Fermate Robocop e Terminator prima che aprano il fuoco

Oggi esistono robot in grado di individuare e colpire bersagli nemici senza alcuna necessità di controllo da parte di esseri umani. Ma i sensori e gli algoritmi percettivi di cui sono dotati non sano risolvere problemi decisivi

Sarà presto in produzione ED-209: il nuovo robot realizzato dalla multinazionale Omni Consumer Products. Si tratta del robot d’assalto bipede Enforcement Droid Series 209 dotato di tre cannoncini automatici e di un lanciarazzi.

Oggi oramai esistono veramente robot in grado di individuare e colpire bersagli nemici senza alcuna necessità di controllo da parte di esseri umani per i quali Il Dipartimento della Difesa USA, ha creato la categoria delle “armi autonome. Dopo i film di fantascienza sono già stati sviluppati i primi robot armati autonomi che sono già operativi.

La sentinella robotica SGR-A1, nata da una collaborazione fra l’Università di Seoul e la Samsung, viene già dispiegata dalla Corea del Sud per sorvegliare la zona demilitarizzata al confine con l‘irrequieta Corea del Nord.

L’SGR-A1 è dotato di un sofisticato sistema di Intelligenza artificiale che gli permette di interpretare i segnali dai propri sensori ottici, infrarossi, laser e radar, elaborarli, prendere decisioni “intelligenti” e mettere fisicamente in atto la risposta programmata.

Se attivata in configurazione automatica, l’arma autonoma della Samsung individua gli esseri umani fino a 3 km di distanza all’interno della zona demilitarizzata e decide autonomamente se distruggerli o meno. Nessuno è autorizzato ad entrare nella fascia demilitarizzata, perciò il riconoscimento di un bersaglio si riduce alla capacità di individuare oggetti in movimento e di comprendere se questi sono esseri umani oppure animali o vegetazione mossa dal vento.

Ma i sensori e gli algoritmi percettivi di cui è dotato il robot armato non sanno risolvere problemi decisivi. Ad esempio: Come potrebbero distinguere tra una pattuglia armata che tenta un blitz dietro le linee sudcoreane e famiglie di dissidenti nordcoreani che fuggono dal regime?

Inoltre, gli SGR-A1 non sono in grado di conformare il proprio comportamento alle Convenzioni di Ginevra, distinguendo fra un nemico ostile e un soldato ferito e innocuo oppure che si è arreso.

Questo non è il solo sistema d’arma autonomo in circolazione. Un altro esempio è rappresentato dai sistemi antimissile già installati sulle nuove navi della Marina Militare degli Stati Uniti: Sono da tempo in grado di individuare e colpire un oggetto volante in arrivo senza alcun intervento umano. L’esigenza di rendere la reazione automatica è dovuta alla necessità di abbattere i missili in arrivo nei pochi secondi utili che passano tra la prima rilevazione e il loro impatto. Ma l’intelligenza artificiale di cui sono dotati non permette loro di distinguere fra un aereo ostile e un aereo con difficoltà radio che impediscono di trasmettere il segnale codificato di riconoscimento..

La comunità scientifica internazionale ha avviato una campagna per una moratoria sulle armi autonome mirata a imporre una sospensione di qualsiasi attività finalizzata al loro sviluppo, al loro dispiegamento sul campo almeno fino a quando le stesse non saranno in grado di esercitare una efficace valutazione della situazione in cui si trovano e di rispettare i protocolli delle convenzioni connesse al diritto bellico.

Ma il dibattito internazionale si è presto spostato su iniziative più radicali. Dopo la campagna Stop Killer Robots del 2012, nel luglio del 2015 è stata pubblicata una lettera aperta per richiedere la messa al bando totale e preventiva delle armi autonome. Negli ultimi mesi è stata sottoscritta da più di 20.000 firmatari, tra i quali figurano 3.000 ricercatori nei settori dell’intelligenza artificiale e della robotica.

È vero che, nel breve periodo, la sostituzione dei soldati con dei robot sul campo di battaglia potrebbe diminuire il numero dei morti e superare le limitazioni percettive, cognitive ed emotive dei comuni soldati. Ma gli aspetti negativi sopravanzano abbondantemente i presunti vantaggi.

Regimi repressivi e gruppi terroristici ben organizzati potrebbero impadronirsi o dotarsi di armi come queste sul mercato illegale per lanciarle in operazioni non ufficiali o in attacchi terroristici. Questi robot dovranno essere integrati con meccanismi di autodistruzione e con componenti non riconducibili ai mandanti. Così, in caso di cattura, non sarà facile indurli a “parlare”…

Questa evoluzione da Robocop a Terminator (il film di James Cameron del 1984) non è limitata alla fantascienza: da anni diversi eserciti impiegano sistematicamente droni telecomandati armati. Ma l’intelligenza artificiale necessaria per renderli autonomi è dietro l’angolo se non già disponibile, almeno per compiti specifici.

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Linkiesta Paper Estate 2020