Portineria MilanoIn Veneto la Moretti si gode l’autogol della Lega

In Veneto la Moretti si gode l’autogol della Lega

Tra i due litiganti il terzo gode. S’incomincia a mettere il prosecco in fresco nel quartier generale del Partito Democratico del Veneto, a due mesi di distanza dalle prossime elezioni regionali quando Alessandra Moretti cercherà di togliere la regione alla Lega Nord di Luca Zaia. Nessun brindisi in corso, sia chiaro, ma lo scontro tra il segretario della Liga Flavio Tosi e il governatore, che in questi giorni occupa le prime pagine dei quotidiani nazionali e locali, sta giovando alla campagna elettorale di Lady-like. In un mese, spiega chi ha letto gli ultimi sondaggi, l’ex vicesindaco di Vicenza avrebbe bruciato già tre punti allo sfidante Zaia. E, si ragiona tra i democratici, la forbice potrebbe assottigliarsi ancora di più nel caso in cui Tosi decidesse davvero di rompere e candidarsi contro il Carroccio. Dentro la Lega, al momento, nulla è deciso. Si gioca tutto sul filo di lana. Bisognerà aspettare lunedì per la resa dei conti. Ma la mossa del sindaco di Verona non sarebbe così campata per aria. Anzi, a Verona i tosiani di ferro lavorerebbero sulla candidatura in regione da almeno tre mesi. Hanno già preso contatti con altri partiti politici, hanno il simbolo da presentare e la parola d’ordine sarebbe questa: «Se Flavio si candida è per due motivi: o per far perdere Zaia o per vincere lui». 

Resta evidente che la Moretti preferirebbe la prima di ipotesi, anche perché ci sarebbe lo spazio di spuntarla. Lady like ha in queste settimane iniziato un tour per la regione, camminando paese per paese per levarsi di dosso «l’immagine di velina televisiva» e rassicurare i cittadini sulle sue capacità di amministratrice. Il 14 marzo lancerà la sua candidatura. E forse ritornerà di nuovo in televisione dopo che proprio Renzi ha iniziato a chiederglielo. In questi giorni gli spin doctor che la seguono le hanno consigliato di non farsi vedere e di non intervenire nel dibattito leghista. Il vento starebbe cambiando. Nel Pd se ne sono accorti.  Del resto, c’è tutta una serie di fattori che potrebbe favorire l’avanzata della candidata renziana. Il primo è legato direttamente alla figura di Matteo Renzi. Il premier e segretario del Partito Democratico continua a trovare sponde nel tessuto economico politico del Veneto, scalfendo quel mondo di ex Dc che da queste parti governa ancora le fondazioni bancarie e i veri centri di potere. Renzi piace

In questo senso la nuova matassa renziana, rottamatrice e nuovista, andrebbe a colpire un mondo da sempre molto vicino a Tosi, di fatto spaccandolo. Per questo motivo, nel caso in cui il primo cittadino scaligero dovesse candidarsi in regione, gli ex democristiani potrebbe scegliere su quale cavallo puntare dopo una spaccatura con Zaia: non è detto che possano farlo proprio a favore della Moretti. Il secondo fattore riguarda invece le faide interne al centrodestra. La Lega, in caso di una scissione, si ritroverebbe in una situazione difficile da gestire. Anche perché Zaia e Tosi hanno lavorato in questi anni, pur tra le difficoltà e le guerre personale, sempre di comune accordo anche su questioni cruciali, come per esempio la sanità regionale. Nel caso di una rottura potrebbe scatenarsi il si salvi chi può e anche in questo caso un rifugio sicuro potrebbe essere rappresentato proprio dal Pd.

Altro fattore è legato alla frammentazione di Forza Italia. Il partito che governava ai tempi d’oro di Giancarlo Galan da queste parti arranca. L’ex governatore che è ancora agli arresti domiciliari per l’inchiesta sul Mose di Venezia, non conta più molto in termini di voti. Non solo. La battaglia nazionale tra Raffaele Fitto e il resto del partito si riflette su una regione che conta diversi esponenti di peso, come Renato Brunetta e Niccolò Ghedini, l’ex avvocato di Silvio Berlusconi. Gli screzi e il peso delle inchieste di Venezia, tutt’ora in corso e dagli esiti imprevedibili, potrebbero pesare alla lunga, facendo perdere altri voti agli azzurri. Infine c’è un ultimo fattore. La Lega di Matteo Salvini è ormai spostata sempre più a destra. Ha una nuova connotazione politica dopo l’alleanza con Marine Le Pen e Casa Pound, una tegola che potrebbe pesare alla lunga su Zaia, un governatore che ha sempre citato Luigi Einaudi come suo faro. Nel Pd del Veneto, al momento, il prosecco inizia solo a raffreddarsi. La Moretti spera di stapparlo a metà maggio.