Alto potenziale ma molti rischi: la guida per investire nei mercati emergenti

Negli ultimi cinque anni il comparto azionario dei Paesi emergenti ha deluso rispetto a quello dei Paesi sviluppati. Sull’andamento pesano numerosi, legati alla Cina e a Trump. Ma ci sono anche molte opportunità da cogliere

Negli scorsi cinque anni il comparto azionario dei Paesi emergenti ha deluso rispetto alla controparte sviluppata. Secondo i dati di Bloomberg, tra la fine del 2011 alla fine del 2016, l’indice Msci World Equities ha reso il 108%, mentre lo Msci Emerging Market Equities solamente il 33% (entrambe le performance sono espresse in euro). Sull’andamento futuro di questi mercati, inoltre, pesano numerosi rischi, legati soprattutto alle incognite dell’economia cinese e agli effetti delle annunciate politiche protezionistiche di Trump.

Tuttavia, ci sono anche segnali positivi: gli utili attesi sono migliorati per gli emergenti nell’ultimo anno (contrariamente ai precedenti cinque), il che suggerisce che forse gli investitori hanno cominciato a vedere con maggior favore questa asset class. I mercati emergenti sono maggiormente sottovalutati rispetto all’azionario globale, anche se non rispetto alla loro storia passata (lo stesso discorso però vale anche per l’equity sviluppato). I mercati azionari emergenti potrebbero in sostanza essere un investimento di buon valore per coloro che sono preparati a gestirne il rischio.

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