Portineria MilanoFornaro (Pd): «La riforma della Rai è una Gasparri bis»

Fornaro (Pd): «La riforma della Rai è una Gasparri bis»

La riforma della Rai divide il Partito Democratico. Se da un lato il governo ha approvato il disegno di legge che dovrà passare attraverso l’iter tradizionale tra Camera e Senato, dall’altro rumoreggia la minoranza del Partito Democratico, con dodici senatori che già da qualche settimana hanno proposto un modello diverso per la televisione pubblica da quello portato avanti dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.  Se il segretario del Pd vuole un consiglio di amministrazione a 7 membri (dai 9 attuali) e un amministratore delegato con poteri rafforzati, alcuni dem propongono invece un sistema duale, nello stile Volkswagen. «Il modello di Renzi non cambia di molto quello già previsto dalla legge Gasparri – spiega a Linkiesta il senatore Federico Fornaro, tra gli autori della controproposta -. Il problema è che poteri avrà l’amministratore delegato con la possibilità che si riproponga di nuovo il dualismo tra presidente e amministratore delegato».

Quindi quale soluzione per la Rai? 
Il sistema duale si presta maggiormente rispetto al monistico per dividere il potere di indirizzo di controllo da quello gestionale

Ovvero?
Per la Rai significa diventare un’azienda normale. L’amministratore delegato nel nostro modello è il presidente del consiglio di gestione che assume i poteri e la rappresentaza legale della società. 

Cosa vuol dire? 
Che trasformi la Rai in una società normale. E’ un’esigenza che è cresciuta negli anni, può renderla più veloce nelle dinamiche concorrenziali. Condividiamo la necessità di concorrenza e il sistema duale ha una prospettiva di far diventare la Rai media company di modello europeo

Eppure Renzi sostiene che sia il sistema monistico quello giusto
Non siamo di fronte a un’azienda normale, qui c’è in ballo il servizio pubblico da un lato, E dall’altro si dimentica un tema che resta troppo spesso sullo sfondo, ovvero quello del pluralismo radiotelevisivo. La presenza di questi due elementi devi permettere di controllare gli indirizzi strategici, quello che in teoria già prevedeva la commissione di vigilanza Rai per la Gasparri. Ma la riforma di palazzo Chigi conferma in buona sostanza l’impianto precedente. Al posto di di un direttore generale si nomina un amministratore delegato. 

E il vostro modello cosa funziona?
Nel modello duale è tutto molto più chiaro, il controllo è in mano a un consiglio di sorveglianza. In sintesi, nella nostra proposta il Consiglio di Sorveglianza e’ composto da undici componenti. Il Presidente nominato dal Parlamento, d’intesa tra i presidenti della Camera e del Senato, sei membri indicati dal Parlamento (tre dalla Camera e tre dal Senato,con tutela delle minoranze), due indicati dall’assemblea degli azionisti, che andrebbero poi parte del Comitato di Controllo Interno, e due eletti dai dipendenti, di cui uno tra i giornalisti. Il consiglio di Gestione (eletto dal Consiglio di Sorveglianza) è composto, invece, da soli tre componenti, compreso il Presidente (su indicazione dell’azionista) che assume anche i poteri dell’amministratore delegato

Ma non sarebbe il caso di privatizzare la Rai?
La nostra proposta si incentra solo su un articolo della Gasparri, rispetto alla nomina dei vertici dell’azienda, a dimostrazione che quella del governo non è una riforma complessiva. IL nostro è un contributo alla discussione. Il modello duale ha una serie di pregi, non nascondo i difetti. Ci sono, ma abbiamo introdotto anche dei correttivi come il comitato di controllo interno.

In Italia il duale non sempre ha dato efficenza, basti pensare a Bpm o A2a
Non è vero, in Europa c’è l’esempio di Volkswagen, dove un capo di azienda forte ha  un consiglio di sorveglianza forte. Non sono incompatibili, il consiglio di sorveglianza non sminuisce il capo azienda. Non solo. Nel nostro modello di Renzi con i lavoratori nel consiglio di amministrazione, nel nostro sarebbero nel consiglio di sorveglianza.

Quindi?
Sulla riforma della governance della Rai si apra un vero confronto in Parlamento, come annunciato dal sottosegretario Giacomelli. Il Governo, pero’, dimostri piu’ coraggio e non si limiti a una “manutenzione” della Gasparri. La nostra proposta sul sistema duale (consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione) e’ certamente molto piu’ riformista e innovativa, oltre ad essere funzionale al necessario rilancio della Rai e del ruolo del servizio pubblico