Lavoratori Trenord: «sindacati e azienda conniventi»

Lavoratori Trenord: «sindacati e azienda conniventi»

Milano, 1 marzo 2015 – Le RSU di Trenord sono scadute. Da 9 anni. Dalla nascita di Trenord non sono mai state indette regolari elezioni dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, invece sono state prorogate a tempo indefinito le RSU dei rispettivi rami aziendali (Trenitalia e LeNord), con sovrapposizione delle strutture sindacali di provenienza e inalterati privilegi di ogni sindacato. Ma non solo. La sovrapposizione sindacale di due rami aziendali ha provocato una paralisi nelle relazioni industriali, facendo capo entrambi alla struttura sindacale regionale di riferimento: di fatto alle trattative siedono i sindacati regionali che sono al di sopra delle due strutture aziendali. Ma i sindacati regionali sono persone “estranee” a Trenord, che poco conoscono le dinamiche aziendali e devono badare anche ad altre aziende situate in Lombardia. Quindi tutto procede lentamente, tra il fango, in un’impasse infinita e veti incrociati.

Tutto risolvibile, virtualmente, con una semplice mossa che sarebbe dovuta avvenire fin dagli albori di Trenord: elezioni di RSU aziendali titolate a trattare e a proporre rapidamente soluzioni all’azienda. Tutto semplice. Invece no. 

In un clima di connivenza azienda-sindacato tutto sembra studiato per non rimuovere l’ostacolo. Conviene al sindacato, che gode di molti distacchi per accontentare con comode poltrone una moltitudine di (non) lavoratori: ben 26! Oltre ovviamente alle giornate di Agibilità Sindacale per qualsiasi iscritto al sindacato, anche non attivista (ma si può?). Conviene all’azienda, che può permettersi di tagliare gli stipendi dei lavoratori (quelli che lavorano davvero) e non rispettare accordi contrattuali, con la sicurezza di non aver alcun tipo di problema serio dai sindacati. Insomma, tutto è chiaro. E se le cose non funzionano, basta dare la colpa un po’ ai capitreno che rubano, un po’ ai macchinisti che vanno piano, un po’ ai lavori per Expo e via dicendo. La scusa ideale per colpire gli stipendi degli onesti.

Intanto, mancano due mesi all’inizio di Expo e i lavoratori ancora non sanno nulla di come cambierà il loro lavoro nei mesi dell’evento (ferie, turni, organizzazione del lavoro, trasferimenti, maggior impegno, …) e il sindacato ovviamente tace volutamente. Quindi che si fa? Ma ovvio: la solita caccia alle streghe! Intanto si temporeggia, si viaggia in “emergenza” dove è ammesso tutto (deroghe contrattuali, tagli stipendio ingiustificati, trasferimenti immediati, malattie del bambino non pagate, e via discorrendo…), magari si fanno anche un po’ di corsi “fuffa” sull’unità aziendale (che costano molto per mancata produzione giornaliera) e si spronano i dipendenti con spillette da appuntare orgogliosi al petto, che fanno pendant con eleganti calzini color carne.

Ma, solo per mero esercizio, vediamo quanto “costano” a Trenord queste RSU illegittime. Ma c’è anche da chiedersi se l’azienda spenda davvero i soldi senza fiatare, oppure se Trenord non recuperi sugli stessi lavoratori i denari spesi per far girare il sindacato amico. Comunque:
In media, Trenord spende per i distaccati fissi sindacali lo 0,62% del costo totale del personale (che è circa 250.000.000 €). In pratica a Trenord il sindacato “costa” 1.550.000 € solo per il mantenimento dei distacchi fissi, a cui bisogna sommare il costo per i distacchi estemporanei (agibilità giornaliere) e eventuali scioperi (l’Orsa, sigla non firmataria, ha effettuato 12 scioperi che costano circa 300.000 € cad. per un totale di 3.600.000 € per “danno economico da sciopero” all’azienda). Insomma 26 persone distaccate, e che quindi non producono valore reddituale all’azienda, costano circa 60.000 € a testa per non fare nulla o, in alcuni casi, creare disservizi e scioperi che generano ulteriori costi.

Dati alla mano, vediamo anche che in alcuni casi siamo di fronte a sigle che possono permettersi di avere 1 distaccato fisso ogni 54 tesserati (Cgil) o 60 tesserati (Fast). Ricordiamo che i distaccati aziendali sono comunque i sottoposti dei sindacati regionali (estranei a Trenord), questi ultimi i soli legittimati a firmare ai tavoli.

Servono davvero tutti questi distaccati fissi? Non sarebbe giunto il momento di legittimare delle vere RSU (tra l’altro almeno 1500 dipendenti sui 4200 totali non ne hanno mai votata una) molto meno “costose” e fare accordi davvero esigibili e utili? Noi crediamo di si.
Ma forse è già stato deciso di tagliare gli stipendi ai dipendenti allo scopo di mantenere i vitalizi politico-sindacali ai soliti attori che già hanno pronte le penne per la firma.

Lavoratori Anonimi (simili ai macchinisti della Milano-Cremona-Mantova)