La destra si organizza sotto la fiamma di Fratelli d’Italia. E Meloni sogna il Campidoglio

Nasce il comitato Terra Nostra, per allargare il consenso del partito alla società civile. Intanto FdI chiude le porte a Marchini e si candida a guidare Roma

Da una parte c’è la partita del Campidoglio, che Giorgia Meloni potrebbe affrontare da candidata sindaco. Dall’altra la riunificazione del centrodestra italiano, a cui gli eredi di Alleanza Nazionale sognano di partecipare da protagonisti. In attesa delle prossime sfide politiche, sotto le insegne di Fratelli d’Italia qualcosa inizia a muoversi. L’obiettivo è ambizioso. Da qui al prossimo congresso nazionale, che sarà convocato entro gennaio, FdI sogna di allargare il proprio consenso coinvolgendo diverse realtà della società civile. «Vogliamo tenere conto di tutte le energie che finora non abbiamo saputo attrarre, di persone che non si sono ancora avvicinate alla politica e magari vogliono farlo», racconta Meloni a Montecitorio.

Giorgia Meloni spiega: Vogliamo tenere conto di tutte le energie che finora non abbiamo saputo attrarre, di persone che non si sono ancora avvicinate alla politica e magari vogliono farlo

Nel frattempo si iniziano a porre le basi per le elezioni di primavera. Bocciata la candidatura di Alfio Marchini per Roma, gli esponenti di FdI chiedono un tavolo agli alleati per decidere insieme programmi e candidati. Inutile dire che il movimento di Giorgia Meloni sogna di poter guidare la Città Eterna. «Penso e spero che il centrodestra su Roma, ma in tutte le città importanti in cui si vota, riesca ad andare compatto. Perché c’è una partita interessante, si può vincere».

Sullo sfondo resta il centrodestra italiano. «È tutto aperto, tutto da ricostruire – continua l’ex ministro – Noi facciamo la nostra parte, dialogheremo con tutti quelli che vogliono fare opposizione seria a Renzi». Un passaggio importante sarà rappresentato dalla manifestazione di Bologna, organizzata dalla Lega Nord per domenica prossima. Mentre Silvio Berlusconi è ancora indeciso se partecipare o meno – ma ci sarà comunque una delegazione istituzionale di Forza Italia – Fratelli d’Italia assicura la sua presenza. E si prepara ad allargare il proprio consenso.

Con la partecipazione dell’ex grillino Rizzetto nasce il comitato Nazionale “Terra Nostra”. Non un partito parallelo, ma un soggetto che dovrà raccogliere l’adesione di chi, condividendo i principi politici, non si è mai avvicinato alle strutture di partito

Usciti vincitori dall’assemblea dei soci della fondazione Alleanza Nazionale, che ha riconosciuto a l movimento il ruolo di erede politico della destra italiana, gli esponenti di Fratelli d’Italia adesso provano ad aggregare quello che resta dell’area. Per riuscire nell’impresa è stato creato un apposito contenitore politico. È il comitato Nazionale “Terra Nostra – Italiani con Giorgia Meloni”. Non un partito parallelo, ma un soggetto che dovrà raccogliere l’adesione di chi, condividendo i principi politici, non si è mai avvicinato alle strutture di partito. Il progetto ha un importante valore anche simbolico. Nessuno dei promotori è iscritto a Fratelli d’Italia. Eppure ciascuno, con una storia politica ben precisa, rappresenta un ideale interlocutore a cui si rivolge il partito di Giorgia Meloni.

C’è Alberto Giorgetti, già esponente di An, che dopo la fine dell’esperienza del Popolo della Libertà ha aderito a Forza Italia. E con lui Giuseppe Cossiga, ex sottosegretario alla Difesa, da tempo fuori dal Parlamento. A Montecitorio si presenta anche Walter Rizzetto. Eletto nelle liste del Movimento Cinque Stelle, un passato nel Fronte della Gioventù, dallo scorso gennaio iscritto al gruppo misto. E l’avvocato Leopoldo Facciotto, “uomo delle professioni e del mondo dell’impresa”. «Terra Nostra – spiega Giorgia Meloni – è un’iniziativa tesa a fornire un contributo concreto al fine di allargare e riunire l’area che oggi ha in Fratelli d’Italia l’unica compagine politica forte di un proprio gruppo parlamentare e di strutture territoriali ormai capillari e in continua crescita». Il calendario è serrato. A fine novembre sarò organizzata la prima assemblea del comitato. Entro gennaio, poi, sarà indetto un congresso nazionale. Un evento che certifichi l’apertura del partito, avviando la “fase 2” del progetto Fratelli d’Italia.

La sfida più importante si giocherà a Roma. Giorgia Meloni è una delle candidate più probabili per rappresentare il centrodestra in Campidoglio. Dopo un’iniziale apertura verso l’indipendente Alfio Marchini, anche Silvio Berlusconi sembra essere tornato sui suoi passi

La sfida più importante si giocherà a Roma. Giorgia Meloni è una delle candidate più probabili per rappresentare il centrodestra in Campidoglio. Dopo un’iniziale apertura verso l’indipendente Alfio Marchini, anche Silvio Berlusconi sembra essere tornato sui suoi passi. «Io non ho nulla contro Marchini – spiega Meloni a Montecitorio – Ma ho chiarito che FdI non potrebbe sostenerlo perché è troppo inserito nelle dinamiche di potere della città e della nazione, perché è una persona organica al centrosinistra e alla sinistra». Il deputato romano Fabio Rampelli è d’accordo. «L’impressione è che spesso, dietro candidati “civici” si nascondano comitati d’affari».

A Roma i sondaggi sembrano premiare la presidente di Fratelli d’Italia. Ma non è ancora il momento di autocandidature. I vertici di FdI chiedono a Lega e Forza Italia un tavolo per discutere delle amministrative. «Dobbiamo partire dalle soluzioni, noi ne abbiamo» continua Rampelli. «Giorgia Meloni ha già dato la disponibilità ad essere capofila di un laboratorio per il riscatto della città, e questo a prescindere dalle candidature. Non si tratta di poltrone, ma non possiamo permetterci un altro Ignazio Marino. Adesso o mai più».