Caos Twitter, sospendono per sbaglio l’account del Ceo

Per quindici minuti è scomparso l’account di Jack Dorsey. Di colpo sono partite le speculazioni e le battute della rete: forse anche lui è un membro dell’alt-right? Certo che no, è stato un errore. O forse un tentativo, fallito, di fuga

C’è molta confusione sotto il cielo di Twitter, tanto che sono riusciti a sospendere per sbaglio l’account di Jack Dorsey, il loro Ceo. Non è un bel periodo: prima la crisi economica, poi le fake news, poi il problema degli account dell’alt-right. Adesso anche il fuoco amico.

È tutto successo nella notte (ora italiana) di martedì 23 novembre, quando a un certo punto, senza nessun annuncio né motivazione, l’account di Dorsey è sparito nel nulla. È tornato dopo ben 15 minuti di assenza, con grande stupore di tutti. Cosa era successo? Semplice: un errore tecnico. Questa, almeno, è la spiegazione ufficiale fornita dallo stesso Dorsey in un tweet

(I superappassionati di tech avranno senza dubbio notato la citazione del primo tweet della storia)

Chi però non si rassegna a questa banalità del male e sogna versioni complottiste, ha già avuto modo di spremersi le meningi. Sono stati i russi? I cinesi? Chi ha guidato l’attacco hacker? E se non sono stati gli hacker, allora vuol dire che è stato censurato: ma come, anche Dorsey è un esponente dell’alt-right? Oppure si è ritrovato avviluppato dal suo stesso algoritmo? Oppure – ed è la tesi più romantica – voleva solo twittare di nuovo quella frase. Per romanticismo, o per un nuovo inizio.

Cosa sia successo, non è chiaro. Nemmeno si sa cosa stesse bollendo in pentola nei quartieri generali. Forse non c’è mai stato nessun errore tecnico e il povero Dorsey, dopo tutti questi anni, ha deciso di togliersi per un po’. Per riassaporare almeno 15 minuti di libertà, di vita autentica, senza doversi sorbire l’ennesimo tweet di qualche hater.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta