Portineria MilanoExpo 2015, l’aeroporto per i jet privati non è in regola

Expo 2015, l'aeroporto per i jet privati non è in regola

All’Expo 2015 mancava solo la grana dell’aeroporto di Bresso. Dopo il ritardo nel completamento padiglioni e le incognite sull’inaugurazione per la manifestazione del movimento No Expo, la lista di problemi per l’esposizione universale si allunga di un nuovo tassello. Questa volta a esplodere è la vicenda del piccolo Aeroclub di questo comune alle porte di Milano che vanta una pista di atterraggio di appena un chilometro in mezzo al Parco Nord, un polmone verde frequentato dai milanesi. Non esiste una torre di controllo né ci sono standard di sicurezza tali – sistemi antincendio in particolare – per far atterrare aerei più grandi un cessna o meglio, come si dice in gergo tecnico, di «una Fiat Punto dei cieli». Del resto, l’Aeroclub serve soprattutto agli istruttori di volo, ci si esercita, si impara a volare: in fondo alla pista c’è un distributore di benzina. 

E invece lo scorso fine settimana succede qualcosa di inaspettato. Giovedì arriva una mail dove si chiede di atterrare venerdì sera con un aereo con a bordo 9 passeggeri. Si richiedono taxi e hostess per accogliere i turisti in arrivo dalla Germania. Tutto nella norma. Peccato che alla richiesta da parte dei pochi operatori di volo dell’aeroclub sulla grandezza dell’aeroplano la risposta è che si tratta «di Beechcraft King Air turboelica di fabbricazione americana, lungo 17 metri». Da queste parti non hanno mai visto neppure un 12 metri, figurarsi uno lungo quasi il doppio. Glielo fanno presente e denunciano la cosa alle autorità competenti. Il pilota però, alle rimostranze degli operatori non dà peso. Atterra con difficoltà sulla pista, tanto che dovranno fargli spazio spostando gli altri piccoli aeromobili, scarica i passeggeri, quindi poi non contento torna a riprenderli domenica. 

Il piccolo aeroporto di Bresso potrebbe diventare uno dei principali scali di aerotaxi per chi arriva alla manifestazione universale, con tutti i rischi del caso

Tutto a posto? Non proprio, perché la vicenda rischia di diventare un caso proprio in vista di Expo 2015. Dal momento che questo piccolo aeroporto è destinato a diventare uno dei principali scali aerotaxi per chi arriva alla manifestazione universale, con tutti i rischi del caso. Con aerei di grandi dimensioni in arrivo tra i palazzi della periferia milanese e con il rischio reale di sicurezza per i cittadini. L’anno scorso erano state montate anche le luci sulla pista, anche se non sono autorizzati voli notturni: la prima pioggia le ha rese inutilizzabili. E qui c’è la prima questione poco chiara. Come fa un aeroclub già al centro di inchieste della magistratura dello scorso anno, in mezzo a una città e senza standard di sicurezza, a diventare un centro di smistamento di turisti per Expo? A Bresso non hanno dubbi. E citano un documento che sarebbe passato alla chetichella in Enac nei mesi scorsi dove si rilascia una deroga per i servizi di aerotaxi. Detto in soldoni, si «autorizzano gli aerei in servizio aerotaxi ad atterrare nei piccoli aeroporti anche se il servizio antincendio non è adeguato al quel tipo di velivolo». Dall’autorità civile dell’aviazione si spiega che la decisione di atterrare è «stata presa esclusivamente dal pilota». Ma i dubbi restano. E la domanda spontanea che sorge tra i trenta lavoratori rimasti a Bresso è questa: Enac sta forzando la mano per prendersi l’aeroporto dopo aver già indetto un bando di gara per la gestione vinto da Skyservice. Si tratta di un braccio di ferro in piena regola?

Della vicenda ne ha scritto anche Tgcom24, spiegando nei dettagli la questione: «Con l’Expo alle porte, e poi con il nuovo Giubileo, molti scali minori finora gestiti dagli aeroclub diventano appetibili per il business. E l’Enac ha cominciato a sfrattare i vecchi club di appassionati del volo da turismo, che per decenni hanno garantito la gestione e svolto spesso anche compiti di scuola volo.  L’Ente aviazione civile sta spianando la strada a società di handling specializzate nei servizi, con gare d’appalto che di fatto tagliano fuori gli aeroclub. È proprio il caso di Bresso, dove da tempo l’Aeroclub Milano era entrato nel mirino dell’Enac con una lunga serie di contestazioni contro la scuola volo, gli istruttori, il servizio antincendio, l’area acrobatica, la regolarità delle documentazioni: contestazioni in seguito rivelatesi tutte infondate». 

«Se atterrare a Linate o a Malpensa costa 6.000 euro e a Bresso è gratis, questa non può essere una ragione plausibile per aggirare le norme»

Dario Balotta di Legambiente Milano, spiega: «È chiaro che lo scalo può far gola a qualche operatore economico privo di scrupoli vista l’imminenza dell’Expo, ma va ricordato che ci sono due scali semivuoti e attrezzati di tutto punto a Linate (Ata) e Malpensa, che sono gli unici idonei per questa attività». E poi aggiunge: «Se atterrare a Linate o a Malpensa costa 6.000 euro e a Bresso è gratis – conclude l’esponente Legambiente – questa non può essere una ragione plausibile per aggirare le norme in vigore e cambiare natura ad un vecchio aeroclub perfettamente inserito nell’ambiente circostante vista la sua l’attività esclusivamente amatoriale». La storia di questo aeroporto arriva fino ai tempi di regione Lombardia, quando la giunta di Roberto Formigoni voleva renderlo un hub per elicotteri. A opporsi all’epoca fu Franco Mirabelli, attuale senatore del Partito Democratico, che nel corso del 2014 ha già presentato due interrogazioni parlamentari in merito. «Se è vero che Enac starebbe autorizzando lo scalo in quell’aeroporto di aerotaxi di dimensioni inconciliabili con le dimensioni dell’aeroporto stesso e con le misure di sicurezza in esso attivate saremmo di fronte alla violazione delle più elementari regole del buon senso» spiega Mirabelli. 

«La salute dei cittadini che viene messa a rischio da un traffico aereo di questo tipo in un piccolo aeroporto situato al centro di un parco visitato ogni giorno da migliaia di persone viene prima di tutto, prima di qualunque interesse economico e commerciale. Per questo, abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere al Ministero dei Trasporti di intervenire subito su Enac per impedire ulteriori voli di aerotaxi. A margine di questa vicenda restano comunque da chiarire i contenziosi tra Enac e l’Aeroclub che ha gestito fino ad ora l’aeroporto e i vincitori degli appalti per i servizi che anche questa vicenda rende poco chiari per come risulta dalle notizie». A settembre del 2012 il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi aveva spiegato: «in merito al possibile inserimento nei bandi di concessione della realizzazione di opere aggiuntive rispetto a quelle attuali, evidenzio, sempre sulla base delle informazioni rese dall’Enac, che i medesimi bandi avranno ad oggetto unicamente l’assegnazione dei singoli beni appartenenti al demanio aeronautico, e non riguarderanno né la realizzazione di opere aggiuntive né la definizione di nuovi servizi eliportuali, escludendo la possibilità che vengano realizzati nuovi progetti di utilizzo dell’infrastruttura idonei, per loro natura, a incidere o modificare la definizione d’uso dei singoli beni demaniali e dell’infrastruttura aeroportuale nel suo complesso». Eppure Expo 2015 sembrerebbe proprio una prova generale per far diventare l’aeroclub di Bresso qualcosa d’altro.