Impiccati o fucilati, quest’anno sono già stati giustiziati in 2.229

Impiccati o fucilati, quest’anno sono già stati giustiziati in 2.229

Nei primi sei mesi del 2015 si sono già registrate 2.229 esecuzioni capitali in diciassette diversi Paesi. Durante tutto lo scorso anno erano state eseguite 3.576 condanne a morte, in ventidue Paesi. A pubblicare questi dati è il rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino. I paesi più attivi? Nel 2015 il triste primato spetta a Cina, Iran e Pakistan. Ma nel 2014 il terzo posto era occupato dall’Arabia Saudita. I condannati vengono impiccati e fucilati, per la maggior parte. Ma resta ancora un rilevante percentuale di condanne eseguite tramite decapitazione. E a leggere le cifre si scopre che non c’è ancora area geografica esente dal fenomeno. La pena di morte resiste in tutti i continenti. Anche nelle Americhe e in Europa, dove pure sono rimasti solo due paesi a praticarla: Stati Uniti e Bielorussia. 

Intanto il percorso verso l’abolizione delle esecuzioni capitali prosegue. Negli ultimi quindici anni buona parte dei Paesi membri dell’Onu che prevedevano questa pena hanno interrotto la pratica. Oggi in tutto il mondo sono trentasette gli Stati che continuano a giustiziare i propri condannati. Tra gli ultimi ad aver abolito la pena di morte ci sono Costa d’Avorio, Madagascar, Suriname e Figi. Ma anche il Libano ha superato i dieci anni senza registrare esecuzioni, diventando un paese abolizionista di fatto. 

Nei primi sei mesi del 2015 si sono già registrate 2.229 esecuzioni capitali in diciassette diversi Paesi

L’area più calda del pianeta resta l’Asia. Quasi tutte le pene capitali vengono eseguite qui. Nel 2014 sono state 3.471, il 97 per cento. Solo nella prima metà del 2015 si sono registrate 2.182 esecuzioni in tredici nazioni. Il Paese protagonista resta la Cina. Stando al rapporto di Nessuno Tocchi Caino, lo scorso anno il 67 per cento delle condanne a morte di tutto il pianeta sono state eseguite in questa nazione. Un dato in calo, rispetto al passato (solo nel 2002 i giustiziati erano stati 12mila). Ma in parte da verificare. Come altri paesi, infatti, la Cina non fornisce statistiche ufficiali sull’applicazione delle sentenze. L’argomento viene considerato segreto di Stato e i dettagli del fenomeno non vengono divulgati ai mezzi di stampa. 

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Il secondo paese presente nella poco invidiabile classifica è l’Iran. Qui lo scorso anno sono stati giustiziate almeno 800 persone. Un dato negativo, a cui si aggiunge un particolare inquietante. Nel 2014 solo a Teheran sono stati giustiziati condannati che al momento del reato erano minorenni. Una pratica in aperto contrasto con la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo. Nei primi sei mesi del 2015, il fenomeno si è ripetuto altre due volte (mentre altri due minorenni al momento del reato sono stati giustiziati in Pakistan). Se in Cina si registra il più alto numero di esecuzioni, in Iran sono state eseguite più condanne in rapporto alla popolazione. E il dato è in crescita. Nel 2014 si è registrato il 16,5 per cento di esecuzioni in più rispetto all’anno precedente. La maggior parte, spiega il rapporto, per crimini legati alla droga

Stando al rapporto di Nessuno Tocchi Caino, lo scorso anno il 67 per cento delle condanne a morte di tutto il pianeta sono state eseguite in Cina

Nel 2014 sono stati quattro i Paesi africani a praticare la pena di morte. Per un totale di 67 esecuzioni capitali. Il rapporto cita il Sudan, la Somalia, l’Egitto e la Guinea Equatoriale. È preoccupante la controtendenza dell’Egitto. Dopo una moratoria di fatto che risaliva al 2011, nel paese delle piramidi si è tornati a uccidere. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati giustiziati già 27 condannati. Sette, in particolare, per reati legati al terrorismo

Nel continente americano ormai sono solo gli Stati Uniti a praticare la pena di morte. Nessuno Tocchi Caino ha registrato 33 esecuzioni nel 2014 e 17 nella prima metà del 2015. Eppure il percorso verso la sospensione della pena capitale sembra avviato. Ormai diciannove Stati hanno già abolito la pratica, sette solo negli ultimi otto anni. Il più recente è stato il Nebraska. A questi si aggiungono sei Stati che hanno sospeso la pena capitale ormai da una decina d’anni. E altri quattro, in cui i governatori hanno deciso di interrompere le condanne in seguito ai problemi che hanno riguardato le più recenti esecuzioni: Washington, Colorado, Pennsylvania e Oregon. Del resto anche in Europa ormai è rimasto un solo Paese che pratica la pena di morte. È la Bielorussia. Nel 2014 qui sono stati giustiziati in tre condannati. 

Ma come si viene giustiziati? La pratica più diffusa resta l’impiccagione. Nel 2014 sono state eseguite così 933 condanne in 9 paesi a maggioranza musulmana (Afghanistan, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Malesia, Palestina, Pakistan e Sudan). A cui si sono aggiunti due Paesi non islamici, come il Giappone e Singapore. La seconda pratica più diffusa è la fucilazione. Utilizzata nelle condanne in Somalia, Yemen, Palestina, Emirati Arabi, ma anche Cina, Corea del Nord, Guinea Equatoriale, Taiwan. E nell’unico paese europeo che ancora pratica la pena capitale, la Bielorussia. 

Resta, infine, la decapitazione. Il metodo utilizzato in base alla Sharia nelle esecuzioni registrate in Arabia Saudita. I giustiziati sono stati 88 nel 2014, ma il numero è già salito a 102 nella prima metà del 2015. 

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