PrevidenzaUn popolo di “sottoassicurati”, gli italiani sottovalutano i rischi (e pensano poco al futuro)

Da quanto emerso in un’indagine di Intesa San Paolo e del Centro Einaudi, in Italia non si è sufficientemente preparati alle sfide che ci attendono

Photo by Jack Hamilton on Unsplash

Un’interessante indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, elaborata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Centro Einaudi, dopo aver analizzato le modalità di gestione dei risparmi in generale, ha concentrato l’attenzione sulla pensione e sulle sfide legate ad una vita sempre più lunga. A riguardo è emerso che si è un popolo “sottoassicurato” che non si protegge in maniera ottimale.

La pensione che si aspettano in media gli intervistati si aggira attorno al 70% dell’ultimo reddito percepito da lavoratori, una stima piuttosto ottimistica. Non manca, però, da un lato chi si aspetta una pensione del tutto insufficiente e chi, in generale, fra tutti i rischi, teme di più proprio quello legato al tenore di vita una volta in pensione.

Ci si protegge a sufficienza da questi timori? No, dal momento che solo il 15% degli intervistati ha sottoscritto un prodotto di previdenza integrativa.

Questo spesso è dovuto ad una sottovalutazione dei rischi, così per il tenore di vita post lavoro come nel caso della non autosufficienza. Tutti gli intervistati, infatti, sottostimano taluni rischi cruciali mentre, al contrario, ne sovrastimano altri.

Continuiamo a leggere su propensione.it per scoprire quanto e come proteggersi dai rischi della vita

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