David di Donatello 2016, la rivincita degli indipendenti

"Non essere cattivo" di Claudio Caligari e "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti con 16 nomination superano l'ultimo film di Sorrentino. La cerimonia in onda su Sky

L’anno zero delle produzioni indipendenti del cinema italiano inizia il 18 aprile 2016 alle 20.50 in diretta Sky, quando adrà in onda la cerimonia dei David di Donatello. Le nomination alle statuette di casa nostra sono la rivincita delle produzioni a budget ridotto: Non essere cattivo di Claudio Caligari e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti si presentano con 16 nomination, due in più di Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino che si ferma a 14.

A collegare i film di Mainetti e Caligari ci sono l’ambientazione romana e la sua provincia. Da un lato il lungomare di Ostia dove Vittorio e Cesare vivono di espedienti fra serate da sballo a base di coca e giornate che si trascinano. Dall’altro lato, Tor Bella Monaca dove Enzo si diletta in piccoli colpi, quegli che gli bastano per riempirsi il frigo di yogurt e il videoregistratore di cassette porno. Un immaginario che collega due generazioni di registi. Tutto l’opposto de La grande bellezza di Sorrentino, vincitore dell’Academy Awards 2014 come miglior film straniero.

A collegare i film di Mainetti e Caligari ci sono l’ambientazione romana e la sua provincia. Da un lato il lungomare di Ostia. Dall’altro lato, Tor Bella Monaca. Tutto l’opposto de La grande bellezza di Sorrentino

Dopo le esperienze dei cortometraggi Basette e Tiger Boy, l’esordiente Mainetti (classe 1976) ripropone in forma estesa la sua passione per il tema supereroistico e l’animazione giapponese. Lo chiamavano Jeeg Robot si ispira fin dal titolo all’opera del mangaka Go Nagai e ai robot che hanno invaso le reti italiane negli anni ’70. A prendere le parti dell’eroe Hiroshi Shiba c’è Enzo (Claudio Santamaria) che in fuga dalla Polizia si tuffa nel Tevere e cade dentro un bandone di materiale radioattivo. Ma sarà solo l’incontro con la vicina di casa Alessia a trasformarlo definitivamente in anti-eroe capace di sfondare un bancomat a mani nude.Il video della sua rapina fa il giro del web fino ad arrivare sotto gli occhi dello Zingaro (Luca Marinelli), il nuovo boss della zona. L’incontro-scontro fra i due ha il merito di definire un nuovo genere cinematografico: il superhero movie all’italiana.

Diversa, invece, la storia cinematografica di Claudio Caligari, morto a maggio 2015 dopo una lunga malattia. Non essere cattivo è il suo terzo e ultimo film, prodotto e distribuito postumo dall’amico Valerio Mastrandrea, che conclude la triologia iniziata proprio a Ostia con Amore Tossico del 1983 e continuata da L’odore della notte del 1998. Al centro della sua filmografia c’è sempre la periferia e i tipi umani che la popolano: criminali, tossicodipendenti, disoccupati legati da rapporti così stretti da sfociare nel morboso. Fra questi, spicca l’amicizia fra Vittorio (ancora una volta Luca Marinelli, vera e propria rivelazione del cinema italiano) e Cesare (Alessandro Borghi), che proiettano sul maxischermo il disagio giovanile alle prese con problemi quotidiani e la mancanza di strumenti per risolverli.

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