I datori di lavoro sognati dagli italiani? Sono Ferrero, Apple e Maserati. Le tre aziende sono le vincitrici della sesta edizione del Randstad Award, il riconoscimento assegnato ogni anno dall’agenzia per il lavoro Randstad. Lo studio, condotto su oltre 200mila persone in 25 Paesi, ha registrato quanto e per quali fattori le imprese sono capaci di attirare chi cerca lavoro o chi vuole cambiarlo. Per l’Italia, tra settembre e dicembre 2015 sono state intervistate oltre 7mila persone tra i 18 e i 65 anni. A loro è stata posta una domanda: “Dove vorresti lavorare?”. Fornendo tra le possibili risposte una lista di 150 aziende con oltre mille dipendenti con sede in Italia attive in 14 settori diversi.
Dai risultati dell’indagine, Ferrero risulta l’azienda italiana più attrattiva come datore di lavoro da parte dei potenziali dipendenti, con il 76,5% delle preferenze. La multinazionale nata ad Alba è al primo posto per sicurezza del posto di lavoro, atmosfera di lavoro piacevole, buon equilibrio tra vita professionale e privata, responsabilità sociale d’impresa. Al secondo posto si posiziona Apple con il 75,4% di preferenze dei lavoratori italiani. L’azienda di Cupertino è la più attrattiva in particolare per buone condizioni economiche della società, formazione di qualità, opportunità di carriera, forte gruppo manageriale, contenuto di lavoro interessate, stipendio competitivo e benefit. Maserati è la terza azienda più ambita dai potenziali dipendenti italiani, scelta dal 72,3% di lavoratori.
Ferrero primeggia nel nord e nel sud del Paese, Apple nel centro, Maserati nelle isole. L’azienda della Nutella è il datore di lavoro più ambito dalle donne, mentre la casa automobilistica è preferita dagli uomini. Ferrero primeggia anche tra i lavoratori di quasi tutte le età e livelli di istruzione.
Ferrero primeggia nel nord e nel sud del Paese, Apple nel centro, Maserati nelle isole. L’azienda della Nutella è il datore di lavoro più ambito dalle donne, mentre la casa automobilistica è preferita dagli uomini
Cosa cercano gli italiani in un datore di lavoro
Il fattore più importante ricercato in un datore di lavoro tra i primi cinque segnalati dai potenziali dipendenti è rappresentato dalla retribuzione, indicato dal 55% degli intervistati, seguito dalla sicurezza del posto di lavoro (53%) e dall’atmosfera di lavoro piacevole (49%). Poi vengono un buon equilibrio tra vita professionale e privata (43%), buoni condizioni economiche dell’azienda (41%), crescita di opportunità di carriera (38%), contenuto di lavoro interessante (35%), un luogo di lavoro comodo da raggiungere (30%), formazione di qualità (29%) e lavoro flessibile (28%).
Ma ci sono delle differenze di genere: le donne ricercano maggiormente sicurezza del posto, atmosfera piacevole e equilibrio vita professionale-privata, mentre gli uomini sono più attenti alla solidità finanziaria, alle prospettive di carriera e alla formazione. I giovani invece sono più orientati alle opportunità di carriera, alla formazione di qualità e all’atmosfera di lavoro piacevole, mentre i più anziani guardano con attenzione alla stabilità finanziaria dell’azienda e alla sicurezza del posto di lavoro.
I settori in cui gli italiani vorrebbero lavorare sono soprattutto fashion e lusso (58,8%) media (58,4%) ed elettronica (56,9%). Se le donne sono decisamente più attratte dalla moda, gli uomini preferiscono l’elettronica. I lavoratori con livello di istruzione oltre il master sono orientati invece verso i media.
I settori in cui gli italiani vorrebbero lavorare sono soprattutto fashion & luxury (58,8%) media (58,4%) ed elettronica (56,9%)
La flessibilità del posto di lavoro
La ricerca del Randstad Award ha indagato anche l’opinione degli italiani sulla flessibilità del posto di lavoro, da cui emerge che – sebbene in base al contratto i dipendenti dovrebbero lavorare in media 41 ore a settimana per il tempo pieno e 29 ore in media a settimana per il part time – i dipendenti lavorano in media 42 e 31 ore a settimana per tempo pieno e part time. Circa un terzo degli italiani, in maggioranza uomini, dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana. Il 46% dei dipendenti è soddisfatto del proprio orario di lavoro attuale, mentre il 45% lavorerebbe di più per uno stipendio più alto e il 2% lavorerebbe di più per la stessa retribuzione. Il 7% lavorerebbe di meno guadagnando di meno.
Le principali motivazioni per lavorare meno sono più tempo libero per sé (74%) e una vita più sana e meno stressante (58%). Dopo vengono l’esigenza di più tempo da passare con i figli, più tempo da dedicare a sport e hobby, più tempo per scuola, studio, formazione, ma anche la volontà di prendersi cura di un familiare, di fare volontariato a scopo sociale o di avviare un’attività in proprio.
Non solo. Ben il 67% dei lavoratori italiani sarebbe disponibile a un orario di lavoro più flessibile. Tra questi, il 44% sceglierebbe un orario giornaliero flessibile, il 16% più ore al giorno per una settimana più corta, il 7% giornate lavorative flessibili. Gli orari flessibili sono apprezzati più dalle donne che dagli uomini, più da impiegati che da operai, con una maggiore incidenza tra lavoratori maturi e con alto titolo di istruzione. Lo smart working, quindi, diventa un’opportunità sempre più praticabile per i lavoratori. E le tecnologie, ormai, lo permettono. Le aziende sono avvisate.