Breve catalogo degli amori proibiti

Dal prigioniero e il carceriere all’allievo e il professore, quali amori sono proibiti dalle leggi o dalla società

Milan Kundera intitolò una sua raccolta di racconti Amori ridicoli, perché se l’avesse chiamata Amori proibiti sarebbe suonato scontato, o come il titolo di un romanzo Harmony. La letteratura abbonda di storie d’amore che non si possono realizzare, ostacolate, impedite, proibite dagli uomini, dagli dei o dalle leggi, e che si realizzano lo stesso oppure sono destinate a tragici fallimenti (anche in questo, come in molti altri campi, i libri non danno certezze).

Le guardie e i prigionieri

D’altra parte, di amori proibiti è piena anche la vita, e a guardare le due gallerie di quadretti che ne emergono non si sa, come spesso è il caso, quale sia quella che offre i più strani. Prendiamo per esempio il caso di Renato Vallanzasca, il ladro (nonché pluriomicida) più famoso della storia italiana recente. Il 13 dicembre 1976 la sua banda rapì a Milano la sedicenne Emanuela Trapani, figlia dell’imprenditore Gaetano, che venne rilasciata poco più di un mese dopo dietro pagamento di un miliardo di riscatto.

A lungo si disse che tra i due ci fosse stata una relazione, nelle settimane della prigionia, ma si trattava probabilmente solo di un’invenzione della stampa, affascinata dalla reputazione di donnaiolo del criminale. Anche se questo esempio nostrano di sindrome di Stoccolma è un’invenzione, che dura però nell’immaginario collettivo, altri casi più recenti lasciano meno dubbi.

A Baltimora, nel 2013, un’indagine rivelò che un detenuto aveva avuto relazioni sentimentali con quattro guardie (e cinque figli)

Fece scalpore, nel 2013, quello di Tavon White, detenuto nella prigione cittadina di Baltimora, che si vantava di esserne il padrone. La sua banda controllava lo spaccio di droga e i movimenti di denaro all’interno del carcere e lui aveva fatto tanti soldi da potersi comprare una Mercedes e una BMW mentre era un carcerato.

Il dettaglio sorprendente era che White poteva controllare i traffici illeciti con la collaborazione di alcune guardie: secondo l’indagine governativa, aveva avuto relazioni sentimentali con quattro di loro – almeno due si erano tatuate il suo nome di battesimo – e cinque figli.

L’indagine federale ha coinvolto decine di persone e ha fatto emergere molti altri particolari, come la storia di un altro suo compagno di banda (la Black Guerrilla Family) che era stato l’amante di ben cinque guardie. A febbraio del 2015, White ha ricevuto una condanna a 12 anni di carcere per le sue attività dietro le sbarre. Se a qualcuno è venuto in mente Orange Is the New Black, qui siamo davanti alla stessa vicenda, ma sotto steroidi.

L’allievo e il professore

Gli amori tra detenuti e secondini sono insomma una realtà anche fuori dalle serie televisive, così come lo sono quelli tra professori e alunni, casi molto spesso problematici e spinosi, ma frequenti, che rimangono confinati per lo più alle pagine della cronaca locale.

Per la verità, nel caso di professori delle superiori la situazione giuridica è piuttosto complicata: l’art. 609 quater del codice penale punisce le relazioni sessuali con i minori di sedici anni, ma al di sopra di quella soglia la relazione consenziente – senza cioè “l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione” – non è facilmente perseguibile a livello penale. Resta la possibilità delle cause civili, oltre alla grave violazione della professionalità da parte del docente.

Nella letteratura, ad ogni modo, è un tema assai ricorrente. Non parliamo qui del caso di Lolita – che, essendo dodicenne nella finzione, è assai più estremo, e a ben vedere non è un’alunna di Humbert – ma per esempio di due dei romanzi americani più famosi degli ultimi anni: Stoner di J. E. Williams, in cui tra il protagonista e una sua allieva nasce una storia sentimentale delicata e profonda, o Le correzioni di Franzen, in cui Chip Lambert si rovina (anche) a causa di un affare con una sua studentessa.

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Bonus track: in Across the Sea, i Weezer descrivono una relazione dai toni malati, e per fortuna a distanza, tra un cantante e una sua fan diciottenne in Giappone. Qui la suonano in tour… in Giappone, appunto

Le classi sociali

Il rapitore e la vittima; il carceriere e il prigioniero; il professore e l’allievo; letteratura e cronaca forniscono molti casi di questi amori proibiti. Per secoli, invece, la linea di demarcazione tra l’amore lecito e l’amore impossibile è stata la differenza sociale.

Senza eccessive semplificazioni possiamo dire che la letteratura delle corti ha impostato il discorso amoroso intorno all’impossibilità per il trovatore di ricevere piena soddisfazione del suo desiderio per la signora, spesso la moglie del nobile da cui il poeta dipendeva per le sue fortune.

Per secoli, la linea di demarcazione tra l’amore lecito e l’amore impossibile è stata la differenza sociale

Gran parte del De amore di Andrea Cappellano, il fortunatissimo trattato sentimentale composto nella seconda metà del XII secolo, stabilisce le norme con cui si debbano relazionare amanti che provengano da classi diverse, l’uomo del popolo e la donna “gentile”, l’uomo “nobilissimo” e la donna nobile. Qualche secolo più tardi, il Don Chisciotte è un vero catalogo di amori resi difficoltosi o impossibili proprio per le differenze di nascita tra i due amanti: la ricca mora Zoraide e il povero cavaliere di León, la pastora Marcella e lo sventurato Crisostomo. Lo stesso don Chisciotte, che essendo hidalgo appartiene alla piccola nobiltà, sceglie per sua dama, nella sua follia, una contadina di nome Aldonza Lorenzo, che trasfigura in Dulcinea del Toboso.

Questo genere di amori proibiti è meno frequentato dalla letteratura negli ultimi tempi, ma rimane sottotraccia e riemerge qua e là. È ancora molto chiaro in Martin Eden di Jack London (1909) e poco dopo nei due romanzi più famosi di Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby e Tenera è la notte, ma da allora si ritrova con difficoltà.

Se volessimo lanciarci in una spiegazione sociologica, potremmo dire che il trionfo della società borghese e l’espansione della classe media, dopo la Seconda guerra mondiale, hanno rimosso questa causa di impossibilità dell’amore dall’immaginario collettivo.

Se lo ha tolto dai libri, però, non lo ha fatto dalla realtà: un dato interessante è che a quasi cinquant’anni dalla fine della segregazione razziale, negli Stati Uniti – segregazione che portava con sé chiare differenze sociali, oltre che etniche – solo il 12 per cento circa dei matrimoni erano misti nel 2013 (e coinvolgevano solo il 7 per cento dei bianchi). Anche in Italia ci si sposa sempre più nella stessa classe sociale.

E dunque, sono più gli amori proibiti nella vita o nella letteratura? La seconda ha nella manica l’asso di poter sognare l’impossibile, l’assurdo e il fantastico, come gli amanti alieni di Battlestar Galactica e alcune vere stranezze da galleria degli orrori come l’intero filone di libri erotici che ruotano attorno agli amplessi tra uomini e dinosauri (con titoli come Uno pterodattilo mi ha reso gay: in questo caso, oltre al buon gusto, si frappongono tra gli amanti la biologia e la storia). Ma qui siamo, appunto, agli amori ridicoli. La realtà è già seria e varia abbastanza.

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