Il golden boy Chi è Tagle, il nuovo Papa rosso, e perché Bergoglio affida a lui la Propaganda Fide

Il Pontefice solleva il pugliese Filoni e affida al cardinale sinofilippino uno dei ruoli chiave della Chiesa, l’evangelizzazione dei popoli. Autore di un saggio criticato dai conservatori, ma difeso da Ratzinger

VINCENZO PINTO / AFP

Luis Antonio Gokim Tagle è il nuovo prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Una nomina a sopresa, come le tante cui ci ha abituato Papa Francesco, che l’8 dicembre ha pensato bene di rimpiazzare così il 73enne Fernando Filoni mandandalo a guidare l’Ordine equestre del Santo Sepolcro.
Il porporato d’origine pugliese, già sostituto della Segreteria di Stato in epoca Bertone, si ritrova così a essere sollevato prima del tempo da un incarico di prestigio per fare il Gran Maestro di un Ordine equestre d’origine medievale. Sorte simile a quella del card. Leo Raymond Burke, nominato a 66 anni protettore del Sovrano Ordine Militare di Malta, o, peggio ancora, di Gerhard Ludwig Müller senza alcun incarico dopo la mancata riconferma, lui non ancora 70enne, alla guida della Dottrina della Fede. Al di là di qualsiasi speculazione il nome di Filoni figura nel cosiddetto dossier Viganò, come persona informata degli abusi commessi dall’ex card. McCarrick, in Sodoma di Frédéric Martel come protettore di don Ermes Viale e più volte in Giudizio Universale di Gianluigi Nuzzi, dove si parla di un conto allo Ior denominato Card. Prefetto con saldo di 510.000 dollari e ipotizzato come riferibile allo stesso.

Non è forse un caso che Bergoglio abbia scelto per rendere nota la nomina di Tagle, detto Chito – come lui stesso si fa chiamare – l’8 dicembre, giorno in cui si è recato a rendere il consueto omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, dove sorge la sede della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli: il celebre palazzo berniniano, cioè, di Propaganda Fide, come si chiamava il dicastero fino alla riforma della Curia romana voluta da Paolo VI. Un dicastero così importante che il suo prefetto è da sempre chiamato il Papa Rosso. Questo nome è in relazione a quello del pontefice, che è il Papa Bianco, e del superiore dei gesuiti, che è il Papa Nero.

Il capo di una Congregazione curiale gode di molto potere. Sovrintende all’evangelizzazione dei popoli e ha giurisdizione su tutti i territori di missione di rito latino, provvedendo anche alle relative nomine dei vescovi

Un appellativo che svela subito il potere di cui gode il capo di una Congregazione curiale, che sovrintende all’evangelizzazione dei popoli e ha giurisdizione su tutti i territori di missione di rito latino, provvedendo anche alle relative nomine dei vescovi. Gestisce inoltre un enorme patrimonio immobilare, soprattutto nel centro storico di Roma, che fu al centro anni fa dello scandalo Anemone-Balducci, e un flusso di denaro, traccia del quale è rinvenibile nei 19 conti correnti e 21 portafogli per la gestione di titoli e valori allo Ior.

Quella di Luis Antonio Tagle si prospetta una gestione del tutto nuova. Nato a Manila il 21 giugno 1957 da padre d’etnia Talog e madre sinofilippina, è sacerdote dal 27 febbraio 1982, vescovo dal 22 ottobre 2001 e cardinale dal 24 novembre 2012. La porpora gli è conferita da Benedetto XVI, che lo aveva nominato arcivescovo di Manila poco più di un anno prima. Raztinger, d’altra parte, aveva sempre ammirato il teologo poliglotta che, addottoratosi presso la prestigiosa Università cattolica d’America con una tesi sulla collegialità episcopale nell’insegnamento e nella prassi di Paolo VI, aveva voluto nel 1997 quale componente della Pontificia Commissione Teologica Internazionale.

Ha fatto inoltre parte del comitato editoriale della Storia del Vaticano II, curata da Alberto Melloni e Giuseppe Alberigo in cinque volumi, redigendo il capitolo di 66 pagine dal titolo La tempesta di novembre: la “settimana nera”. Nonostante le critiche piovute da ambiti conservatori il saggio di Tagle è stato sempre difeso da Ratzinger, ai cui scritti il teologo si richiamava espressamente come una delle fonti di riferimento. D’altra parte lo stesso porporato nel 2012 ha dichiarato che il Concilio non ha rappresentato alcuna rottura col magistrero precedente, affermandosi così in linea con la cosiddetta ermeneutica della continuità tanto cara a Benedetto XVI.

Considerato «una delle voci più rappresentative del pensiero teologico asiatico», Tagle condivide sin da subito con l’attuale Papa’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e l’accoglienza per le persone migranti. Nel 2014 è nominato da Bergoglio come uno dei tre presidenti delegati del Sinodo straordinario sulla Famiglia e il 14 maggio 2015 viene eletto presidente di Caritas Internationalis. Con la nomina a prefetto dell’Evangelizzazione dei popoli è già un rincorrersi di voci, anche giornalistiche, che lo preconizzano Papa. Non è mancato chi sui social è arrivato a porre paragoni col pontefice tedesco, ricordando come Ratzinger avesse ricevuto la berretta cardinalizia nell’ultimo concistoro di Paolo VI e Tagle, a sua volta, nell’ultimo concistoro di Benedetto XVI. Previsioni a parte, per adesso a essere certo è solo il ruolo di Papa Rosso di chi è salutato come il Golden Boy del Vaticano. Per il resto si starà a vedere.

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