Corea del Nord, niente panico per chi investe

Nelle ultime settimane sui mercati non c’è stata la vendita delle asset class più rischiose, le valutazioni non sono scese, la volatilità non è salita. Gli investitori non credono al “cigno nero” di una guerra atomica. Il consiglio: prudenza ma senza ridursi all’inazione

STR / KCNA via KNS / AFP

Le tensioni tra la Corea del Nord e il resto del mondo non si abbassano e non si intravede ancora una via d’uscita alla crisi. Tuttavia i mercati hanno reagito come se non volessero prendere in considerazione la peggiore delle ipotesi sul campo. Non abbiamo visto nelle ultime settimane una vendita delle asset class più rischiose, le valutazioni non sono scese e anche l’aumento della volatilità che ha caratterizzato la seconda metà di agosto non è durato a lungo.

Il consiglio di Moneyfarm: evitare di caricarsi di asset class rischiose, senza però focalizzarsi sulla crisi coreana, che tra l’altro non è l’unico elemento di preoccupazione presente in giro per il globo. Cautela in questa fase è la parola d’ordine per costruire una strategia che permetta di sfruttare i dati macro incoraggiante nel medio periodo.

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Ci sono dei limiti alla diversificazione del rischio, almeno finché non saremo in grado di diversificare su un altro pianeta

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