Ma gli aerei volano ancora sul Triangolo delle Bermude?

Visto il mito e la pericolosità dell’area, chiunque si sentirebbe di sconsigliarlo. La risposta, però, potrebbe sorprendere qualcuno

Forse può essere una sorpresa per qualcuno, ma gli aerei, sul Triangolo delle Bermude, continuano a volare. Anzi, sono anche molto numerosi. Per chi non ci credesse, basta andare su uno dei tanti siti che mostra le rotte aeree in tempo reale. (Ad esempio, questo). Risultato? Basta guardare la mappa sottostante:

Come è possibile? Prima di tutto, anche se si dibatte ancora sull’esatta collocazione geografica del Triangolo, si tratta comunque di un’area immensa: secondo le ricostruzioni più accreditate, il triangolo ha i suoi vertici a Miami, San Juan (Portorico) e l’isoletta di Bermuda. Più o meno un’area di un milione e centomila chilometri quadrati. Difficile che aerei e navi cerchino di evitarla, quando attraversandola risparmiano tempo e carburante.

La seconda ragione è che il triangolo delle Bermude, be’, è solo una leggenda. Secondo le statistiche il numero di incidenti avvenuti in quell’area è nella media di tutte le altre zone ad alta densità di traffico. Nessun mistero, nessun buco nero, nessuna attività paranormale. Solo il risultato di una serie di articoli insinuanti e suggestivi. Il primo risale al 30 settembre del 1950, ad opera di Edward Van Winkle Jones, per Associated Press. A questo si è aggiunto un pezzo, nel 1952, apparso su Fate, dove si elencano le varie sparizioni e incidenti avvenuti nell’area. Il mito nasce in questo momento, ma assume proporzioni globali con il libro di Charles Berlitz del 1974: Il triangolo delle Bermude, in cui utilizza il paranormale come spiegazione dei misteri, arrivando a parlare anche di Ufo.

Negli anni, il mito del Triangolo delle Bermude è andato scemando. Pochi ne parlano ancora. E l’ultima spallata arriva da questo bel video del National Geographic, dove la leggenda viene smontata, pezzo per pezzo.

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