TaccolaIl maschio tradizionale? Ormai lo trovi solo sulle riviste di ricambi auto

Che si parli di pasta, di auto o di profumi, i cliché sull’uomo tradizionale resistono solo come parodia. Tranne che sulle riviste di meccanica e dintorni: dove regnano ancora i messaggi di potenza e leadership e dove la donna è ancora trattata come una preda sottomessa, possibilmente nuda

Immaginate l’antro di Efesto, sotto l’Etna. Lì dove il rude e deforme dio del fuoco lavorava e sudava, andava a trovarlo la sua stupenda e fedifraga Afrodite. Di lei aveva bisogno, tutto sporco com’era, per creare il bello. Oggi Efesto è in officina. Tra le chiavi da 12 e gli svitabulloni trovi ancora i calendari con le pin-up. Niente crisi del maschio moderno tra le morse e le pinze. O almeno nessuna voglia di ammetterlo. A quel pubblico si rivolgono le uniche pubblicità che, sui media di oggi, fanno ancora riferimento al maschio di una volta, quello tutto d’un pezzo, predatore sessuale, disposto a seguire un capo purché potente e a sua volta bisognoso di ostentare la propria virilità. O che magari ha bisogno di un incoraggiamento, perché l’azienda è in crisi, ma di tipo vigoroso, come una pacca sulle spalle alla Canavacciuolo. Non ci credete? Guardate un piccolo esempio di pubblicità estrapolate da riviste di meccanica, ricambi auto e movimento terra.

Niente crisi del maschio moderno tra le morse e le pinze. O almeno nessuna voglia di ammetterlo. Al pubblico dei meccanici si rivolgono le uniche pubblicità che, sui media di oggi, fanno ancora riferimento al maschio di una volta, quello tutto d’un pezzo, predatore sessuale, disposto a seguire un capo purché potente e a sua volta bisognoso di ostentare la propria virilità

A un tale modello di maschio parlano anche le foto con donne che si ritrovano nelle stesse riviste, con differenze tra i settori che vedono spiccare per cattivo gusto quello dei ricambi d’auto. Donne avvolte dalle fiamme, sedute sulle motoseghe o trapani, appoggiate a delle scarpe antinfortunistiche. Seminude o del tutto nude, sottomesse, disponibili, prede a disposizione dei cacciatori. Nella migliore delle ipotesi richiami anacronistici ad angeli del focolare. Un mondo praticamente senza sfumature, senza ironie (se non involontarie) né conti fatti con il presente. In una parola, sessista.