Modi di direMa quanto è lungo un tiro di schioppo?

Di solito l’espressione indica il classico fucile da caccia a due canne. Ma lo schioppo originale, in realtà, fu a prima arma da fuoco portatile della storia. Con una gittata abbastanza limitata

È uno dei modi di dire più usati: “È a un tiro di schioppo”, per indicare che è vicino. Sì, ma quanto vicino? Dipende prima di tutto da cosa si intende per “schioppo”. Nonostante molti lo vedano come un sinonimo, forse popolare e desueto, di “fucile da caccia”,cioè quello ad anima liscia, con due canne e caricato a pallini o pallettoni, la verità è un’altra.

Lo schioppo originale fu la prima da fuoco portatile della storia. Era una sorta di piccolo cannone, abbastanza lungo (ma esistono esemplari corti) ma non pesante, entrato in voga in Europa intorno al XIII secolo ma che in Cina era già conosciuto almeno da duecento anni.

Era ad avancarica, cioè andava caricato dal foro di uscita del proiettile, che all’inizio era una pietra, o dei sassolini, o addirittura una freccia. Prima, come è ovvio, si inseriva la polvere da sparo.

Lungo la sua superficie era previsto un piccolo foro da cui si praticava l’accensione: un oggetto caldo (stracci infuocati, legno o chiodi incandescenti) venivano messi a contatto con la polvere da sparo, provocando l’esplosione e, di conseguenza, lo sparo. A volte l’accensione avveniva con il cannone appoggiato su alcuni supporti lignei, a volte un aiutante collaborava all’operazione. La sua gittata massima, secondo alcuni calcoli, era di 300 metri. Ecco, più o meno, cosa significa “ta un tiro di schioppo”.

L’armacconobbe una rapida diffusione: prima in Italia, poi nelle Fiandre, fino a conquistare l’Europa. Per almeno un secolo regnò, con varie modifiche, incontrastato, fino a quando all’inizio del XV secolo venne inventato l’archibugio, molto più preciso, potente e sicuro. Non cadde subito in disuso, ma continuò a essere utilizzato insieme alle altre armi da fuoco. Solo con l’aggiunta dell’acciarino, e cioè con la nascita del grilletto, finì in soffitta senza lasciare tracce. A parte, appunto, quella sola espressione popolare, che ormai nessuno capisce davvero.

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