Digital divide, il mondo diviso tra chi ha Internet e chi no

Digital divide, il mondo diviso tra chi ha Internet e chi no

Se, invece che guardare le grandezze fisiche, la geografia tenesse conto dell’accesso a Internet dei vari continenti del mondo, le cose cambierebbero molto rispetto a ciò che si è abituati. L’Africa, ad esempio, sarebbe nella sua interezza grande come il Giappone. L’Australia come l’Olanda e la Russia otto volte più piccola della Cina.

La carta è stata realizzata da due ricercatori britannici, Ralph Straumann e Mark Graham, dell’Oxford Internet Institute.

Per capire come funziona la cartina, qui alcune note preliminari. Ogni piccolo esagono rappresenta, più o meno, 470mila internauti. Ad esempio, l’Albania: ha quasi due milioni di internauti, su una popolazione globale di due milioni e 700mila abitanti, per cui è quasi a grandezza naturale.

Se un Paese non supera i 470mila internauti, non viene nemmeno rappresentato (dura lex sed lex). Per cui, ora la carta può essere letta in modo più chiaro.

Ciò che emerge è molto interessante. In primo luogo, il dato totale. Nel mondo ci sono 3,2 miliardi di persone che hanno accesso a Internet (e se leggete questo articolo, complimenti: ci siete anche voi). Dopodiché, si può vedere che l’Asia, in totale, contribuisce con 1,24 miliardi di utenti, cioè il 46%. La sola Cina ne mette 600 milioni, poco meno della metà della sua popolazione. Gli Usa e l’America Latina sono più o meno allo stesso livello: 297 milioni / 287 milioni. In generale, il numero di Paesi che ha superato la soglia di 470mila utenti, è aumentato dal 2011 al 2013.

L’Africa conta 1,1 miliardi di abitanti, eppure sono solo 200 milioni quanti possono accedere alla rete. È un dato in crescita rispetto al 2011, anche se il continente rimane sempre diviso al suo interno. Trascinano il dato Paesi come Sudafrica, Kenya, Nigeria, Egitto e Marocco. La fascia subsahariana, invece, non riesce a toccare il 10%.

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