Politica & popcorn Ogni frase, un tweet: così il discorso di fine anno di Mattarella è stato il più social di sempre

Se ogni frase del discorso di fine anno del presidente rientra in un tweet, non è un caso. Bensì una mossa linguistica ben precisa perché ciò che diceva fosse ”condivisibile” al massimo. E così, in effetti, è stato (e non solo sui social)

Filippo MONTEFORTE / AFP

Negli ultimi giorni si è parlato tantissimo del discorso di Mattarella. Titoli di giornali lo descrivono come il più apprezzato degli ultimi anni, sicuramente il più gradito dal 2015, anno in cui Sergio Mattarella è diventato presidente. Questa lettura è stata consolidata dalla diffusione, da parte dell’Ufficio Stampa del Quirinale, di una nota in cui si elencano i dati degli utenti raggiunti sui social network dalla copertura live del discorso (si parla di 3 milioni su Twitter); in seguito, si è scatenato un ampio dibattito che coinvolge le metriche utilizzate nella stessa nota stampa (il numero di utenti raggiunti dai diversi tweet, un valore che rende difficile capire se questi utenti siano unici o se hanno invece – più probabilmente – visualizzato ed interagito con i contenuti più di una volta). Di certo, è già un segnale che l’Ufficio Stampa del Quirinale abbia pensato – oltre ai dati Auditel – ai social network come canali in cui rilanciare in modo diffuso il discorso presidenziale di fine anno, per il secondo anno “coperto” anche da livetwitting.

Proprio ai social, inoltre, è dedicato l’incipit del discorso, e forse anche la struttura: quest’anno, infatti, si contano 1715 parole distribuite in 98 frasi e 69 paragrafi, molte più dell’anno scorso (quando le frasi erano 69, i paragrafi 45 e le parole 1085). Dati che variano, ma che comunque inseriscono Mattarella nel trend di discorsi brevi e concisi, iniziato da Ciampi nel 1999, proseguito con Napolitano e confermato oggi. Ed è interessante analizzare la lunghezza media delle frasi: sono lunghe mediamente 112 caratteri.
Meno di un tweet, della lunghezza originaria (di massimo 140 caratteri fino al novembre 2017). Di media, quindi, ogni frase del discorso rientra in un breve tweet.

La grande attenzione social, peraltro, è confermata dalla grande attesa che ha preceduto il momento rituale (ma non formale, come ci ha tenuto a sottolineare Mattarella stesso). Prima del discorso, infatti, sale in seconda posizione tra i trend topic di twitter l’hashtag #ascoltoMattarellaperché, con cui gli utenti raccontano le motivazioni che li spingono ad ascoltare il discorso, probabilmente in contrapposizione al boicottaggio portato avanti da alcuni esponenti politici che invitavano a disertare il discorso agli italiani.

Insieme all’hashtag #Mattarella, in trend topic già dal pomeriggio e in classifica anche nei giorni successivi, subito dopo il discorso si diffonde #GraziePresidente, che arriva al secondo posto in trend topic, con cui gli utenti compiono un atto maggiore rispetto al semplice retweet o alla condivisione del discorso: producono essi stessi dei contenuti, mostrando una evidente adesione più forte, dando un giudizio non più neutrale sul discorso.

Insieme all’hashtag #Mattarella, in trend topic già dal pomeriggio e in classifica anche nei giorni successivi, subito dopo il discorso si diffonde #GraziePresidente, che arriva al secondo posto in trend topic, con cui gli utenti compiono un atto maggiore rispetto al semplice retweet o alla condivisione del discorso: producono essi stessi dei contenuti, mostrando una evidente adesione più forte, dando un giudizio non più neutrale sul discorso.

Questi dati, peraltro, non sono inaspettati, e confermano Mattarella come un presidente amato dagli italiani. Secondo il Rapporto Gli italiani e lo Stato, curato ogni anno da Demos&Pi, l’apprezzamento verso il Presidente della Repubblica sale durante gli anni della presidenza Mattarella, arrivando a toccare quest’anno quota 56%, con una crescita impressionante di circa dieci punti rispetto agli anni precedenti. Un dato che conosce anche Salvini, che – nel suo contro messaggio di auguri delle 21:30, non critica apertamente Mattarella – che pure si era riservato il gusto di mandare moniti indiretti alle forze di Governo.

Un presidente amato, dunque, con tassi di fiducia in crescita, che celebra la fine dell’anno con un discorso giudicato positivamente sui social (conferme arrivano anche dall’analisi condotta da Pietro Raffa, che conta più del 75% di reazioni social positive) e dagli ascolti Auditel. Se infatti le metriche social vanno sempre prese con le pinze, l’Auditel non sbaglia: quest’anno in più di 10 milioni di italiani sono rimasti davanti alla televisione, quasi un milione in più del precedente.

I dati sulle visualizzazioni social da soli significano, evidentemente, molto poco. Per analizzare e comprendere la figura di Mattarella e il discorso che quest’anno ha tenuto davanti agli italiani, bisogna però partire da lontano, inserendo i dati nel contesto attuale.
In un momento in cui le divisioni politiche italiani si acuiscono, Sergio Mattarella è riuscito a recuperare la fiducia di molti italiani, unendo un pezzo di paese e – probabilmente – dando voce a cittadini che, forse, oggi non trovano conforto nella proposta politica.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta