Portineria MilanoIn Anas avanza il pupillo del ministro Lupi

In Anas avanza il pupillo del ministro Lupi

Crolli autostradali, interpellanze parlamentari che si susseguono ormai ogni mese, il Movimento Cinque Stelle che chiede a Montecitorio spiegazioni sul presunto sistema di protezione che circonderebbe i vertici di Anas. Non sono tempi facili per Pietro Ciucci, presidente della società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia che gestisce la rete stradale italiana, 25.000 chilometri e 6.000 dipendenti. A marzo, il 24, è prevista l’udienza di fronte alla Corte dei Conti dove è accusato di una danno erariale di 38 milioni di euro, ma poi altre indagini spuntano un po’ qua e là come funghi. A problemi si sommano altri problemi. E lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi sembrerebbe sempre più indispettito, dopo che già a inizio dell’anno aveva espresso con un tweet tutto il suo disappunto sul crollo del Viadotto Scorciavacche. («Inaugurato il 23 dicembre, crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto. #finitalafesta» ndr). Quotidiani e settimanali continuano a sostenere che Ciucci sia sempre più «un sorvegliato speciale» (copyright L’Espresso). E in tempi di spending review, lo stesso Carlo Cottarelli si occupò della vicenda autoblu Anas, il colosso sta vivendo al suo interno sempre più problematiche di gestione.

Per tutta questa serie di motivi pare che in Anas possano presto saltare posizione importanti. Nel mirino c’è Alfredo Bajo, l’attuale condirettore generale tecnico, altro vero e proprio «cardinale» della società che controlla le strade in Italia, inamovibile da anni sulla poltrona della società pubblica. Ma su di lui, a quanto pare, peserebbero gli ultimi scandali del viadotto di Scorciavacche. E c’è chi dice tra i corridoi della sede di Via Mozambano che la sua capitolazione potrebbe frenare le ire del presidente del Consiglio: una testa da servire per sedare le polemiche. Per questo motivo ci sarebbe già un sostituto di Bajo, pronto a prendere il posto nel comitato tecnico di Anas. Il nome forte che circola è quello di Ugo Dibennardo, ingegnere siciliano di 48 anni, fidatissimo di Ciucci, per cinque anni responsabile dell’Anas in Sicilia, direttore centrale della progettazione e da poco nominato amministratore delegato di Autostrade Lazio, (Società mista Anas e Regione) che gestisce il megappalto della Roma-Latina (2,2 miliardi di euro). Sarà un caso ma Dibennardo è un pupillo di Maurizio Lupi – che negli ultimi mesi ha sempre difeso Ciucci – tanto da essere stato avvistato diverse volte al Ministero dei Trasporti. E questo sarebbe dovuto pure al buon rapporto con Ettore Incalza, uomo che ha attraversato Prima e Seconda Repubblica, «boiardo di stato» a detta di alcuni, «ministro ombra» per altri, excapo e coordinatore della grandi opere pubbliche in Italia, in pensione da gennaio ma comunque ancora influente.

Purtroppo il passato di Dibennardo non è così tranquillo. Fu arrestato nel 2002 in Calabria dalla Dda di Catanzaro coordinata dal pm Eugenio Facciolla per un’inchiesta su ’ndrangheta per gli appalti della Salerno-Reggio: si fece 22 giorni di carcere senza strascichi penali e soprattutto fu risarcito perché detenuto ingiustamente. Rinviato a giudizio per omicidio colposo nel 2014 – per un incidente stradale dovuto al cedimento di una barriera del viadotto Carabollace in Sicilia dove perse la vita una donna di 47 anni -, è attualmente il preferito di Lupi, anche perché vicino a Comunione e Liberazione. Ma le relazioni di Dibennardo spaziano pure nel Partito Democratico. Sponsorizzato dal suo concittadino nonchè sindaco di Catania Enzo Bianco, grazie a lui avrebbe trovato un accordo con l’aerea di maggioranza: un patto Pd-Ncd che lo vedrebbe come deux ex machina bipartisan degli appalti Anas.