Altro che Ipod e Ipad, ecco cosa regalare ai vostri figli per Natale

Un metodo semplice (e radicale) per staccare i vostri figli dal manicomio del cellulare. L’abbiamo provato, e funziona

Ora vi spiego cos’è la libertà. La libertà è quell’ago di paura che ti perfora da parte a parte, dal palato alla pianta del piede, quando perfori il bosco, di notte. La notte, nel bosco, è liquida. Striscia, ti si struscia sui pantaloni, guizza, picchia. Finalmente, hai la libertà di sentirti preda. Ogni cosa, nel bosco, di notte, ne sa più di te – ha occhi che ti puntano addosso, ti denudano. Qualcuno ti pregusta. L’occasione. Mio figlio fa gli anni. 14 anni. Età bastarda. Puoi leggergli tutti i giorni La città di Dio o inculcargli in testa che non esiste libro più rivelativo di Cuore di tenebra: lui ti guarda con occhi incendiati, ride, se ne sbatte, torna al manicomio del cellulare. “Devo rispondere ai messaggi”, dice. Cazzo, dico io, manco ti stessi messaggiando con Donald Trump. Segue: estorsione del cellulare, obbligo alla lettura, lettura della stessa pagina del Signore degli Anelli da almeno un paio di anni in qua. I genitori lo sanno. Nonostante le buone intenzioni, il mondo ti fotte, cannibalizza i figli. I genitori, d’altronde, spesso sono peggio dei figli, sono i vampiri del perbenismo, rimbambiti dai social, rintronati da WhatsApp. Mio figlio fa gli anni e io gli propongo: gita nel bosco. Appennino toscoemiliano, boschi Casentinesi: alcune guide forestali portano piccoli gruppi (non più di dieci persone) nel bosco, di notte, ad ascoltare gli ululati dei lupi. Mio figlio rabbrividisce. Non per l’idea in sé, che lo galvanizza – ma… li vediamo i lupi?, fa lui, e che ne so, non è mica un videogame, dico io. L’idea di passare una giornata intera con il papà lo tramortisce. Posso invitare degli amici? Va bene. Partiamo in quattro. Tre adolescenti che proferiscono minchiate, riempiendo di fango vocale la mia macchina. Urlo. Li riprendo. Gli dico, ‘voi, voi siete la causa del tramonto dell’Occidente, siete voi che ogni giorno, ogni minuto preferite la stronzata di uno youtuber qualunque a leggere Dostoevskij, Conrad, Dylan Thomas, siete voi che state mandando a puttane tre millenni di vertiginosa cultura, redimetevi, cazzo, aprite gli occhi, coglioni!’.

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