Come sarebbe il mondo dell’arte senza il glutine

Come sarebbe il mondo dell’arte senza il glutine

Il nuovo male del secolo? Il glutine, ovvio. Bandito dalle tavole di chi vuole mangiare sano – anche se non è afflitto dalla celiachia – è diventato l’emblema della nuova dieta. Una volta il nemico era la carne, poi riabilitata. È toccato alle uova, portatrici di colesterolo, che sono tornate in auge. Mancavano solo la pasta, il pane e la pizza: e adesso sono nel mirino per un ingrediente che, tranne per chi è intollerante, fino ad ora era sempre sembrato innocuo. Il glutine. Tutto ciò che vuole attirare il consumatore attento adesso deve essere gluten-free, non si scappa. Pasta senza glutine. Pane senza glutine. Birra senza glutine. Un mondo senza glutine. Ma come sarebbe l’arte senza glutine?

È la provocazione di un Tumblr: si chiama Gluten Free Museum e propone quadri (ma anche cartoni) togliendo tutto il glutine –per cui il contadino di Van Gogh, poveraccio, non dorme più sul covone di grano, ma per terra. Lilly e il Vagabondo, che si “baciano” grazie allo spaghetto lunghissimo, restano a bocca asciutta – e presenta un mondo dell’arte depurato e, come è di moda ora, privo di glutine.