Le morti per droga in Italia sono calate a picco, più del resto d’Europa

Le morti per droga in Italia sono calate a picco, più del resto d’Europa

Dopo la morte di un 16enne per overdose da ecstasy e la chiusura della discoteca Cocoricò di Riccione, dove il ragazzo aveva assunto le pasticche, i giornali si sono popolati di interviste di ex consumatori di stupefacenti, madri di adolescenti e dj “responsabili”. Ma, a guardare i dati, negli ultimi anni non c’è stata un’impennata delle morti collegate all’assunzione di droghe sintetiche, anche se i consumi di allucinogeni e stimolanti nella fascia 15-19 sono lievemente cresciuti. Come emerge dalla Relazione annuale 2014 della Polizia di Stato, dal 1999 i decessi per intossicazione acuta da droghe in Italia sono calati da 1.002 a 344 nel 2013. E in Italia si è avuto un decremento maggiore rispetto agli altri Paesi europei.

Decessi

A essere calati sono sia i ricoveri ospedalieri per assunzione di droga, sia i decessi. «Si registra ormai da tempo un trend in decremento dei decessi droga correlati, con una riduzione più elevata in Italia rispetto agli altri Stati europei», si legge nella relazione della direzione centrale dei servizi antidroga. A fronte di 1.002 decessi riscontrati nel 1999, sono stati rilevati solo 344 decessi nel 2013. I decessi per intossicazione acuta da stupefacenti in Europa e in Italia hanno subito un’impennata negli anni Ottanta e primi anni Novanta. Ma in Italia il trend della mortalità evidenzia un andamento progressivamente decrescente.

Nel 2013 è l’Umbria la Regione con il più alto tasso di mortalità correlata all’assunzione di droghe, pari a circa tre decessi ogni 100mila residenti, seguita da Valle d’Aosta, Sardegna e Marche.

Per circa il 45% dei decessi registrati nel 2013 non è stato possibile rilevare la sostanza presunta che ha determinato il decesso. Nel 42,4% circa dei casi il decesso è stato ricondotto all’eroina, nell’8,4% circa alla cocaina, nel 3,8% al metadone e nel restante 2,4% ad altre sostanze come anfetamine, barbiturici e hashish. L’eroina si conferma, quindi, lo stupefacente che causa il maggior numero di decessi.

Nel 2012, gli incidenti stradali alcol-droga correlati sono risultati pari a 6.301, di cui 5.441 (86,4%) alcol correlati e 860 (13,6%) droga correlati. Si osserva un aumento marcato negli ultimi due anni nei valori legati all’alcol, pari a +4,4% per gli incidenti, a +32,0% relativamente ai deceduti ed infine a +6,3% per i feriti. Nello stesso periodo, relativamente agli incidenti legati al consumo di droghe, si rileva una diminuzione del numero totale dei feriti (-3,2%) e degli incidenti stradali (-2,9%), mentre il numero di decessi aumenta (+17,1%).  

Consumi

La Polizia di Stato dal 2003 monitora il consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti. La cannabis è molto cresciuta dal 2011 in poi, mentre la cocaina segna una costante contrazione fino al 2011, stabilizzandosi poi negli anni successivi. In calo costante l’eroina dal 2004. Gli stimolanti sono cresciuti negli ultimi anni, mentre per gli allucinogeni si osserva una lieve tendenza all’aumento dei consumi.

Se si confronta l’Italia con gli altri Stati europei, il nostro Paese è al 12esimo posto per consumo di cannabis e al decimo per consumo di cocaina. Per quanto riguarda l’eroina, l’Italia si colloca al quinto posto in Europa. I consumi di anfetamine ed ecstasy si collocano invece al 19esimo e 18esimo posto.

In base a uno studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 studenti di età compresa tra 15-19 anni, viene fuori che 23,46% ha fatto uso una o più volte di cannabis (21,56% nel 2013), l’1,58% di cocaina (2,05% nel 2013), lo 0,21% di eroina (0,36% nel 2013), l’1,36% amfetamine e-o ecstasy (1,35% nel 2013) e lo 2,03% di allucinogeni (2,13% nel 2013).

Il 2,2% della popolazione scolastica 15-19 anni riferisce di aver provato amfetamine ed ecstasy almeno una volta nella vita. L’1,4% ha utilizzato queste sostanze nel corso dell’ultimo anno, mentre il consumo di stimolanti nei 30 giorni antecedenti la compilazione del questionario è stato riferito dallo 0,7% degli studenti intervistati. Il consumo più assiduo di stimolanti (20 o più volte annualmente) è stato riferito dal 5,3% e dal 5,9% della popolazione studentesca rispettivamente maschile e femminile.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta