Poeti dalla terra di mezzoPer il 70esimo anniversario della Repubblica Xi Jinping fa sfilare i missili. Ma si dimentica dei poeti cinesi

I grandi poeti cinesi, Bei Dao e Yang Lian, sono scomparsi. Come mai? Perché la poesia non serve ai governi e non è serva dei partiti. Nonostante l’apparente apertura del governo cinese, i poeti sono ancora indesiderati in Cina

Per festeggiare le sorti progressive dei 70 anni della Repubblica Popolare Cinese, eletta da Mao il primo ottobre 1949, Xi Jinping ha fatto sfilare i missili. È banale fino al grottesco il modo in cui i governi ostentano se stessi: muscoli di metallo, falangi armate, l’etica dell’impaurire il prossimo. Eppure: una civiltà non è fatta da armi potenti ma da grandi individualità.

In questi giorni leggo il Daodejing, il testo classico del taoismo. Trasuda bellezza, ci sono indicazioni interessanti. Qui, ad esempio:

se governa il saggio
fa il cuore cavo
il ventre pieno

inaridisce l’ambizione
fortifica il corpo

il popolo sia vuoto
ignorante in desiderio e sapienza

chi sa non osi l’azione

si ostina al non agire
nulla è in disordine

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