«Ma alla Lega islamofoba vanno bene i soldi del Qatar»

«Ma alla Lega islamofoba vanno bene i soldi del Qatar»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Repubblica 28 febbraio

Dio e le religioni: guardiamo alla saggezza dell’ Oriente

La frase con cui lei commenta la riflessione di Dworkin su religioni e Dio mi fa riflettere su come — nel dibattito fra religioni e ateismo — il nostro sguardo da occidentali sia fermo al Dio creatore, e non guardi alla saggezza dell’Oriente. Dall’Induismo: tra le componenti della divinità c’è anche il male, alias Shiva il distruttore o la terribile Kali, lì tutto svanisce nel velo di Maya — l’illusione — oltre il quale si nasconde l’Essere che tutto abbraccia. Il Buddismo che, fra consapevolezza dell’impermanenza delle cose e necessità della compassione, fa a meno di Dio. Lo Shintoismo dove Dio è la Natura, benigna e maligna al tempo stesso. Confucianesimo e Taoismo che fanno della “retta via” l’unica legge e strada praticabile per una vita soddisfacente e saggia. È il concetto del Dio creatore che fa acqua da tutte le parti, ci induce all’incomprensione e allo schizofrenico rifiuto del Male: di qui la rimozione della malattia grave e della morte, che in Oriente — globalizzazione a parte — non sono vissute come un tabù. Possibile che un dibattito sull’esistenza di Dio non guardi mai un po’ più in là?

Giovanni Sanvitale, [email protected]

La laurea di mio figlio liquidata in tre minuti

Mercoledì, giorno di festa. Noi familiari ed amici ci rechiamo a Padova per assistere alla proclamazione di laurea triennale di mio figlio. Il presidente di commissione, in modo sbrigativo e senza discorso introduttivo, elenca velocemente i nomi dei quattro laureandi. Legge il voto di ciascuno, rischiando di dimenticare la formula ufficiale. Una rapida stretta di mano ed in tre minuti tutto è finito. Conclude così: «C’è poco da festeggiare, visto che i ragazzi non hanno di certo preso il premio Nobel!». Nessuno di loro si era illuso di aver conseguito un titolo così eccelso. Ma la laurea ha comunque comportato studio continuo, applicazione tenace e preparazione approfondita che meritano almeno un minimo di riconoscimento. Ci penserà già il mondo del lavoro a deprimere i ragazzi. Riporto questo episodio, non solo da genitore deluso, ma anche da docente che ama la scuola e crede nella finalità educativa dell’istruzione.

L. Montresor, Padova

Vorrei a Napoli un museo dell’emigrazione

Dopo l’Unità d’Italia nel corso di pochi decenni circa 25 milioni di italiani sono stati costretti all’emigrazione oltre oceano. Soltanto pochissimi sono ritornati. Oggi la storia si ripete all’incontrario ed ecco legioni di disperati che vedono nelle nostre città la terra promessa. Il nostro passato di emigranti è dimenticato, complici le istituzioni, che non hanno realizzato un museo che ci rammenti gli anni in cui eravamo carne di macello, pronta a qualsiasi lavoro, anche il più umile. Un museo dell’emigrazione, per ricordare il passato e per spegnere in noi semi di razzismo e becero leghismo. Quale sede più degna del porto di Napoli, dove sono partiti i bastimenti, carichi di disperazione, di ansia di riscatto e di dignità.

Achille della Ragione, [email protected]

Corriere della Sera 28 febbraio

Ordine pubblico: perché c’è frustrazione tra le forze di polizia

Abbiamo tutti assistito alle prodezze degli ultrà olandesi e alle polemiche sulla presunta inadeguatezza dell’ordine pubblico. La sensazione maturata in 45 anni di attività nell’Arma dei carabinieri e nel corso di innumerevoli servizi di ordine pubblico, è che il comportamento delle forze di polizia in tali circostanze sia condizionato dal basso profilo imposto dal ministero degli Interni e della direzione generale di P.s. Ciò perché (ritengo) i vertici centrali valutano che il rischio di considerevoli danni materiali e fisici e di un’eventuale vittima tra le forze dell’ordine sia meglio gestibile, a posteriori, che non lo scenario opposto. E pare prassi consolidata che nel primo caso il problema possa essere risolto con la rimozione del Questore. Determinati mezzi di coazione fisica, normalmente usati da polizie di Stati di sicura impostazione garantista e democratica — proiettili in gomma, idranti e mezzi di trasporto con caratteristiche più militari — che darebbero alle forze dell’ordine consistenti vantaggi sulla controparte, sono vietati in Italia. Pure non dovrebbe essere difficile addestrare personale selezionato di carabinieri e polizia per l’impiego ponderato del munizionamento in gomma. Come risulta dai filmati dei disordini del G8 di Genova, gli idranti non erano che una doccia, non certo paragonabile ai getti d’acqua che, ai tempi di Scelba, buttavano a terra una persona. Il basso profilo imposto dai vertici finisce per creare reazioni di frustrazione negli appartenenti ai vari corpi di polizia (vedasi scuola Diaz ed episodi similari) e provoca l’uso di armi da fuoco da parte di agenti rimasti isolati ed esposti al pericolo di linciaggio.

Emanuele Garelli , [email protected]

Alcolici in autostrada: vietati al banco non sugli scaffali

In un autogrill dell’autostrada ordino un caffè corretto. La cassiera gentile e meravigliata mi risponde: “Sono anni che non si possono somministrare alcolici nei punti di ristoro delle autostrade, possibile che non lo sappia? Lo prevede il codice della strada”. Alle sue spalle uno scaffale, pieno di bottiglie di liquori assortiti in libera vendita, suscita la mia curiosità, ma prima che abbia il tempo di porre qualsiasi domanda, compunta, esclama: “Lo so, lo so: questo è uno strano Paese!”.

Marcello Airaghi, [email protected]

ItaliaOggi 28 febbraio

Mi sono perso qualcosa. Forse

Qual è l’approccio italico alle riforme? Sempre il solito, un sonoro: no grazie! Il pacchetto liberalizzazione del governo Renzi non era neanche stato presentato che già si era sollevato un coro di bocciature “a prescindere” da parte di tutte le cosiddette parti sociali interessate, cioè avvocati, farmacisti, notai, tassisti e chi più ne ha più ne metta. Niente di nuovo, si dirà: era già avvenuto con tutti i governi precedenti che avevano provato a presentare le stesse identiche norme (sì, esattamente le stesse norme, che evidentemente i capi degli uffici legislativi dei ministeri tirano fuori e rimettono nei cassetti di volta in volta….). Le argomentazioni utilizzate? Ancora più stantie delle proteste. Un caso per tutti, quelle usate dai notai: se liberalizzate le compravendite di beni immobili di valore inferiore ai 100 mila euro verranno meno tutte le tutele per lo Stato e il paese sarà in mano ai corruttori. Forse mi sono perso qualcosa, ma fino a oggi, con questo sistema di tutela affidato anche ai notai, non l’hanno fatta da padrona proprio i criminali?

Giovanni Fiordalisi

Il Fatto 28 febbraio

Responsabilità civile per i politici, a quando?

Responsabilità civile dei magistrati: non mi trovo d’accordo per molti motivi ma ammettendo la necessità dettata dal rischio di incorrere nella sanzione per la mancata attuazione di una direttiva europea, a quando la responsabilità civile dei politici? E una legge che stabilisca che se un rappresentante politico arreca un danno alla comunità, nell’esercizio delle proprie funzioni, sia tenuto a risarcirlo?

Rocco Cutrupi

Corriere della Sera 1 marzo

Certificazione redditi: semplificando il costo aumenta

Il commercialista della mia azienda ha chiesto 500 euro in più per la gestione delle certificazioni dei redditi 2014 con le nuove modalità. È questa la semplificazione del governo?

Gianluigi Melesi, [email protected]

Repubblica 1 marzo

Malati terminali: testamento biologico o eutanasia

La testimonianza dell’infermiere fiorentino ha rivelato che cosa accade con i malati terminali. Il presidente della mia regione, Enrico Rossi, ha commentato: «Non c’è bisogno di alcuna legge sul fine vita…tutto è rinviato all’eticità dei medici». Il ministro Madia in tv ha detto qualcosa di simile aggiungendo che «la comunità amante» (familiari e medici) sa meglio di chiunque qual è il bene del paziente. Scompare così il diritto costituzionale (e morale) di autodeterminazione che riconosce all’individuo la titolarità sui trattamenti sanitari e anche la speranza che la classe politica dia una cornice normativa che consenta a ciascuno di vedere rispettata la sua volontà. Con un testamento biologico, nel caso non si sia più in grado di esprimerla, oppure attraverso la legalizzazione dell’eutanasia evitando che prognosi infauste si concludano lanciandosi nel vuoto (Monicelli e Lizzani). Emma Bonino ha lanciato lo slogan “dal corpo dei malati al cuore della politica”. Desolante constatare quanto rozzo sia quel cuore e il pensiero che l’accompagna.

Seila Bernacchi, [email protected]

Una società multiculturale è una tragica idiozia

Un mondo multiculturale è una ricchezza per tutti. Al contrario, una società multiculturale è una tragica idiozia. E questo perché le culture sono una cosa seria, che va ben oltre le pur meritorie fusion culinarie, sportive e musicali. Sono concezioni di vita, e quindi sistemi di valori. Le concezioni divergono, e producono società diverse. Un conto è ospitare chi viene da società che hanno elaborato valori simili ai nostri, altro ospitare chi viene da società con valori alternativi. In prima generazione tutti creano problemi, ma al dunque i figli dei primi saranno uguali ai miei, i figli dei secondi invece mai. Risultato: società disomogenea, quindi rancorosa e violenta. L’equivoco è che chi parla di integrazione, in realtà, intende sostituzione: ti accolgo perché sono convinto che prima o poi sostituirai i tuoi valori con i miei, perché i miei in realtà sono migliori. In cambio tu mi darai una mano a battere i miei avversari. Purtroppo il cuore stupido della sinistra e il portafoglio avido della destra marciano compatti nell’errore.

Enrico Lugli, [email protected]

Corriere della Sera 2 marzo

Saddam aveva armi di distruzione di massa e riuscì a nasconderle

È luogo comune affermare che Bush attaccò l’Iraq nel 2003 col pretesto di un inesistente arsenale di armi di distruzione di massa. Da quanto ricordo il «casus belli» fu invece la non accettazione, da parte di Saddam, di immediate e ultimative ispezioni Onu deputate al controllo di siti ben definiti. Durante la campagna del 2003, Bush si occupò di vincere la guerra e abbattere Saddam. Forse mi sbaglio, ma il mancato ritrovamento di armi di distruzione di massa fu segnalato in seguenti campagne di stampa, solo dopo alcuni mesi. Questa concatenazione di fatti mi fa ritenere possibile che Saddam possa aver trasferito altrove anche gli arsenali riferiti al «casus belli», bonificando i siti di produzione e accatastamento.

Giovanni Lupato, [email protected]

Consumi diminuiti perchè si tagliano le spese superflue

Confcommercio afferma che le tasse sulla casa frenano i consumi. Non sono d’accordo. Le tasse sono soldi tolti al cittadino A per poterli dare al cittadino B, il quale consumerà al posto di A. I consumi sono diminuiti perché i cittadini, preoccupati dalla crisi, limitano le spese superflue.

Giuseppe Bodini, Gessate (Mi)

Stampa 2 marzo

La banca è aperta sino alle 20 ma senza operazioni di cassa

Come immagino molti altri cittadini sono stata attratta dalla pubblicità ingannevole di una nota banca, aprendo un conto corrente in una filiale che offriva orari di apertura fino a tardi. Peccato che ogni operazione di cassa (in contanti o con addebito-accredito diretto sul c/c, quindi anche senza maneggio denaro) venga chiusa alle ore 13. Premesso che vi sono servizi di cui non è possibile fruire on-line, come ad esempio il pagamento degli F23, mi chiedo a cosa serva tenere aperto fino alle 20, scomodando il personale e aumentando probabilmente i costi.  

E.N.  

Repubblica 3 marzo 

Quel bacio con le stellette

Il 28 febbraio, presso il Comando in capo della squadra navale della Marina in Roma, si è tenuta la cerimonia del passaggio di consegne fra il Capo di Stato maggiore della Difesa ammiraglio Bitelli Mantelli uscente ed il Capo di Stato maggiore dell’Esercito generale Graziano subentratogli. Alla solennità del momento e del rigore del saluto militare in alta uniforme, le due massime autorità delle nostre forze armate hanno fatto seguire un affettuoso ed informale reciproco bacio beneaugurante alle guance. Un gesto certamente gradito a tutti noi, cittadini di un mondo moderno e migliore di quello passato, quasi stemperante di antiche rigide formalità, ma che inevitabilmente non ha mancato di sfiorare la sensibilità di taluni, come chi scrive.

Antonio Bonifacio, Napoli

Però i soldi degli emiri non fanno paura

In questo periodo di islamofobia diffusa, mi sarei aspettato una fiera opposizione all’acquisto da parte di un fondo del Qatar, dei grattacieli di Milano da parte del governatore lombardo Maroni o del segretario della lega Salvini, sempre pronti a lanciare allarmi per «l’invasione islamica» in atto. Invece silenzio. Si vede che i ricchi emiri non sono come i poveri cristi che arrivano sui barconi. Questa faccenda mi ha fatto tornare alla mente una frase di Larry Holmes, grande campione di pugilato, che, rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensava del problema razzismo affermava: «È brutto essere negri, anch’io lo sono stato, quando ero povero».

Mauro Chiostri, [email protected]

Trattiamo le paritarie come meritano

Sarebbe davvero ora che arrivasse la svolta epocale di rinunciare a quel pregiudizio ideologico, che da sempre (voglio dire, da che io ricordo) impedisce un atto di giustizia a favore di pluralismo scolastico e libertà di educazione. Sono laureata in lingua e letteratura tedesca. In Germania le scuole paritarie sono trattate dallo Stato esattamente come le pubbliche e lo sono da sempre. L’Unione degli studenti che scrive “i fondi alle paritarie sono uno spreco e uno schiaffo a una scuola pubblica…” non si rende conto che il diploma di un geometra o di un perito che esce da una pubblica o paritaria, se ha lo stesso valore, dovrebbe avere anche lo stesso costo, sia per l’alunno che per lo Stato o no? Se si fa un’analisi storica si troverà facilmente che tutta l’Italia deve dire grazie al ruolo che le paritarie hanno fin qui svolto.

Nazzarena Adamoli, [email protected]

Così a Roma mi sono sentito uno straniero

Che bello il ritorno allo Stato pre-risorgimentale! Io, cittadino del Ducato Estense di Modena, oggi turista a Roma, volendo visitare un museo nella giornata dei Musei aperti, il Centro Montemartini (ex centrale elettrica), mi si è richiesto di esibire un documento di identità. Ad una espressione di sorpresa mi è stato risposto che l’ingresso gratuito era solo per i residenti a Roma, in quanto “museo capitolino”. Che stupido aver posto la questione! Mi trovavo nello Stato Pontificio e pretendevo di essere assimilato a Roma, come se un romano oggi a Modena pretendesse di entrare gratuitamente al museo estense. A quando l’unità d’Italia?

Beppe Vaccari, Modena

Messaggero 3 marzo

Finti amanti degli animali

Gli italiani secondo le statistiche, sono un popolo di amanti degli animali. A milioni curano cani e gatti, moltissimi fanno lodevole volontariato presso le strutture che curano animali abbandonati. Eppure guardandosi attorno si scorge una nota stonata: almeno un italiano/a su tre, di ogni età, porta attorno al collo, cucita sul cappuccio dei giacconi, tanto di moda, la spoglia di un procione o di un cane appositamente scuoiato per la nostra eleganza. Spesso si vedono persone con queste giacche che portano amorevolmente a spasso i loro cani o nutrono gatti abbandonati. Forse si tratta di un malinteso: molti pensano che quelle giacche sono troppo economiche per avere vere pellicce, ma non è così. I mega-allevamenti asiatici consentono di avere “merce” a buon mercato, nutrita con gli stessi avanzi dei compagni già “utilizzati”. C’è un modo per fermare questo orrore ed è informarsi e leggere le etichettature con attenzione. Rinunciando a quel pizzico di vanità possiamo fermare questo mercato crudele.

Adriana Rizzo, Roma

Corriere della Sera 3 marzo

Responsabilità civile dei giudici: a deciderla saranno altri giudici…

Non comprendo la forte opposizione dei magistrati alla nuova legge sulla responsabilità civile. A decidere sulla loro eventuale responsabilità non sarà un organo terzo, ma saranno altri giudici che certo non sono noti per la loro severità nei confronti dei colleghi…

Virgilio Avato, [email protected]

Perchè mai l’atto redatto da un avvocato deve essere meno sicuro?

Perché un atto, redatto e portato a trascrizione sui pubblici registri da un avvocato (che all’università ha studiato le stesse materie dei notai) deve a priori essere meno «sicuro» di quello redatto dagli stessi notai?

Pietro Caviglia, Brugherio (Mi)

Stampa 3 marzo

Se i musei fossero sempre a pagamento i visitatori sarebbero pochi

Non capisco tutta questa enfasi del ministro Franceschini per il successo che si sta registrando grazie agli ingressi gratuiti nei musei di domenica. La misura del reale interesse per l’arte non si valuta quando questa è fruibile gratuitamente, ma, quando, per poterne beneficiare, si è disposti a fare anche qualche modesto “sacrificio” economico, come del resto se ne fanno per cose molto spesso futili. Forse l’arte riveste minor valore e quindi di così poca considerazione da doverla elargire necessariamente a titolo gratuito per dimostrare che vi è interesse? Un modesto prezzo per l’acquisto del biglietto d’ingresso ai musei anche di domenica contribuirebbe, tra l’altro, a sostenere i costi di gestione del nostro patrimonio artistico, in particolare in un momento come questo, in cui lo Stato ha veramente poche risorse a disposizione.

Edoardo Murmura, Arenzano (Ge)

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