatico.

Diana Machegni

La Stampa 25 febbraio

Sul web siamo tutti leoni. Ma solo sul web

Era proprio questo il mondo che volevo: un mondo in cui le persone non abbiano timore a gridare il proprio sdegno ai potenti per i loro comportamenti illeciti e/o immorali, in cui i tuoi amici sappiano comprendere le tue difficoltà e i tuoi stati d’animo e non esitino a dimostrarti la loro solidarietà e comprensione. Un mondo in cui si abbia coscienza e si sia pronti a tramandare ciò che personaggi illustri ci hanno lasciato a testimonianza, in cui non si provi vergogna ad esternare messaggi d’amore e in cui non ci sia esitazione a manifestare la propria solidarietà verso i più deboli. Purtroppo, però, questo mondo esiste solo sui social network. Un “mi piace/condividi” non si nega a nessuno su internet purché poi non si richieda la nostra presenza o azione. Del resto parafrasando un vecchio motto: sul web siamo tutti leoni, nella vita reale… 

Domenico