Farsi conoscere (e riconoscere) al Nord, Luigi Di Maio sbarca a Milano

Dopo Londra, tappa sotto la Madonnina per l'aspirante leader M5S per un pranzo sui temi della politica internazionale

Era in missione istituzionale come vicepresidente della Camera, non per conto del Movimento 5 Stelle. Ma intanto Luigi Di Maio questa settimana a Londra ha iniziato a girare fuori dai circoli politici nostrani, sognando quel ruolo di candidato premier che sembra mediaticamente già ritagliato a sua misura. Giovanissimo per gli standard nazionali, abile comunicatore, rassicurante in quel ruolo formale svolto sempre in giacca e cravatta nella gerarchia di Montecitorio, Di Maio ha davanti a sé un’agenda fittissima di impegni che lo porterà anche a Parigi e a Berlino, agenda resa ancora più interessante dalla recente dolorosa scomparsa del co-fondatore del Movimento, Gianroberto Casaleggio. Proprio nella Milano di Casaleggio, l’enfant prodige grillino, 29 anni, da Avellino, ha debuttato in queste ore, dopo il viaggio a Westminster, nel ruolo di aspirante leader nazionale.

Primo appuntamento, una colazione riservata all’Ispi, l’Istituto di studi di politica internazionale, che è fra i principali think tank europei, dove il potere è solito passare per tessere relazioni, condividere informazioni geopolitiche, scambiare opinioni, dare lezioni agli studenti che si preparano a una carriera diplomatica. Il presidente è Giancarlo Aragona, già ambasciatore italiano a Mosca e a Londra. E presidente onorario è l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, non proprio un amico dei 5 Stelle, visto che non più di una settimana fa lo stesso Di Maio ha annunciato di volerlo querelare insieme a Matteo Renzi per aver invitato a non votare il referendum sulle trivelle.

Giovanissimo per gli standard nazionali, abile comunicatore, rassicurante in quel ruolo formale svolto sempre in giacca e cravatta nella gerarchia di Montecitorio, Di Maio ha davanti a sé un’agenda fittissima di impegni che lo porterà anche a Parigi e a Berlino

Il vicepresidente della Camera ha salito le scale di Palazzo Clerici, la storica sede dietro piazza Cordusio, che conserva anche affreschi del Tiepolo, all’ora di pranzo. Una trentina di commensali: membri del cda dell’Ispi (anche se big come Gian Maria Gros Pietro, Marco Tronchetti Provera, Emma Marcegaglia e Monica Maggioni non si sono visti) e di enti e aziende collegate. Domande e risposte sui temi internazionali riservati, ovviamente. Tema principale, però, le sfide dell’Europa, il terreno congeniale alle richieste di cambiamento formulate da movimenti come quello pentastellato, ma su cui tutta la politica è chiamata a misurarsi.
Di Maio si è aggiunto così a una serie di altri leader politici che sono stati invitati in questi anni all’Istituto di politica internazionale milanese. Anni fa, quando era appena diventato segretario della Lega Nord, fu invitato per esempio Roberto Maroni. Negli ultimi mesi sono passati invece fra gli altri i presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Il personaggio Di Maio viene studiato.

Dopo Palazzo Clerici, Di Maio è rispuntato qualche ora dopo nella mitica via Gluck accanto alla Stazione Centrale di Milano (a metà strada, in via Morone, c’è la sede della Casaleggio Associati ora in mano all’erede Davide), dove non c’erano feluche e imprenditori ad aspettarlo, ma attivisti grillini e giornalisti. E’ infatti lui il primo leader del Movimento 5 Stelle a presentare ufficialmente il candidato sindaco Gianluca Corrado e a benedirne la corsa, anche se la campagna sarà tutta improntata all’ascolto della base, specie dopo lo scivolone della candidatura di Patrizia Bedori.

Un primo approccio, dunque, con Milano. Di Maio, che finora è stato concentrato soprattutto al Sud, deve conoscere e soprattutto farsi conoscere ovunque dalla base grillina.

Di Maio ha tenuto di fatto un comizio, prima di spostarsi in un’altra parte di Milano, in corso Sempione, zona Arco della Pace, per un aperitivo con i sostenitori. Stessa zona e stessa formula (più o meno) scelta qualche giorno prima dal milanesissimo segretario della Lega, Matteo Salvini, che ai 5 Stelle vuole disputare spazio e consensi.

Un primo approccio, dunque, con Milano. Di Maio, che finora è stato concentrato soprattutto al Sud, deve conoscere e soprattutto farsi conoscere ovunque dalla base grillina. Mediaticamente ha una sua statura. Nel Movimento ha una sua credibilità. Lui stesso in un’intervista al Tg1, dopo la morte di Casaleggio, ha dichiarato che «probabilmente ci saranno le elezioni Politiche nel 2017 e ci saranno quindi le votazioni (della Rete, ndr) per decidere il candidato leader: se si dovesse decidere che sono io, sono pronto a prendermi la responsabilità». Ma prima che accada, Di Maio sa che deve evitare di passare per ambizioso e troppo concentrato su se stesso. Giornate come quella milanese possono servire a contenere quelli che vorrebbero fargli la fronda e che da quelle parti sono agguerriti: la giacca e la cravatta e le missioni istituzionali non piacciono sempre a tutti quelli che vorrebbero fare la rivoluzione.