ReportageCulto e marketing: dentro la chiesa di Scientology a Milano

Corsi per conoscere i fondamenti del movimento, sale per incontri, apertura a eventi e organizzazioni esterne. Il lato “buono” della setta fondata da Hubbard mostrato ai milanesi

Campagne di sensibilizzazione e programmi di riabilitazione contro la droga, petizioni a sostegno dei diritti dell’uomo, consulenze pastorali per tutti i fedeli che ne facciano richiesta. A vederla così nessuno direbbe che si tratta di Scientology, quello che già nel 1991 il giornalista Richard Behar definì sulle pagine del Time “Il prosperoso culto dell’avidità e del potere” . Ma basta andare alla nuova chiesa di viale Fulvio Testi a Milano (la seconda in ordine di tempo nel capoluogo lombardo) per rendersi conto di come la controversa “associazione religiosa senza scopo di lucro” ce la stia mettendo davvero tutta per farsi benvolere dalla cittadinanza: collaborazioni con le istituzioni, corsi di istruzione e iniziative culturali. Sembrano vere e proprie campagne di marketing per tentare di normalizzare un’istituzione sulla quale, nella sola Italia, gravano condanne per truffa, circonvenzione di incapace, abuso della professione medica e pubblicità ingannevole

Non è un caso che la nuova Org (organizzazione ideale, come il fondatore Lafayette Ron Hubbard definì la chiesa di Scientology) milanese faccia bella mostra di sé in un quartiere periferico e degradato: ospitata nell’edificio (l’ex Philips, abbandonata per anni) di quattro piani distribuiti su 10mila metri quadrati, la chiesa non passa inosservata. La scritta “Scientology” appare a caratteri cubitali sul lato di viale Fulvio Testi e un’enorme croce a otto punte è appesa proprio sopra l’indicazione “chiesa di Scientology”. Non è da meno l’interno, dove su un cortile circolare si affacciano l’edificio principale, il caffè Milano Stars e la cappella che ospita 500 persone. «Solo in questa chiesa – spiega Annalisa Tosoni, scientologist di Milano – siamo 258 volontari. Ci alterniamo perché dopo l’inaugurazione, quando sono arrivati 8000 fedeli da tutta Europa, continuiamo ad accogliere le persone di passaggio: a loro mostriamo come funziona Scientology e cosa può offrire».

Sì, perché la grande hall del piano terra, più simile alla reception di un hotel a cinque stelle che all’ingresso di un luogo di culto, mette a disposizione sei postazioni video per raccontare, attraverso filmati alla Dmax, i fondamenti della religione.

Basta recarsi alla nuova chiesa di viale Fulvio Testi a Milano (la seconda in ordine di tempo nel capoluogo lombardo) per rendersi conto di come la controversa “associazione religiosa senza scopo di lucro” ce la stia mettendo davvero tutta per farsi benvolere dalla cittadinanza: collaborazioni con le istituzioni, corsi di istruzione e iniziative culturali

Su temi sociali come fecondazione assistita e fine vita Scientology sembra all’avanguardia: «Il primo punto del nostro credo è che tutti nascono con uguali diritti. Per questo, pur essendo a favore della vita in senso generale, pensiamo che l’individuo debba essere responsabile e possa scegliere da sé. Noi non imponiamo nulla: confidiamo nelle capacità acquisite da ciascun fedele durante lo studio dei testi»

Da una parte l’amatissimo L. Ron Hubbard (affettuosamente rinominato LRH), le otto dinamiche (impulsi alla sopravvivenza) e i 21 precetti (regole morali contenute nel testo di riferimento “La via della felicità”): teorie che danno l’idea di avere svecchiato e riadattato alla contemporaneità alcuni fondamenti del cristianesimo. Dall’altra parte le iniziative umanitarie e i programmi comunitari patrocinati dalla chiesa: si va dalla fondazione “Per un mondo libero dalla droga”, rivolto ai più giovani, all’organizzazione internazionale senza scopo di lucro “Uniti per i diritti umani”, che raccoglie firme per le petizioni. Fino a Narcon, il programma di riabilitazione dalle dipendenze che affianca al percorso spirituale la consulenza medica. E anche su temi sociali come fecondazione assistita e fine vita Scientology sembra all’avanguardia: «Il primo punto del nostro credo è che tutti nascono con uguali diritti. Per questo, pur essendo a favore della vita in senso generale, pensiamo che l’individuo debba essere responsabile e possa scegliere da sé. Noi non imponiamo nulla: confidiamo nelle capacità acquisite da ciascun fedele durante lo studio dei testi».

E dove si trovano questi testi? Sono disponibili gratuitamente per gli associati alla biblioteca del terzo piano e a pagamento per i più curiosi alla libreria del primo piano, fornita di qualunque materiale necessario per l’apprendimento e l’approfondimento dello studio di Scientology. Libri, dvd e cd dai colori sgargianti, anzi attraenti: non sembrano affatto noiosi. A loro si aggiungono veri e propri gadget (orologi, braccialetti e spille) con i simboli di Scientology: un gift shop a disposizione di chiunque voglia approfondire l’argomento in modo autonomo.

Per lo studio con i tutor, invece, bisogna spostarsi al secondo piano. Qui si può scegliere se seguire i corsi della Classe dell’età d’oro della conoscenza, con libri e conferenze registrate da L. Ron Hubbard che contengono le scoperte di Dianetcs e Scientology, oppure se frequentare l’Accademia, dove gli scientologist diventano, con una formazione specifica, auditor (consulenti spirituali). Il metodo di studio ricalca quello delle high school americane: classi piccole, proiezioni di filmati, lavori di gruppo e dimostrazioni pratiche, anche attraverso l’uso della plastilina.

Ma da dove vengono i finanziamenti per le campagne sociali, le attività sul territorio, il pagamento dei docenti e la produzione del materiale? «Tutto avviene tramite autofinanziamento – assicura la Tosoni – perché siamo orgogliosi di dire che non riceviamo sovvenzioni da nessuno»

L’obiettivo finale è quello di potere mettere in pratica la tecnica dell’auditing: lo si fa al quarto piano, dove si trova il centro di consulenza Hubbard con singole stanze di auditing. Qui viene usato lo stravagante attrezzo dell’E-meter (elettro-psicometro), un misuratore di carica elettrica collegato a due elettrodi che secondo gli studi di L. Ron Hubbard dovrebbe individuare turbamenti attuali e passati per poterli eliminare. Un supporto psichico per il quale Scientology ha avuto il buon senso di applicare, dietro a ogni apparecchio, la dicitura “L’E-Meter non è utilizzato né inteso per la diagnosi, la cura o la prevenzione di malattie”.

Per ultima c’è la cappella confessionale dove, ogni domenica, viene celebrata la messa: si tratta di una grande sala con pareti mobili, spesso adibita ad aula magna per eventi affini a Scientology ma esterni alla chiesa: «Ospitiamo volentieri le attività delle scuole, della protezione civile e delle istituzioni sul territorio – dice la Tosoni – È importante per noi farci conoscere nel quartiere e, per questo, distribuiamo materiale gratuito a chiunque voglia unirsi a noi».

Ma da dove vengono i finanziamenti per le campagne sociali, le attività sul territorio, il pagamento dei docenti e la produzione del materiale? «Tutto avviene tramite autofinanziamento – assicura la Tosoni – perché siamo orgogliosi di dire che non riceviamo sovvenzioni da nessuno». Mentre per i lavori di ristrutturazione dell’edificio di viale Fulvio Testi «ognuno di noi ha investito del proprio: c’è chi ha messo i soldi, c’è chi ci ha messo la ditta per fare i pavimenti, l’impianto idraulico, la pulizia. E poi ci siamo noi volontari, che a conclusione dei lavori abbiamo indossato le tute e abbiamo imbiancato di nuovo le pareti».

Niente male per una dottrina che tra i suoi precetti ha quello di “espandere la propria influenza, andar bene in modo palese, raggiungere il successo economico”.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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