Las Vegas, sparatoria durante un festival country

Uomini armati hanno aperto il fuoco contro la folla dall'hotel Mandalay, sullo strip di Las Vegas. Secondo la polizia l’assalitore, un 64enne del Nevada, si è ucciso. Nella stanza d’albergo da cui ha sparato aveva dieci fucili

David Becker / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

Sale drammaticamente il conto dei morti a Las Vegas, dove un assalitore ha sparato sulla folla durante un festival di musica country. Ci sono almeno 50 morti e 400 feriti. Si tratta della più grave strage mai avvenuta negli Usa, superando quella di Orlando del giugno 2016. Ad agire sarebbe stato solo un uomo di 64 anni, chiamato Stephen Paddok, già noto alla polizia. L’attentatore è stato trovato morto e secondo quanto riportato dalla polizia, si è ucciso. Era in una stanza del 32esimo dell’albergo dell’hotel Mandalay, sullo strip di Las Vegas, da cui ha sparato. La polizia vi ha trovato dieci armi da fuoco.

Le persone colpite stavano assistendo alla serata finale di un festival di musica country di tre giorni, il Route 91 Harvest.

Stephen Paddock era di Mesquite, in Nevada. Viveva nella stessa abitazione di Mary Lou Danley, un donna asiatica rintracciata dalla polizia dopo una fuga. Dopo un interrogatorio non è più sospettata di avere una responsabilità nella sparatoria.

Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto. Nel pomeriggio, verso le 16 ora italiana, è l’Isis tramite l’agenzia di stampa Amaq dello Stato Islamico ha rivendicato l’attacco. Secondo uno dei due comunicati rilasciati, l’attentatore si sarebbe convertito all’Islam qualche mese fa. Non ci sono né prove né conferme da parte delle autorità Usa.

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