AdolescentiBullismo, a scuola tocca a un ragazzo su tre

La storia della 12enne di Pordenone che si è gettata dalla finestra è solo l’ultimo caso. Una ricerca di “Skuola.net” dice che il 72% degli intervistati ha subito violenze da parte di gruppi di compagni di scuola, soprattutto offline

Si butta dalla finestra perché vittima di bullismo: è successo a Pordenone, la ragazzina ha appena 12 anni. Fortunatamente l’adolescente non è in pericolo di vita, ma ha riportato numerose fratture e potrebbe essere interessata la colonna vertebrale. La ragione del gesto estremo sarebbe il pessimo rapporto con i compagni di classe: prima di gettarsi nel vuoto avrebbe infatti scritto due lettere, una per i genitori, in cui si scusava, e una indirizzata proprio ai compagni di scuola, dove avrebbe scritto: “Ora sarete contenti”.

Il bullismo continua così a fare le sue vittime tra i ragazzi. Il caso della ragazza di Pordenone non fa che sottolineare l’emergenza violenza nelle scuole. Durante una recente ricerca di Skuola.net su 15.268 adolescenti, svolta per la passata edizione della campagna educativa itinerante “Una vita da social” della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ben uno su tre aveva dichiarato di aver subito atti di violenza fisica o psicologica a scuola almeno una volta.

Dalla ricerca è emerso che i bulli agiscono soprattutto in gruppo (lo dichiara il 72% degli intervistati che hanno subito atti di bullismo) e generalmente gli insulti e le violenze avvengono offline: l’87% delle vittime è stato infatti preso di mira esclusivamente o prevalentemente nella vita reale. Tuttavia, il cyberbullismo – cioè il bullismo da web e social – risulta in crescita. Secondo la ricerca, sono per lo più le femmine e i ragazzi tra gli 11 ed i 13 anni a essere particolarmente esposti a questo tipo di violenza. Non è un caso che, per quanto riguarda il caso della ragazza di Pordenone, le forze dell’ordine stiano già indagando su messaggi e social network.

Dalla ricerca di Skuola.net è emerso poi un dato preoccupante: di bullismo non si parla abbastanza. Una vittima su tre non ne parla con nessuno. Il motivo è soprattutto la vergogna (30%), che purtroppo condanna l’adolescente al silenzio e alla solitudine, condizione che fin troppo spesso sfocia in reazioni estreme come quella di questo caso di cronaca.

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