Portineria MilanoContro l’Ue, ma gli euro fanno comodo alla Le Pen

Contro l’Ue, ma gli euro fanno comodo alla Le Pen

Da un lato critica l’Unione Europea «costruita contro la libertà dei popoli», dall’altra però a Marine Le Pen, leader francese del Front National cara al segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, capita spesso di incappare in qualche scandalo o problema con i fondi europei gestiti dal suo partito. Se due anni fa, nel 2013, il sito online Mediapart accusò la “Madama” di aver messo a stipendio della Ue Louis Aliot – suo compagno nonchè numero due del partito di estrema destra in veste di assistente parlamentare a Strasburgo e Bruxelles -, è notizia di lunedì 9 marzo la nuova indagine dell’Olaf, ufficio antifrode dell’Ue, sulle somme di denaro destinate ai collaboratori degli europarlamentari che sarebbero state dirottate per retribuire dirigenti di partito in Francia. Comportamento illegale, contrario alla normativa che regola la gestione dei gruppi parlamentari. «La domanda è questa – ha detto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz – qual è lo statuto di queste persone? Lavorano con un contratto a tempo pieno e sono pagati dal Parlamento Ue o lavorano in realtà alla sede principale del Partito in Francia?».

In sostanza i funzionari europei si sarebbero accorti che qualcosa non tornava: 20 assistenti figurano pure nell’organigramma dei funzionari del partito in Francia. Cosa assolutamente vietata dal regolamento dell’Assemblea, dal momento che il lavoro degli assistenti deve essere direttamente collegato all’esercizio del mandato parlamentare dell’eurodeputato. Il denaro erogato per i salari degli assistenti parlamentari, si legge nel regolamento, non può in alcun modo esser impiegato direttamente o indirettamente per finanziare contratti di lavoro stipulati dal politico o dal partito. Per Le Monde si tratterebbe di un danno erariale di almeno 7 milioni e mezzo di euro. Questi assistenti, in pratica, che figurano nelle istituzioni europee a Bruxelles e Strasburgo, sarebbero fortemente sospettati non non lavorare mai in Europa ma solo in Francia. Eppure compaiono nel bilancio dell’Unione europea, uno di loro costano alla comunità, ad esempio, ogni mese fino a diecimila euro lordi. 

Su twitter Marine Le Pen se l’è presa con il premier francese: «Manuel Valls mobilita i suoi amici socialisti contro il Fronte Nazionale, una denuncia sarà depositata contro le calunnie». Ma è una storia che si ripete. Perché la stessa cosa accadde quando sotto accusa finì Aliot. Mediapart scrisse nel 2013 che con mettendolo a stipendio del parlamento, consentiva al compagno della Le Pen  di intascare fino a 5006,93 euro lordi al mese per un contratto part-time di appena 19,25 ore a settimana. Ancora una volta fu l’Europarlamento a chiedere delle spiegazioni su questo contratto. Secondo l’articolo 43 del regolamento interno dell’Assemblea Ue, i soldi messi a disposizione dal parlamento ad ogni singolo deputato non possono «finanziare i contratti che consentono l’assunzione o le consulenze da parte dei coniugi dei deputati o dei loro partner». Anche all’epoca la Le Pen sporse denuncia per diffamazione, ma la perse malamente nel novembre del 2014: il direttore Edwy Plenel fu pienamente assolto.  

Continua la parabola discendente del Front National. Se prima di Charlie Hebdo, la Madama, andava a gonfie vele ora appare molto ridimensionata. E, nonostante i 9 milioni di euro ricevuti tramite la Russia di Vladimir Putin, pure in Italia la Le Pen viene citata sempre di meno. Non solo. In Europarlamento non è stata ancora trovata la quadra sul gruppo che avrebbero dovuto fare con la Lega Nord di Salvini. E’ tutto fermo da quasi un anno. Le inchieste forse non aiutano. Anche perché il Carroccio, in Italia, deve affrontare quelle sui contributi nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Schulz ha scritto anche al ministro francese Christiane Taubira: c’è il rischio che possa nascere una nuova inchiesta giudiziaria in capo al Front National sul finanziamento illecito ai partiti. E insomma chissà che il nuovo gruppo non nasca proprio mai.