Salva i cani dai cinesi: blocca il festival di Yulin

Salva i cani dai cinesi: blocca il festival di Yulin

Ogni anno, in occasione del solstizio d’estate, a Yulin, città nel sud della Cina, si festeggia con un bel festone all’aperto, bevute e grigliate. Che c’è di strano? Nulla, a parte il fatto che il piatto forte della festa è carne di cane. Inorriditi? Fate bene.

È una tradizione abbastanza recente (è cominciata negli anni ’90) e, ogni anno, oltre ad attirare molti visitatori, attira anche molte critiche (insieme a un sacco di animalisti), tanto che gli organizzatori, per salvare la baracca, hanno deciso di negare ogni cosa. Ma gli attivisti non ci hanno creduto. Ogni anno, dicono, vengono uccisi circa 10mila cani.

Quest’anno le proteste hanno anche un hashtag #StopYulin2015 e, soprattutto, una petizione su Change.org, cui possono sottoscrivere tutti. Finora sono oltre un milione e mezzo le persone che hanno deciso di dire basta.

I cani saranno grati a tutta questa agitazione, ma il problema rimane. Non è un po’ ipocrita, si chiedono alcuni? Lo è senza dubbio. La questione è nota, ma rimane spinosa. In occidente, ad esempio, quando i canili sono pieni, non ci si pensa due volte a uccidere alcuni degli ospiti per creare un po’ di spazio. E, per quanto riguarda gli altri animali, ci si limita a ricordare che negli Usa si mangia il doppio della carne che in Cina. Non di cane, quello no. Ma perché il maiale non avrebbe diritto alle stesse mobilitazioni? E la mucca? E il cavallo?

L’etica verso gli animali è bizzarra, risponde ad abitudini culturali diverse e antiche, spesso contraddittorie. Gli indiani inorridirebbero a fare alle mucche quello che si fa in Europa, mentre per gli occidentali bere il latte insieme ai topi (cosa che fanno in India) è l’apoteosi dell’anti-igiene. Per farne cibo e animali da compagnia, poi, gli orizzonti sono del tutto diversi. Forse la soluzione è diventare vegetariani. Almeno, ci si libera da qualche contraddizione di troppo (e si può protestare per salvare i cani con la coscienza a posto).

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