Dopo la legge sulle unioni civili è caccia al voto conservatore

Da Mario Adinolfi a Salvini a Quagliariello a Gasparri, ecco chi cavalcherà la protesta contro le unioni civili a fini elettorali

Difficile dire quanti voti sposterà la nuova legge sulle unioni civili, che la maggioranza che sostiene il Governo Renzi ha approvato in via definitiva con l’ennesimo voto di fiducia. Ma è un fatto che c’è un’area politica che cercherà di sfruttare l’opposizione a questa riforma per consolidare la sua identità e cercare di contare qualcosa in future alleanze.
Chi più direttamente ci ha scommesso, in vista delle Comunali del 5 giugno, è Mario Adinolfi, uno degli animatori del Family Day, che ha presentato un simbolo elettorale in diverse città italiane. Le sue liste rispondono all’acronimo di Pdf, il Popolo della famiglia. Il disegno stilizzato di mamma, papà e due figli che si tengono per mano, accompagnano lo slogan contro “il gender nelle scuole”. Un programma lungo ma basato su un certo radicalismo cattolico che da tempo mancava in una competizione ufficiale. Non si sa quanto potrà contare a livello di voti, ma di certo il Pdf ha scelto una sua collocazione precisa: nel solco del centrodestra

Non si sa quanto potrà contare a livello di voti, ma di certo il Popolo Della Famiglia ha scelto una sua collocazione precisa: nel solco del centrodestra

Diviso dalla questione generazionale, dalle dispute sulla nuova leadership e dal rapporto con la leadership di Matteo Renzi, il centrodestra sembra infatti ritrovare una ragione identitaria nella crociata contro le unioni civili. A parole sono tutti per “dare più diritti a tutti”. Anche alle coppie omosessuali, certo. Ma nei fatti l’approvazione della Cirinnà, pur alleggerita rispetto al disegno di legge iniziale, senza per esempio la cosiddetta stepchild adoption, è diventata la bandiera di uno schieramento conservatore che accomuna i fratelli-coltelli (anche se non tutti) di una famiglia un tempo meno interessata alle questioni etiche.
La linea più intransigente è quella della Lega Nord. La segreteria di Matteo Salvini, a dire il vero, era partita all’insegna del disinteresse verso questioni che, in fin dei conti, interpellano la coscienza delle persone. “Non sono un buon cattolico, so solo che lo Stato non dovrebbe entrare nella camera da letto dei cittadini”, la linea tenuta da Salvini sin dall’inizio. Ma la demarcazione netta fra amici e nemici imposta dalla sua proposta politica – che vuole differenziarsi da quella di Matteo Renzi in tutto e per tutto – lo ha spinto a prendere una posizione nettissima: i sindaci della Lega sono stati chiamati a fare obiezione di coscienza. Anche perché, si potrebbe malignare, in questo modo il segretario della Lega può occupare un’ulteriore spazio lasciato libero da Silvio Berlusconi, che ha sempre tenuto una linea morbida sull’estensione dei diritti alle coppie omosessuali, che anzi ha spesso sostenuto.

Alla fine chi, nel centrodestra, potrebbe pagare di più alle Comunali l’approvazione della legge sulle unioni civili è l’Area Popolare, di Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Paradossalmente, i cattolici che si sono spesi di più per mediare in Parlamento sulla Cirinnà

C’è tutta un’area della Lega che si riconosce in questa posizione di cattolicesimo militante e rigorosa difesa del ruolo della famiglia tradizionale e dell’identità culturale, che è vicina alle ragioni non solo dei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni ma anche a quell’area di centro che, in altre occasioni, non amerebbe di essere accostata alla linea di Salvini. Se ci sarà un referendum per l’abrogazione della legge sulle unioni civili, lo sosterranno anche personaggi come Gaetano Quagliariello, Carlo Giovanardi, Maurizo Gasparri, Maurizio Sacconi. Presidente del comitato sarà Eugenia Roccella, già portavoce del primo Family Day, poi deputata del Pdl e sottosegretaria nei Governi Berlusconi.
Alla fine chi, nel centrodestra, potrebbe pagare di più alle Comunali l’approvazione della legge sulle unioni civili è l’Area Popolare, di Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Paradossalmente, i cattolici che si sono spesi di più per mediare in Parlamento sulla Cirinnà: la mediazione mal si accompagna con l’integralismo. Si vedrà nelle prossime settimane se questa fiera opposizione alla nuova legge sia o meno in sintonia con il sentimento della società. Che spesso su questi temi sa sorprendere la politica.

Twitter: @ilbrontolo

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