Le lettere ipocrite degli uomini che picchiano le donne

Le lettere ipocrite degli uomini che picchiano le donne

Opera che merita una certa attenzione: una Ong peruviana, Vida Mujer, insieme all’agenzia Circus Gray, hanno raccolto le lettere di scuse degli uomini che picchiavano le loro mogli e ne ha fatto un libro. Sono parole terrificanti:
 

“Ti giuro che non succederà mai più, sei l’amore della mia vita. È tutta colpa mia. Perdonami”

Cinque settimane dopo aver letto questo biglietto, Raquel muore, uccisa dalle botte del marito.

È la situazione, purtroppo nota, che accomuna molte donne. Non possono lasciarlo per paura di subire violenze peggiori, perché sono innamorate dell’uomo che le picchia (ma come fanno?), non sanno a chi rivolgersi, hanno vergogna, temono di non riuscire a cavarsela dal punto di vista economico. Loro, gli uomini, agiscono con la violenza e la paura e poi, quando vedono che la donna fugge, fanno mille promesse, suppliche. Dichiarano che non accadrà più, che si ricomincerà da capo. Le chiamano “amore”. Si prostrano ai loro piedi. Le mogli ci cascano.
 

“Amore mio, ti chiedo perdono dal fondo del mio cuore. Quello che è capitato ieri non era mia intenzione. Sai che ti amo e non accadrà più. Capita a tutti di fare un errore. Sei la cosa più importante della mia vita. Non dormo senza dite, non faccio altro che pensare a come abbia rovinato tutto. Sono molti anni che stiamo insieme e tu sai che ti amo”.

Sei la mia regina, lo sarai sempre. TI supplico, rifletti. Se tu lo desideri, ti posso provare che sto cambiando. Ti giuro, ti amo. Perdonami, perdonami.

E Andrea, dopo aver ricevuto la lettera, ha scelto di concedergli una seconda possibilità. Ha subito un trauma cranico dopo che il marito l’ha colpita alla testa con una cassetta degli attrezzi.

Il progetto della Ong è semplice: risvegliare le coscienze. Lo schema del fenomeno è sempre lo stesso: gli uomini si pentono, chiedono scusa e le convincono. Questo permette loro di non venire denunciati. Il libro si intitola No te mueras por mi. Sono 25 email, lettere e sms inviati dagli uomini che picchiavano le compagne. Anche il libro ha uno schema semplice: da un lato c’è il messaggio, colmo di amore e pentimento degli uomini. Dall’altra parte, in fondo nero, una frase racconta cosa è accaduto alle donne che hanno ceduto alle suppliche.
 

“Amore mio, sono desolato per ciò che ho fatto. Ti giuro che ero fuori di me, non mi sono reso conto di quello che facevo. Non riuscivo a controllarmi. E per questo che ti chiedo scusa. È terribile dovermi rendere conto di quello che ho fatto. Tu per me sei tutto. Ti amo da quando ti ho visto la prima volta. Dammi un’ultima possibilità. Senza di te non valgo nulla. Tu sei la sola cosa che dà senso alla mia vita. Ti amo enormemente”.

Rocio ha letto il messaggio e si è convinta delle sue buone intenzioni. Ora è in coma: il compagno, dopo una discussione, l’ha colpita con una pentola a più riprese.

Il libro sarà tradotto in inglese perché possa avere una diffusione più larga. E finisce così: “Se ti identifichi con queste donne, aspettati di finire come loro”.

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