«Marino è un inetto, a Roma il Pd governa con i voti degli arrestati»

Parla Di Battista

«Hanno paura delle urne perché c’è la possibilità concreta che Roma venga governata dal Movimento 5 Stelle». Il secondo tempo di Mafia Capitale, con i 44 arresti e l’ennesimo terremoto politico, lo commenta il deputato Alessandro Di Battista. È un fiume in piena il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, uno dei volti più noti del Movimento 5 Stelle. «Noi resistiamo, ma di fronte al denaro sono tutti amici, mangiano i cattolici, gli ex comunisti e gli ex fascisti». Nelle ultime ore al Comune di Roma circola una battuta, secondo cui le dimissioni del sindaco porterebbero «dritto dritto» Di Battista in Campidoglio. Ma il diretto interessato non ne vuol sapere: «Abbiamo tanti cittadini onesti e preparati nel Movimento». E va all’attacco della giunta: «Marino è un inetto, governa anche grazie ai voti degli arrestati Ozzimo e Tassone». Intanto i Cinque Stelle chiedono il passo indietro della giunta. «Orfini dice che noi abbiamo zero titoli? Siamo 44 a 0 per loro, ma si tratta di arresti». Le Regionali hanno segnato uno spartiacque. Il Movimento è in grande spolvero. «Stiamo dimostrando – spiega Di Battista – che è giusta l’idea iniziale del Movimento, quella del cittadino che si fa Stato».

Dopo la seconda tranche di arresti per Mafia Capitale, chiedete le dimissioni di Marino e il ritorno alle urne. Ma il sindaco è “pulito”, non rischiate di fare un favore alle mafie?
Non diciamo balle. Nelle intercettazioni Buzzi dice che «con Marino ci mangiamo Roma». Il Pd capitolino è pieno di infiltrazioni criminali e noi abbiamo chiesto lo scioglimento del Comune già a dicembre. D’altronde è una consiliatura infangata da delinquenti, alcuni dei quali hanno avuto importanti ruoli di potere. E non dimentichiamo che i vari Tassone e Ozzimo hanno portato nella cascina del Pd almeno 60mila voti. Marino governa anche grazie agli arrestati. È in buona fede ma si è fatto passare sopra dalle inchieste. La vera pulizia non l’ha fatta il Pd, la stanno facendo i magistrati. Sono implicati tutti, c’è pure l’uomo di Tabacci… Mangiavano persino sull’emergenza abitativa. Cosa c’è di più meschino se non lucrare sulla povera gente?

Siete stati i primi a insorgere dopo queste indagini. Dal Pd vi accusano di sciacallaggio. 
Arrestano gli altri e il problema è il Movimento 5 Stelle? Mesi fa abbiamo organizzato la notte dell’onestà, una festa che ha riempito piazza del Popolo in un periodo non di campagna elettorale. Eravamo convinti che Mafia Capitale non andasse dimenticata né accantonata. Facciamo quello che dovrebbe fare un’opposizione: teniamo alta la guardia e non ci immischiamo nei loro impicci. Mafia Capitale ha mostrato che di fronte al denaro sono tutti amici, mangiano i cattolici, gli ex comunisti e gli ex fascisti. 

Orfini ha detto che lei e i Cinque Stelle siete l’idolo dei clan di Ostia, riferendosi al post pubblicato su Facebook da un presunto capoclan. La circostanza l’ha imbarazzata?
Orfini è patetico, è alla frutta. Se lo pizzicassero a farsi una birra con Totò Riina direbbe che la marca della birra è quella preferita dai Cinque Stelle. Sta facendo una figura barbina in quanto essere umano, e mi spiace per lui. Ha fallito come commissario del Pd a Roma, sembra più un palo. Glieli hanno arrestati tutti. Di Maio lo ha querelato e io risponderò nei prossimi giorni. Andrò ospite a Otto e Mezzo da Lilli Gruber, lo stesso salotto da cui lui mi ha attaccato. Poi fate caso a un particolare.

Quale? 
Prima Renzi parlava di tutto, ogni giorno. Poi sempre meno, sia dopo le Regionali che dopo lo scandalo Mafia Capitale. È imbarazzato e manda avanti la carne di cannone di Orfini, un cancellatore di voti.

Molti attivisti la vorrebbero candidato sindaco di Roma. È disponibile?
Servono cittadini onesti e preparati che entrino nelle istituzioni. Nel Movimento ne abbiamo moltissimi capaci. 

Ma se glielo chiedessero Grillo e Casaleggio?
Non rispondo a questa domanda. Ora penso a far capire ai cittadini che l’obiettivo è andare al voto, devono pretenderlo. Poi tutto si vedrà. Mi fa rabbia pensare alle condizioni di Roma: dalle buche nelle strade alla gestione dei rifiuti, dai morti di cancro per le aree non bonificate a chi mangia denaro sui problemi della povera gente. I romani sono stufi di vivere nella città più bella del mondo, amministrata dagli inetti come Marino e dai delinquenti.

Come esce il Movimento Cinque Stelle dalle Regionali? Vi hanno giovato il passo indietro di Grillo e risultati come la legge sugli ecoreati?
L’astensionismo è un dato preoccupante ma resta un alleato del sistema. Quando Orfini e compagni la buttano in caciara ambiscono all’astensionismo perché sanno di poter contare su pacchetti di voti clientelari, come in Campania. Noi abbiamo servito le pizze ai tavoli e ci siamo autofinanziati la campagna elettorale. Detto ciò, di risultati in Parlamento ne abbiamo ottenuti anche all’inizio, penso al blocco delle cartelle di Equitalia o al lodo Fraccaro sugli affitti d’oro. Oggi però comunichiamo meglio e impieghiamo meno tempo a spiegare agli elettori perché “votare contro” una legge sia positivo. Non basta il titolo “anticorruzione” o un tweet del governo perché una legge sia buona. Le balle hanno un termine: ciò che abbiamo denunciato da mesi, come Mafia Capitale, poi si è avverato. Stiamo dimostrando che l’idea iniziale del Movimento è quella giusta, il cittadino che si fa Stato. Ci vuole del tempo, ma resistiamo e continuiamo a restituire soldi ai cittadini. D’altronde, quale credibilità hanno i politici che parlano e non si tagliano lo stipendio? Infine sono importanti i ballottaggi come Gela e Augusta. Vogliamo amministrare le città perché lì mettiamo in pratica le idee del Movimento. Dove governiamo non c’è la Tasi né Equitalia e sperimentiamo il trasporto pubblico gratuito per i disoccupati.

Dopo le regionali, in un’intervista a La Repubblica, il sindaco di Parma Pizzarotti ha dichiarato: «Il direttorio? Non possono fare tutto in tre e contemporaneamente lavorare in Parlamento, nelle Commissioni, andare in tv». E ancora: «È da un po’ che non si vota su niente, prima si votava su tutto. Chi lo decide?»
Non avevo letto queste dichiarazioni. Ma le posso dire che non ci siamo solo noi cinque del famoso direttorio. Poco a poco le deleghe aumentano fisiologicamente. Penso a Vito Crimi che si occupa di euro, Roberta Lombardi delle manifestazioni. Ma anche Nicola Morra e molti altri. La crescita è nella natura del Movimento, ieri eravamo 20 eletti e oggi, se non sbaglio, siamo 2mila. Per quanto riguarda le votazioni, nulla di strano. L’ultimo voto sul blog è stato quello sulla legge anticorruzione, l’80 per cento degli attivisti si è espresso contro. Un segnale importante, visto che di anticorruzione quella legge ha soltanto il titolo.

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