FisicaIl martello e la piuma: come l’esperimento di Galileo fu dimostrato andando sulla Luna

Durante il quarto allunaggio, nelle fasi finale di una missione extraveicolare, il comandante Scott decide di mettere in pratica una dimostrazione empirica della legge scoperta da Galileo, lasciando cadere due oggetti con massa diversa in assenza di resistenza (aria)

da Pixabay

Nel 1971, l’astronauta americano David Scott decise di condurre, durante la missione Apollo 15 sulla Luna, la quarta che raggiunge il satellite, il celebre esperimento di Galileo sull’accelerazione gravitazionale. Secondo lo scienziato pisano, due corpi in maniera indipendente dal peso, cadono a terra con la stessa accelerazione. Per cui, se un martello e una piuma vengono lasciati cadere dalla stessa altezza, in una situazione di vuoto raggiungerebbero il terreno nello stesso momento. Come è ovvio, si trattava di un fatto indimostrabile: la piuma subiva molto più del martello la resistenza dell’aria. Per una verifica, sarebbe servito un luogo senza aria. Ed ecco, secoli dopo, la missione lunare.

Di fronte alle telecamere, il comandante della missione tiene in mano un martelletto geologico di poco più di un chilo e una piuma di falco (tre grammi a dir tanto). Erano gli ultimi minuti di quell’attività extraveicolare (cioè fuori dal veicolo). La pressoché totale assenza di atmosfera sul suolo lunare presentava un’occasione unica.

Scott tiene in mano i due oggetti, li allinea (devono cadere dalla stessa altezza) e poi, li lascia andare.

Cosa succede?

Qui il video.

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La riuscita dell’esperimento, va detto, era data per scontata. Non si trattava, insomma, di una posizione controversa. Resta però istruttivo vederlo. Considerando anche il fatto che proprio dalla validità di questa teoria dipendeva anche la riuscita del viaggio di ritorno degli astronauti.

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