Grande Fratello, Simonelli: "Non scomodiamo la sociologia, è solo mediocre commedia dell’arte"

Lo storico reality arriva quest'anno alla quattordicesima edizione, ma sono anni che non è più lo specchio dei cambiamenti del paese

Settembre è un po’ il Capodanno di radio e tv. Riparte il flusso di tutte quelle trasmissioni che ci avevano fatto compagnia sino all’avvento dell’estate. Tra queste ritroviamo anche grandi e (non sempre) graditi ritorni, primo su tutti Il Grande Fratello che lo scorso giovedì ha deciso di riaprire gli occhi sulla ‘casa catodica’ più famosa d’Italia, ormai traslocata in mezzo al Tevere. Risultati? Flop degli ascolti, qualità discutibile e mission di partenza andata a farsi benedire: su questo (e altro) cerchiamo di fare un focus in compagnia del Prof. Giorgio Simonelli, presenza fissa del celebre Tv Talk, brillante contenitore targato Rai Tre.

Ha ancora senso il Grande Fratello? Conduttrice e opinionisti sono adeguati al format? Qual è lo stato della televisione italiana, tra quiz, talent e reality? La parola a Simonelli.

Partiamo da lontano: ha senso fare 14 edizioni di un programma televisivo?
Non sono la persona più adatta a rispondere, considerato che il ‘mio’ Tv Talk è ormai giunto alla 15esima edizione. Scherzi a parte, posso dirti che avrebbe senso se il programma in questione fosse realmente uno specchio del Paese, con tutte le deformazioni del caso. La società italiana va da una parte, il GF da un’altra: in partenza era un format con le sembianze di un osservatorio sui cambiamenti di un popolo, già alla seconda edizione è diventato altro. Insomma, in questi termini, 14 anni di vita mi sembrano un po’ troppi, soprattutto perché non sussistono più né lo sprint, né la curiosità di partenza.

Per Mediaset un investimento importante anche per questa edizione. Gli ascolti promettono male. Non sarebbe stato meglio dirottare altrove queste risorse?
Di base credo si debba andare cauti con l’elemento audience. Ci vuole prudenza, questo flop iniziale significa qualcosa, ma non tutto. Aveva ragione Trapattoni: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. La storia della Tv è piena di programmi partiti in sordina e poi capaci di generare risultati lusinghieri. Hai ragione, il dirottamento delle risorse è sempre un fenomeno auspicabile, tuttavia la tv generalista ha costante bisogno di fare ascolti, in virtù di una concorrenza agguerrita. Investire nel GF è un errore a metà, perché vai quasi sul sicuro, una porzione di pubblico è comunque garantita.

La società italiana va da una parte, il GF da un’altra: in partenza era un format con le sembianze di un osservatorio sui cambiamenti di un popolo, già alla seconda edizione è diventato altro

Aldo Grasso ha scritto: “Ormai la realtà ha sorpassato il reality”. È d’accordo?
Mettiamola così, non capisco cosa intenda Grasso con questa dichiarazione. Lui è sempre stato un grandissimo sostenitore del Grande Fratello. Adesso siamo a un passo dalla stroncatura…

Nato come esperimento sociologico-televisivo, con tanto di psicologo al seguito, il GF punta ora su opinionisti come Malgioglio e Amendola. Non è come darsi la zappa sui piedi?
Più che Grande Fratello, per me è sempre stato un grande equivoco. Perché personalmente non ho mai digerito la definizione “fenomeno sociologico”. Si può parlare di sociologia quando il massimo espresso dalla prima edizione fu una gatta morta? (Marina La Rosa, ndr.)

..e quindi cos’era? Cos’è?
È sempre e solo stato un esempio – mediocre, tra l’altro – di commedia dell’arte. Mitigato o elevato, fai tu, dalla presenza di Daria Bignardi, abile a donare un buon tasso di intellettualità alla struttura narrativa del format. Insomma, un grande equivoco, ma anche un grande inganno, al quale tutti hanno collaborato, concorrenti, conduttori e autori. E ora uno come Malgioglio, dentro un contesto ricco di Arlecchini, Pulcinelle e Balanzoni, ci sguazza alla perfezione.

Il Grande Fratello è sempre e solo stato un esempio – mediocre, tra l’altro – di commedia dell’arte

Flop certo, certissimo, anzi probabile. La Marcuzzi non rischia di affondare con tutta la nave?
Conosciamo bene la Bignardi, è sempre stata una professionista intelligente, quanto accorta, calcolatrice. Ha saputo passare la mano quand’era il momento. Completamente diversa dalla Marcuzzi che, al di là della minore esperienza, si presenta come una giocherellona. Certo, un flop potrebbe mandarla fuori strada per un po’, proprio perché avrebbe maggiori difficoltà a riciclarsi rispetto a Daria.

Parentesi: Claudio Amendola opinionista al GF, così come a Miss Italia. Ha senso nel 2015 continuare con un concorso di bellezza?
Ti stupirò, ma io sono da sempre un sostenitore di Miss Italia! È normale che ogni paese porti avanti un concorso in grado di premiare la bellezza femminile. Non c’è nulla di male, purché si faccia tutto con buon gusto e buon senso. Il problema, casomai, è l’ipocrisia.

In che senso?
Spiegami dove sta scritto che la più bella d’Italia debba essere anche dotata di un elevato quoziente intellettivo. È una gara di bellezza, non di tiro con l’arco. Un campione olimpionico deve essere ferrato sul Nazismo? No! Non scherziamo, Miss Italia era e resta uno spettacolo popolare. L’importante, ripeto, è che non si scada nel trash o nella volgarità.

Restiamo su La7: prossimamente in onda Il Boss dei Comici, a ruota sarà seguito su Sky da uno show analogo condotto da Bisio. Insomma, si continuano a cercare talenti…
Sai, tra le idee malsane della tv questa dei comici è la più sensata. Mi sembra una cosa colma di buon senso: la tv generalista ha un assoluto bisogno di reclutare comici brillanti. E non dimentichiamo che la comicità è fatta di studio e di tempi teatrali, ben venga uno show del genere. Se pensi che qualcuno, in passato, ha dato vita a talent per scrittori e manager, quelle sì che erano follie.

Torniamo al Grande Fratello: immaginiamo una casa abitata dagli ‘scarti’ della tv di oggi, quali inquilini vedrebbe bene?
A riguardo ti do l’idea per un format: una casa o, meglio, un salotto, con gli scarti più ingiusti e curiosi degli ultimi anni: da Baudo a Luttazzi, il tutto con Renzo Arbore quale amministratore di condominio. Ne verrebbe fuori una moderna edizione di Quelli della notte. Avrebbe un successo straordinario, con share superiore a quello del GF…

Miss Italia è una gara di bellezza, non di tiro con l’arco. Un campione olimpionico deve essere ferrato sul Nazismo? No! Non scherziamo

Mica male. Torniamo alla prima puntata: tecnicamente non è un controsenso mandare la pubblicità ogni 20 minuti? È pur sempre un reality show…
Forse sì, ma non più di tanto. Ritengo sia meno dannosa rispetto ad altre interruzioni: molto peggio, ad esempio, nel caso del cinema e nella fiction. Il reality, dopotutto, necessita di una pausa, perché alla lunga rischia di diventare noioso.

..sarà noioso il Rischiatutto del suo amico Fabio Fazio? Magalli pronostica un flop…
Di certo si tratta di un progetto rischioso. Ma Fazio, che non ha bisogno di endorsement, è uno che sa fare la televisione, uno dei pochi maghi rimasti in circolazione. Ricordi Che Tempo Che Fa? Gli fu affidato quasi come punizione, dopo la nota fuga a La7. Punizione perché in onda sulla terza rete e in una fascia concorrenziale ai tg: insomma, tutto tranne che un’operazione semplice. Come è andata a finire lo sai.

A breve partirà anche Domenica In, con la sovrintendenza di Costanzo. Pippo Baudo, a riguardo, ha espresso forti perplessità.
Lo capisco, perché Maurizio avrà un piede in Mediaset e l’altro in Rai. La tv di stato non ci fa una bella figura. Tuttavia, tocca ammettere che siamo in piena emergenza: non si riesce a dare un senso alla domenica pomeriggio. I negozi restano spesso aperti, proprio perché la gente non sente più il bisogno di stare seduta al divano. Da questo punto di vista, Costanzo potrebbe essere come quell’allenatore chiamato a stagione in corso per dare una scossa alla squadra e portare a casa risultati dignitosi.

Magalli, Simona Ventura, Bonolis, Mammucari, Gerry Scotti. Non crede che questi, come altri, siano artisti sfruttati male?
Giocano tutti fuori ruolo, hai ragione. La colpa è degli allenatori, i direttori di rete. Minoli, a riguardo, era un grande allenatore. Alcuni di quelli che hai citato conducono quiz nel pre-serale: da anni mi chiedo perché gli stessi quiz siano stati espulsi dalla prima serata. Farebbero molto più ascolto di tanta altra roba in onda a quell’ora.