La Grecia vede la luce in fondo al tunnel ma non importa a nessuno

L’Economist dal 2010 ha dedicato nove copertine alla crisi della Grecia. Ora che Pil è tornato positivo e il rendimento dei titoli di stato è ai minimi da oltre 10 anni non ci sono copertine a celebrare la svolta

La prima volta è stata nel maggio 2010: l’Economist titolava “Acropolis Now”, durante lo scoppio della crisi del debito pubblico greco. Da allora, in sette anni, il settimanale economico ha dedicato altre otto copertine alla crisi della Grecia. Oggi il quadro economico, pur con fortissimi strascichi dal punto di vista sociale, sta mutando. Il prodotto interno lordo è tornato a essere positivo, la disoccupazione è in discesa, il rendimento dei titoli di Stato è ai minimi da dieci anni. Tuttavia, questi progressi non trovano spazi nelle copertine.

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L’economia greca mostra finalmente segnali di ripresa su Pil, disoccupazione, rendimento dei titoli di Stato. Ma di questi progressi non c’è tracce sulle copertine dell’Economist

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