
Quando parla si sente l’accento modenese, cadenza di Pavullo per la precisione. Però solo da poco le hanno fatto notare e pure in malo modo, il colore della sua pelle: «Da quando sono entrata in politica. I miei avversari lo usano come elemento denigratorio. Ma io tiro dritto».
Di cui magari non condivide tutto sui migranti, anche se le sue sono posizioni che possono spiazzare: «Io sono per i corridoi umanitari. Si faccia un’analisi sulla possibilità di accoglienza dei profughi e si apra nel caso anche ai migranti economici. Però i porti devono essere chiusi perchè non tocca solo a noi italiani occuparci del problema. E non mi è piaciuto nemmeno che una parlamentare di Forza Italia sia salita sulla Sea Watch. Le mie priorità sono tutelare gli italiani in difficoltà e trovare soluzione per migliorare l’Italia, non queste».
Valentina Mazzacurati, madre del Ruanda, padre italiano, come inizia la sua storia?
«Come tante. Mio padre era andato in Ruanda a lavorare, si occupava di infrastrutture. Ha conosciuto mia madre e si sono innamorati. Nell’86 sono tornati in Italia».